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RESTIAMO UMANI


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Il Lavoro...

 

 
 




Piombino 3/08/2022
Inaccettabile il modo in cui JSW ha fatto smantellare la colata continua vicino al muro che la separava dai quartieri periferici di Piombino. Si sono levate enormi nubi di polvere che hanno costretto gli abitanti a tenere chiuse le finestre. Molti cittadini e lavoratori hanno respirato sostanze che possono provocare danni alla salute. Come è potuto accadere? Quali sanzioni ha avuto l'azienda? Cosa ha fatto l'Assessore all'Ambiente per prevenire quanto accaduto e cosa farà per impedire che si ripeta un simile episodio? L'Accordo di Programma prevedeva che fossero presentati piani operativi dettagliati delle attività di dismissione e smantellamento di ciascuno degli impianti inutilizzabili perché hanno caratteristiche e pericoli diversi, per dar modo alla regione Toscana di attivare uno specifico gruppo di lavoro costituito da un pool di tecnici capaci di analizzare le modalità di intervento proposte e rilasciare le autorizzazioni necessarie. JSW continua ad ignorare qualsiasi accordo anche a tutela anche della salute dei cittadini e dei lavoratori confermando una volta di più che è necessario per il bene di Piombino mandarlo via! Il Comune di Piombino non avrebbe dovuto accettare una semplice comunicazione di inizio lavori ma pretendere da JSW il rispetto dell'Accordo di Programma o almeno una descrizione completa e dettagliata di come intendevano operare , da sottoporre ad ARPAT e ASL prima dell'avvio dei lavori. Ricordiamo che il Sindaco è la massima autorità responsabile della salute pubblica di Piombino. Quali altri lavori di demolizione sono programmati? Lasciamo anche in questo campo completa mano libera a JSW? Non chiediamo nulla nemmeno sulla destinazione dei rifiuti prodotti? Non chiediamo nulla in merito a come JSW lascerà le aree dove sorgevano i capannoni industriali da demolire? Lasceremo poi che si demolisca l'ultimo altoforno vanificando i progetti di archeologia industriale di cui molti hanno parlato? Lasceremo che a guidare le demolizioni siano solo gli interessi puramente economici di JSW? Rammentiamo infine che la prima ed urgente operazione di demolizione riguarda la cokeria! Da anni ARPAT ha scritto che in tale impianto è presente l'amianto e che alcune parti di tale impianto sono a rischio crollo! In caso di crollo la nube che investirebbe la città conterrebbe numerose fibre cancerogene di amianto! Amianto comunque presente anche qualche reparto funzionante . Le relazioni di ARPAT che parlano di tali pericoli datano all'anno 2018. Continuando ad ignorare la fabbrica ed i suoi problemi facciamo un enorme danno non solo ai lavoratori ma a tutta la città!
Coordinamento art.1 Camping CIG


Il Camping CIG aderisce alla manifestazione di sabato 30 luglio: per noi, che da anni combattiamo per l'occupazione nel territorio, il rigassificatore rappresenta il colpo di grazia ai danni della diversificazione produttiva, soprattutto per le attività collegate al mare e al porto; ma anche per la banchina industriale delle acciaierie, oltre ai problemi ambientali e di sicurezza. Va anche detto che, se negli anni precedenti Piombino, con mobilitazioni adeguate, fosse diventato un caso nazionale per la siderurgia , per le bonifiche e le altre emergenze, probabilmente il rigassificatore non sarebbe oggi in arrivo. O almeno non arriverebbe senza consultare il territorio. Tutto si tiene, tutto si salva insieme; o deperisce insieme come è successo a Piombino in questi anni. Per questo riproponiamo a tutti di fare una vertenza unica di tutti i problemi del territorio per ottenere un piano di rinascita dal governo attuale, e soprattutto da quello futuro, contro il polo rifiuti e il rigassificatore per le energie rinnovabili; mandare via Jsw, acciaierie allo Stato per acciaio pulito di qualità e rilancio del territorio, centrato su bonifiche; 398 e ferrovia; economia del mare, agricoltura e turismo moderni che valorizzino la natura; servizi sanitari pubblici territoriali, v. ospedale di Villamarina. Questo potremo ottenerlo solo con lotte finalmente unificanti, adeguate alla gravità dei problemi, costruendo lo sciopero generale della Val di Cornia e oltre, e una grande manifestazione di zona. Con queste idee e proposte, su cui chiediamo a tutti delle risposte, sabato saremo presenti alla manifestazione.

29 luglio 2022 Coordinamento Art.1- Camping CIG


Piombino: mentre le Confederazioni temporeggiano, c'è una parte della CGIL che dice NO al Rigassificatore e alle economie di guerra sulla pelle dei Lavoratori e delle Lavoratrici.

Piombino da anni è stata abbandonata dai vari governi. Le bonifiche del SIN promesse non sono state mai realizzate; il rilancio delle acciaierie è fermo e senza prospettive; la discarica di Rimateria è servita prima a tentare di ripianare la voragine del debito Asiu importando rifiuti da fuori, ora si prosegue privatizzandola totalmente con Rinascenza Toscana e aggiungendo altre lavorazioni inquinanti

In questo contesto il diktat imposto da Governo e Regione sulla realizzazione di un rigassificatore nel porto di Piombino la troviamo un proposta irricevibile, contraria alla tanto sbandierata transizione ecologica. Tale proposta non risponde alle esigenze di una città ma a economie di guerra che, in seguito al conflitto Russo-Ucraino, vogliono ridisegnare i fornitori e le modalità di approvvigionamento delle risorse energetiche sul territorio nazionale. La nave rigassificatore verrà piazzata all'interno del porto di Piombino molto più a lungo dei 3 anni promessi; essa non e aumenterà l’occupazione locale, come per Livorno i lavoratori sono solo superspecializzati stranieri in particolare norvegesi. E quale è il tracciato delle pipeline di raccordo con il gasdotto principale? Il rigassificatore crea grossi problemi alle attività circostanti; le attività portuali subiranno un duro colpo bloccando la possibilità di sviluppo del porto e della zona retrostante, la pesca e gli allevamenti ittici che nel post crisi si sono sviluppati rischiano il collasso, ed il turismo vedrà dopo 2 anni di crisi dovuta alla pandemia un altro ostacolo difficilmente sormontabile.

Per questi motivi e per il fatto che un rigassificatore è da anni installato al largo della costa Livornese, diciamo in maniera convinta NO ad un impianto di rigassificazione e aderiamo alla manifestazione del 16 luglio a Piombino. Le priorità per la città di Piombino dopo anni di false promesse sono altre e come organizzazione sindacale confederale dobbiamo batterci, proclamando lo sciopero generale di tutte le categorie della Val di Cornia, contro il rigassificatore per le energie rinnovabili; per mandare via Jsw, acciaierie allo Stato per acciaio pulito di qualità e rilancio del territorio, centrato su bonifiche; 398 e ferrovia; economia del mare, agricoltura e turismo moderni che valorizzino la natura; servizi sanitari pubblici territoriali, v. ospedale di Villamarina.

15 luglio 2022

Riconquistiamo tutto

area congressuale di Opposizione in Cgil provincia Livorno

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Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica ex GKN e Antonella Bundu consigliera comunale di opposizione a Firenze al corteo no rigassificatore insieme al Camping Cig

https://www.toscanamedianews.it/corteo-contro-il-rigassificatore-invade-piombino.htm


Il Governo Nazionale e Regionale si sono dimenticati di Piombino? No! Non hanno fatto niente per impedire che il secondo stabilimento siderurgico Italiano fosse stritolato e sfruttato fino all'osso da varie multinazionali portandolo al fallimento, non hanno fatto le bonifiche del Sito di Interesse Nazionale di Piombino a cui lo Stato era formalmente obbligato, non hanno diretto e incentivato gli investimenti dell'Area Industriale di Crisi Complessa di cui facciamo parte ed a cui di nuovo lo Stato era formalmente impegnato, la Regione sta chiudendo l'Ospedale e sempre più i cittadini si rivolgono ai privati, la Regione ha destinato ed intende destinare nuove aree del SIN al trattamento dei rifiuti, non ci hanno dotato di infrastrutture stradali e ferroviarie. Si sono dimenticati di noi? No semplicemente hanno altri programmi! Nel mondo aree ricche prosperano grazie alle diseguaglianze che permettono di rubare terre e ricchezze a popoli incapaci di difendersi, le diseguaglianze sono funzionali all'attuale economia. Anche in Italia vi sono luoghi "sacrificabili" agli interessi generali che in realtà sono interessi di pochi e ben precisi soggetti a cui i politici Nazionali e Regionali si piegano: le multinazionali e di altri Stati, interessi di settori della Confindustria, sanità privata, distretti industriali che non sanno dove mettere i rifiuti, vecchie industrie che non vogliono abbandonare il modello di sviluppo basato sulle fonti fossili e la produzione di scarti. Così quando il governo e la Regione Toscana cercavano un sito dove mettere un rigassificatore hanno pensato a Piombino. Piombino per Giorgetti (Lega), Cingolani(M5S) e Giani(PD) è il luogo ideale dove piazzare la fregatura del rigassificatore che da un punto di vista economico distruggerà ogni possibilità di sviluppo diversificato, per loro Piombino è un luogo dove produrre ed immagazzinare energia per poi distribuirla a tutta la Toscana: ai distretti della carta, delle concerie, della ceramica, ecc..che in cambio ci daranno i loro rifiuti! Ma vi è un altro argomento scandaloso: per piazzare velocemente il rigassificatore il Governo Draghi e Giorgetti hanno fatto un apposito decreto che dietro la scusa della diminuzione dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni ha eliminato tutti quei controlli che avrebbero dimostrato l'impossibilità di installare un rigassificatore nel secondo porto Italiano per traffico passeggeri, in un porto dentro la città, con vicino altri impianti a rischio di incidente rilevante. Accogliamo con piacere la decisione del Consiglio Comunale di Piombino che anche per motivi di sicurezza ha detto no al rigassificatore dentro il porto! Chiediamo a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale di essere coerenti: inviino e rendano pubblica la richiesta di modifica del comma 3, articolo 5 del Decreto Legge 50 che il prossimo 16 Luglio sarà in discussione alla Camera dei Deputati! In tale decreto vengono eliminate le procedure di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Impatto Ambientale, queste due procedure sono indispensabili per assicurare lo viluppo di un territorio, il rispetto ambientale e la tutela della salute e dell'incolumità dei cittadini. Se hanno a cuore la tutela della salute e l'incolumità dei cittadini di Piombino la loro voce deve arrivare fino a Roma a e dire a Giorgetti, Draghi e soci che non vi può essere nessuna motivazione che permette di mettere in pericolo la nostra vita! La procedura di VAS-VIA come la direttiva SevesoIII non possono essere eliminate per Decreto! Siamo convinti e da anni sosteniamo la necessità per Piombino e la Val di Cornia di individuare una piattaforma comprensoriale per andare a chiedere con le lotte al Governo Draghi quello che è il reale interesse del territorio e del paese. Per questo gridiamo: ci hanno distrutto le acciaierie, ci hanno distrutto l'ospedale ed ora ci rubano anche il mare: sciopero, sciopero generale zona!!!

Coordinamento Art.1 Camping CIG Piombino

6/7/2022

 


Piombino 10/06/2022

Il Camping CIG parteciperà all'assemblea pubblica, organizzata da alcune associazioni piombinesi il 14 giugno, per invitare e contribuire a costruire un progetto, non subalterno agli interessi economici e politici del momento, né a quelli della multinazionale di turno: Jsw deve andarsene, lo Stato deve gestire le acciaierie in posizione di comando. Serve un progetto alternativo alla forsennata e antidemocratica corsa in atto, rivolta a imporre il rigassificatore e il rilancio del polo rifiuti.

Invece delle bonifiche del SIN promesse e mai realizzate, abbiamo assistito all'infausta operazione Rimateria, pagata a caro prezzo dai dipendenti licenziati e rivolta unicamente a sanare il debito milionario di ASIU, prodotto dalle precedenti amministrazioni, importando rifiuti speciali provenienti da fuori zona. Oggi non si parla quasi più della discarica. Dopo il fallimento, la società pubblico-privato Rimateria è passata a Rinascenza Toscana, interamente privata. Il piano industriale è stato accolto dai creditori e dal Giudice. Il Sindaco dell'attuale amministrazione comunale di Piombino, con tanti saluti alla variante urbanistica, la quale destina quelle aree a verde pubblico, ha apprezzato favorevolmente le linee industriali presentate dai nuovi proprietari dell'area discariche. Il piano che oltre agli stessi spazi di discarica previsti da Rimateria investirà circa 50 milioni in: un impianto di ossidazione termica per bruciare le plastiche; un impianto di essiccazione fanghi; un impianto di trattamento rifiuti liquidi ed infine uno di inertizzazione dei rifiuti. In campo c'è poi l ’ipotesi di piazzare a Piombino uno dei rigassificatori italiani, per fronteggiare la crisi indotta dalla tragica guerra in Ucraina, su cui marciano gli speculatori: esso avrebbe un impatto devastante sull'ambiente e l'economia del mare. Intanto, alle acciaierie, vittima predestinata di Jsw sarà pure la memoria storica della città, con lo smantellamento dell'ultimo Altoforno rimasto. A tutto ciò va aggiunto il depotenziamento in corso dei servizi sanitari pubblici : v. Ospedale di Villamarina e servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro.

L'obbiettivo urgente è quello di avere finalmente il Governo nazionale a Piombino ad assumersi, unitamente alle istituzioni locali e regionali, dinanzi a lavoratori e cittadini le responsabilità che gli competono, su ciascuna e sull'insieme delle problematiche aperte. Servono subito un progetto di rinascita e ingenti risorse pubbliche per rilanciare sanità territoriale pubblica, ospedale, punto nascita, servizi di prevenzione; ripubblicizzare la discarica per metterla a servizio del SIN; estendere il ricorso a energia dal sole e dal vento; rifiutare quindi il rigassificatore, strumento del vecchio modello centrato sui combustibili che provocano il cambio del clima, destinato a importare gas a caro prezzo dagli USA e non solo, il che pesa già in bolletta per metà dello stipendio; mandare via Jsw, acciaierie allo Stato per acciaio pulito di qualità e rilancio del territorio, centrato su 398 e ferrovia, economia del mare agricoltura e turismo moderni che valorizzino la natura. Su tutto questo devono prendere la parola lavoratori e cittadini per decidere insieme, prima di qualunque decisione in sede istituzionale. Proponiamo dunque a organizzazioni sindacali, e associazioni sociali e culturali, comunità religiose, forze politiche, istituzioni pubbliche e categorie economiche di impegnarsi attivamente per unificare gli obbiettivi e le lotte. In questa prospettiva, proponiamo di dare vita a presìdi permanenti alla fabbrica, in città e nel territorio per preparare una grande manifestazione con sciopero generale di tutta la Val di Cornia, che si faccia sentire finalmente a Roma.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

Piombino 5/06/2022

Quel che si sta prospettando per la Val di Cornia è un futuro di disoccupazione e degrado ambientale. Se non viene cacciato, JSW nel prossimo futuro licenzierà centinaia di dipendentii. Jsw non lavorerà più nemmeno i semilavorati di acciaio a Piombino. Continuerà invece a fare cassa smantellando gli impianti e utilizzerà le centinaia di ettari di terreno vicino al porto magari per "trattare" la plastica o quant'altro, come già oggi dice Carrai. Oppure, come teme il Camping CIG, semplicemente per importare dall'India sfere e rotaie verso l'Europa attraverso l’hub commerciale di Piombino. Intanto, con la scelta di piazzare il rigassificatore nel nostro porto, il Governo distrugge ogni possibilità di sviluppo basato sull'economia del mare ed una opportunità importante di diversificazione economica, occupazionale e culturale. Poi, invece di bonificare le centinaia di ettari del SIN, lascia che la Regione permetta di utilizzare tali aree per installare impianti che trattano rifiuti provenienti dal mercato o metterli nella discarica ex Rimateria.

L'incontro al Mise del 31 maggio al Camping Cig sembra proprio l'ennesima presa in giro per lavoratori e cittadini di Piombino: la dice lunga l'assenza di rappresentanti politici governativi. Ci sembra quindi grave che le OO.SS. non abbiano ancora convocato l'assemblea unica dei lavoratori per informare e decidere insieme che cosa fare. Deve venire subito il governo a Piombino per tutte le sue emergenze e a chiarire se intende o no installare il promesso forno elettrico, della cui cancellazione Carrai incolpa Invitalia. La commessa rotaie deve essere assegnata alle acciaierie di Piombino, non già a Jsw, bensì allo stabilimento che veda lo Stato in posizione di comando, eventualmente accanto ad un privato di minoranza affidabile, dopo avere cacciato Jsw. Il ruolo di comando dello Stato nelle acciaierie è anche la premessa logica, economica e politica affinché lo Stato si occupi finalmente di Piombino anche per autentiche bonifiche del SIN; diversificazione economica e occupazionale in agricoltura e turismo; servizi sanitari pubblici territoriali come l'ospedale di Villamarina; ferrovia e strade come la 398. Non possiamo dimenticare mai che è praticamente ufficiale, comunque, che bisogna fare i conti con almeno 500 esuberi. Il Camping CIG torna quindi ad avanzare la propria proposta di Lavori di Pubblica Necessità

senza trascurare uscite volontarie incentivate, prepensionamenti, ecc.

Il tempo stringe, dopo la silenziosa emorragia dell'indotto, le scadenze imminenti della CIG per i dipendenti PioLog e Jsw preannunciano l'apertura di un dramma per le famiglie dei lavoratori, ma anche meno ricchezza sul territorio. Quindi, PROPONIAMO a lavoratori e cittadini, organizzazioni sindacali, e associazioni sociali e culturali, comunità religiose, forze politiche, istituzioni pubbliche e categorie economiche di impegnarsi attivamente per unificare gli obbiettivi e le lotte e costringere il governo a occuparsi di Piombino con un piano di rinascita territoriale. In questa prospettiva, proponiamo di dare vita a presidi permanenti alla fabbrica, in città e nel territorio per preparare una grande manifestazione con sciopero generale di tutta la Val di Cornia, che si faccia sentire finalmente a Roma.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


 

Questa è solo una dichiarazione d'amore. Per gli operai di Piombino, delle sue acciaierie e delle altre fabbriche. Per le lavoratrici e i lavoratori degli appalti, i primi a soffrire umiliazioni e licenziamenti, i quali però seppero anche loro far valere le ragioni dell'unità delle donne e degli uomini che vivono del proprio lavoro. Mi ricordo la bella vertenza dei primi anni settanta (del secolo scorso, il mio, lo so) per la parità salariale e normativa degli occupati negli appalti, con i dipendenti di Dalmine, Magona e acciaierie: lo sguardo alto e vivo di chi vuole spezzare tutte le artificiose divisioni fra lavoratori di serie A e di serie B, fra neri e bianchi, fra donne e uomini... Partecipai con l'entusiasmo limpido e un po' matto dei ventanni. Dritto dritto dall'università, lavoravo dal Ciampi in Magona, mi ero iscritto alla Cgil, ero stato eletto delegato e andavo a scuola di sindacato da Artemio Mei, compagno di lavoro e di lotte, indimenticabile maestro. Ne ha scritto Sara Martellacci nella sua tesi di laurea magistrale sul secondo biennio rosso a Piombino, che il Camping CIG presentò a suo tempo in piazza Cappelletti. Commosso, ho letto sul Tirreno le parole commosse di Michele Nardini, che ha l'età di mio figlio. In pochi giorni, due schiaffi agli operai piombinesi, alla nostra Città, alla sua gente, al territorio: la prevista distruzione dell'ultimo altoforno di una storia secolare; la notizia della vendita delle acciaierie, buttata lì come se si trattasse di cambiare un cappotto, ha Eliana Como. C'è qualcosa di insultante nell'arbitrio del capitale multinazionale. Un'arroganza così sfrontata da far pensare che sia inconsapevole, al di sotto del comprendere esseri umani, storie di vita, la Storia. "Operai e foreste uniti nella lotta", profetizzava Chico Mendes, sindacalista dei lavoratori del caucciù, prima che i latifondisti dell'Amazzonia lo facessero assassinare nel 1988. A Piombino, mi verrebbe da tradurre le parole di Chico così: operai e mare uniti nella lotta, altro che rigassificatore; città e fabbrica unite per l'acciaio pulito di alta qualità, per l'agricoltura e il turismo moderni, con la gioia vivente di rispettare l'acqua del Canale, il cielo e gli alberi del Promontorio più bello del mondo, la terra calda che fa il vino buono, l'archeologia industriale affinché regali al futuro la memoria delle cattedrali del lavoro e dell'industria. E lavorare meno per lavorare tutte e tutti, lavorare tutti e tutte per lavorare meno e vivere - insieme - una vita degna d'essere vissuta, sedendo insieme allegramente nelle sere d'estate, a mangiare e a bere in piazza Bovio.

 Maggio 2022

Paolo Gianardi

 


Piombino 29/05/2022

Ai lavoratori e alla città di Piombino Carrai appare piu' efficace nei colpi di teatro che non nel concretizzare nuovi investimenti impiantistici e tutela della occupazione." Proprio il 30 maggio incontra i sindacati, dichiarandosi disposto ad impiegare manodopera locale negli smantellamenti, cosa che evidentemente finora aveva... dimenticato. Assicura che Jsw resterà a Piombino, smentendo quanto la proprietà stessa aveva detto pochi giorni fa: il suo unico scopo è quello di assicurarsi la megacommessa rotaie da Rfi, giurando sul revamping del Tpp che ha bisogno invece di essere ricostruito ex novo lontano dall'abitato; lo fa senza fornire garanzie credibili, come peraltro non ha mai fatto: v. piano industriale fantasma. Jsw se ne deve andare; lo Stato deve riprendersi le acciaierie, comunque in posizione di comando.

Guarda caso, il 31 maggio ci sarà l'incontro al Mise. Più che mai, chiediamo dunque che i sindacati e le istituzioni non assumano alcun impegno rispetto alle proposte che verranno, eventualmente, presentate dall'azienda e/o dal governo. Nessuna sottoscrizione di qualche "verbale di incontro", come invece avvenne proprio al Mise all'arrivo di Jindal. Come allora, in pratica non sarebbe altro che la firma di un accordo vero e proprio, all'insaputa e sulle spalle dei lavoratori. Né alcun assenso verbale. La democrazia dei lavoratori rafforza la contrattazione sindacale: i lavoratori devono essere riuniti in una assemblea unica, la quale va convocata adesso per svolgerla subito dopo l'incontro al Mise, e dovranno avere tutto il tempo necessario per comprendere ed esprimersi su qualsiasi ipotesi, prima che venga presa qualsiasi decisione che li riguarda.

Bisogna seguire la strada opposta a quanto avvenne con i "piani" Aferpi e Jsw, peraltro finiti entrambi miseramente. A cominciare dalle istituzioni, nessuno dovrà presentare un qualunque piano come l'unica salvezza possibile; di polpette avvelenate e di ricatti ne abbiamo ingoiati fin troppi, con i risultati che sappiamo: v. riduzione 30% del salario . Chi parteciperà all'incontro tenga conto che sbagliando si impara, ma perseverare è diabolico e imperdonabile, soprattutto per chi rappresenta i lavoratori.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

Piombino.

Il Camping CIG ricorda che ci sono scadenze incombenti: quella di giugno per le concessioni demaniali all'azienda; quelle di settembre-dicembre per la cassa integrazione dei dipendenti PioLog e Jsw. Poi, c'è la giostra di notizie: si vende, non si vende, chi compra?... Tre cose sono certe: il governo ha cancellato Piombino dalla carta geografica d'Italia; Jsw è completamente inaffidabile; nessuno che sappia, o voglia dire, che cosa succederà ai lavoratori; quanti saranno eventualmente assunti, a quali condizioni; quanti esuberi e che fine faranno, forse con uscite volontarie, prepensionamenti. Ancora una volta i lavoratori stanno per essere trattati come oggetto e non soggetto consapevole. Si sta discutendo, sembra, di un addendum all'Accordo di programma, che i lavoratori direttamente interessati e la Città conosceranno solo a cose fatte e che sarà presentato come l'ultima spiaggia: o così, o tutti a casa. Adesso basta ricatti! I lavoratori devono conoscere e esprimersi su qualsiasi scelta prima che venga approvata.

I lavoratori e la cittadinanza devono essere protagonisti del loro destino, quindi occorre che il governo venga a Piombino a dar conto del suo operato e delle sue intenzioni. Jindal se ne vada. Lo Stato acquisisca la maggioranza della proprietà delle acciaierie, quale premessa per un piano di rinascita del territorio, che dallo Stato stesso è riconosciuto quale SIN e Area di crisi complessa. Un piano per l'acciaio pulito di qualità, i servizi sanitari pubblici, 398 e ferrovia, agricoltura e turismo moderni che valorizzino la natura: altro che rigassificatore. Lo Stato programmi e diriga smantellamenti e bonifiche, rispettando l'Accordo di programma e prevedendo la trasformazione dell'Afo in un sito di moderna archeologia industriale. La megacommessa di rotaie deve essere assegnata a Piombino, non già a Jsw, nel quadro di un piano industriale costruito e garantito dallo Stato, eventualmente associato a un imprenditore affidabile di minoranza. In tale piano, la storica produzione di rotaie di qualità va valorizzata anche per il futuro, mediante il rifacimento del Tpp lontano dall'abitato.

Tutto questo si ottiene solo se vi saranno lotte forti, costruite democraticamente in una assemblea unica dei lavoratori da convocarsi subito, tali da costringere il governo a riconoscere che Piombino fa ancora parte del territorio della Repubblica.

25 maggio 2022

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Vicenda Jsw, ma quando ci stancheremo di vedere calpestata la nostra dignità? A Piombino Jsw annunciava un nuovo fantasmagorico progetto: 60 milioni per revamping treni; forno elettrico; "riassunzione" di 1200 lavoratori. Intanto, a quanto sembra, si lavorava però per vendere lo stabilimento, ritenuto un investimento fallimentare. La smentita del vicepresidente, ma non del magnate Jindal, è una toppa peggio del buco. Quale credibilità può avere? In questi giorni poi, è venuto a galla anche il progetto dello smantellamento dell'Afo , in assenza di una prospettazione complessiva dell’assetto futuro delle aree e quindi anche delle modalità per le necessarie bonifiche delle stesse. Non si prendono in considerazione neanche le proposte di archeologia industriale. Non si assume personale locale. Scelte improvvisate che però ipotecano il futuro. Inoltre, considerato che la demolizione di impianti della “area a caldo” ovviamente riguarda anche i rivestimenti refrattari, ci domandiamo se ci sarà un piano di sicurezza per gestire correttamente le operazioni ad evitare possibili esposizioni dei lavoratori a polveri contenenti amianto, cristobalite (ambedue cancerogeni) e tridimite. E cio’ non solo in fase di demolizione ma anche in quelle di trasporto e conferimento dei rifiuti pericolosi. O si farà cassa col rottame metallico e si lasceranno in loco i cumuli di macerie di refrattario a plastica testimonianza dell’operato delle multinazionali che fin’ora abbiamo ospitato nel nostro territorio? Nel frattempo, si chiede a gran voce la megacommessa delle rotaie; un dubbio maligno: l'eventuale acquisizione della commessa rotaie potrebbe servire a Jsw per dare maggior valore al alla fabbrica, in caso di cessione? Siamo davvero al gioco delle 3 carte, in cui perdono sempre i lavoratori e la città, vince sempre la multinazionale. Ma quale addendum all'accordo di programma? La storia di Jindal a Piombino deve terminare qui e ora. Chi continua a dargli credito si rende complice del disastro. Dunque, basta Jindal. Lo Stato riprenda lo stabilimento, al limite con un altro imprenditore credibile, ma con lo Stato in posizione di comando. Se ciò è possibile a Taranto, perché invece è un tabù a Piombino? Fra l'altro, tale presenza dello Stato aiuterebbe a impegnarlo in piano di rinascita, il quale, accanto all'acciaio pulito di qualità, preveda adeguate risorse e progetti precisi per servizi sanitari pubblici come l'ospedale; bonifiche; infrastrutture ferroviarie e stradali come la 398; portualità; diversificazione nell'agricoltura e nel turismo, per valorizzare lavoro e ambiente. Se lo Stato non sarà presente nello stabilimento, non ci sarà nemmeno per il resto . Città e fabbrica si salvano solo se procedono insieme, dentro la stessa moderna progettualità. Servono allora i sindacati uniti, coinvolgendo i segretari nazionali di categoria e confederali di Cgil, Cisl, Ugl, Uil, Usb, per far diventare Piombino un caso nazionale, con iniziative incisive, costringendo il governo ad occuparsene. Perciò chiediamo la convocazione immediata di una assemblea unica dei lavoratori; il blocco delle portinerie, o almeno la proclamazione di 24 ore di sciopero; l'autoconvocazione al Mise dei lavoratori e dei cittadini di Piombino, per obbligare il ministro Giorgetti e il governo a far entrare lo Stato nelle acciaierie e a ragionare sul piano di rinascita del territorio. Nel film di Totò, la "vendita" della fontana di Trevi avviene una sola volta: se nemmeno ora reagirà duramente, Piombino passerà alla storia come la città in cui ogni giorno si compra una nuova narrazione, per fantasiosa che sia.

16 maggio 2022

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


COMUNICATO STAMPA

Non si fanno bonifiche, ma si smantella solo il rottame che si vende e porta lucro immediato. Invece, si dovrebbe partire dalla cokeria che continua a inquinare la città, mentre il Sindaco non emana l'urgentissima ordinanza di demolizione a carico di Jsw. Si commissiona il lavoro a ditta esterna, senza utilizzare lavoratori locali come previsto nell'accordo di programma. Con l'abbattimento dell'Afo si cancella qualsiasi moderno progetto di archeologia industriale, insieme alla memoria storica secolare di intere generazioni operaie, come ricordava Ivan Tognarini. Contemporaneamente, il Camping CIG saluta la buona partecipazione di lavoratori e cittadini alla manifestazione del 4 maggio. Forse ciò è dovuto anche al fatto che l'iniziativa metteva insieme, per la prima volta, tutte le sigle sindacali, alla presenza dei dirigenti nazionali. Positivo pure l'annuncio dei sindacati di un documento comune per lo sviluppo del territorio: fabbrica e città insieme, è la direzione giusta. Sui contenuti emersi il 4, invece, il giudizio è diverso. Innanzi tutto, appare sbagliatissimo che non si pretenda l'ingresso dello Stato nella proprietà delle acciaierie, come a Taranto. Così l'unico interlocutore torna ad essere Jsw, a cui si chiede per l'ennesima volta il piano industriale, fingendo di credere che faccia gli investimenti e persino il forno elettrico. Intanto, emerge sempre più il problema degli esuberi di cui nessuno, o quasi, ha il coraggio di parlare; serviranno invece pure uscite volontarie incentivate, prepensionamenti, ecc. Stando così le cose, lo stabilimento è finito. Né basterà certo a salvarlo l'eventuale assegnazione della commessa rotaie Rfi, per la quale, inoltre, solo 24 ore prima della presunta assegnazione si chiede di porre delle condizioni a Jsw; comunque, essa significherebbe lavoro solo per alcuni mesi all'anno, solo per il Tpp. Poi, si scopre addirittura che tutto è rinviato a data da destinarsi: un balletto offensivo per i lavoratori, i sindacati e il territorio. Solo l'intervento dello Stato per riprendersi le acciaierie, finanziare e guidare un piano di rinascita per Piombino, centrato su acciaio pulito di qualità, bonifiche, infrastrutture, diversificazione, può rappresentare l'unica speranza di questo territorio. E' un gravissimo errore da parte di sindacati e istituzioni non porre il ruolo decisivo dello Stato come obiettivo prioritario su cui imbastire lotte e iniziative. Non dobbiamo accettare che Piombino per lo Stato serva solo ad accogliere rifiuti e magari anche un bel rigassificatore, il quale metterebbe la parola fine anche alla tanto auspicata diversificazione economica e occupazionale, quella sì indispensabile. Intanto, dilaga il supersfruttamento e il Camping CIG esprime la propria solidarietà ai braccianti italiani e stranieri della Val di Cornia: se toccano uno, toccano tutti; senza diritti, solo agricoltura di bassa qualità.

8 maggio 2022 Coordinamento Art.1-Camping CIG Piombino

 



 

Iniziativa sindacale del 4 maggio: qualche domanda. Innanzi tutto, perché una tavola rotonda senza dibattito?

Invitalia non entrerà nel capitale? Se è così, perché a Taranto invece sì e con un ruolo maggioritario, ma a Piombino nemmeno in minoranza? Lo Stato abbandona definitivamente Piombino? Il 4 ci sarà il ministro Giorgetti? Ci consegnamo di nuovo nelle mani di Jsw questa multinazionale del tutto inaffidabile? Che cosa sono mai 60 milioni per un revamping serio dei treni di laminazione, quando per esempio il Tpp è così malconcio? Secondo le notizie riportate dalla stampa, Carrai ha dato per la prima volta i numeri dei futuri occupati: 1200 a pieno regime, ne rimangono fuori 400/500: dove ricollocare questi esuberi? Perché non cominciare a parlare pure di uscite volontarie incentivate, come a Taranto?

Senza lo Stato a comandare, vedi anche commesse rotaie Rfi, come credere che Jsw faccia gli investimenti e addirittura il forno elettrico, in assenza del quale gli esuberi saranno ancora più numerosi? E il rigassificatore non serve alle acciaierie, blocca lo sviluppo del porto e delle attività legate al mare: chi vuole illudere se stesso e gli altri? Non sarebbe molto meglio da subito lottare tutti insieme, lavoratori e popolazione, per un piano di rinascita di Piombino, acciaio pulito di qualità, bonifiche, diversificazione? Dunque: quali iniziative di lotta degli operai in produzione insieme ai cassintegrati; dei lavoratori insieme alla cittadinanza, per costringere il governo a considerare finalmente Piombino l'emergenza nazionale che è?

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Piombino 3/05/2022

Iniziativa sindacale del 4 maggio: qualche domanda. Innanzi tutto, perché una tavola rotonda senza dibattito?

Invitalia non entrerà nel capitale? Se è così, perché a Taranto invece sì e con un ruolo maggioritario, ma a Piombino nemmeno in minoranza? Lo Stato abbandona definitivamente Piombino? Il 4 ci sarà il ministro Giorgetti? Ci consegnamo di nuovo nelle mani di Jsw questa multinazionale del tutto inaffidabile? Che cosa sono mai 60 milioni per un revamping serio dei treni di laminazione, quando per esempio il Tpp è così malconcio? Secondo le notizie riportate dalla stampa, Carrai ha dato per la prima volta i numeri dei futuri occupati: 1200 a pieno regime, ne rimangono fuori 400/500: dove ricollocare questi esuberi? Perché non cominciare a parlare pure di uscite volontarie incentivate, come a Taranto?

Senza lo Stato a comandare, vedi anche commesse rotaie Rfi, come credere che Jsw faccia gli investimenti e addirittura il forno elettrico, in assenza del quale gli esuberi saranno ancora più numerosi? E il rigassificatore non serve alle acciaierie, blocca lo sviluppo del porto e delle attività legate al mare: chi vuole illudere se stesso e gli altri? Non sarebbe molto meglio da subito lottare tutti insieme, lavoratori e popolazione, per un piano di rinascita di Piombino, acciaio pulito di qualità, bonifiche, diversificazione? Dunque: quali iniziative di lotta degli operai in produzione insieme ai cassintegrati; dei lavoratori insieme alla cittadinanza, per costringere il governo a considerare finalmente Piombino l'emergenza nazionale che è?

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

https://www.quinewsvaldicornia.it/piombino-jsw-treni-fermi-camping-cig-chiede-mobilitazione.htm
 

 
Piombino 28/04/2022

La Direzione Jsw ha comunicato i programmi di produzione relativi al mese di Maggio: i treni TMP e TVE non sono previsti in ripartenza per Maggio, mentre il TPP attualmente in marcia fermerà Sabato 21 Maggio: e poi? Per ora non risulta alcuna data ufficiale di ripartenza, anche se corre voce che il TMP resti fermo perché la nave dei rifornimenti sarebbe in ritardo. Pure questa pesante situazione dovrà essere al centro, non solo dell'assemblea del 4 maggio al Palatenda, ma di iniziative immediate di lotta dei dipendenti in produzione insieme ai cassintegrati, quali il blocco delle portinerie.

Il 4 maggio sarà poi indispensabile parlare non solo con gli esponenti sindacali e istituzionali previsti, ma più che mai imporre che intervenga il ministro Giorgetti in persona. Inoltre, il 4 maggio occorre dare la parola ai dipendenti e ai delegati Rsu Jsw, come pure a delegazioni di studenti; di lavoratori pubblici che tengono in piedi quel che resta dello Stato sociale, v. ospedale; di lavoratori autonomi del commercio, del turismo, dell'agricoltura.

Solo così sarà possibile costruire l'urgente mobilitazione operaia insieme alla cittadinanza, per conquistare il diritto al lavoro e alla salute; alla diversificazione economica, la quale ha bisogno di tutela dell'ambiente pure dall'incombente rigassificatore, nonché dalle emissioni nocive come quelle della fatiscente cokeria.

 


Piombino 23/04/2022

Il Camping CIG parteciperà attivamente alla assemblea/tavola rotonda del 4 maggio. Proponiamo infatti che il 4 maggio segni il nuovo inizio di una mobilitazione continuativa e incisiva, per portare il caso Piombino all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e del governo. Senza dimenticare l'impegno per la pace nella giustizia in Ucraina e in tutte le aree di guerra, chiediamo che si preveda spazio adeguato, non solo per i numerosi interventi programmati di dirigenti sindacali ed esponenti istituzionali, ma anche per quelli di Rsu; operai attivi e cassintegrati; delegazioni di lavoratori autonomi e studenti.

Siamo convinti infatti che rilanciare la mobilitazione significhi parlarsi e affrontare insieme pure le divisioni dolorose che vedono chi è in fabbrica, sottoposto a rischio d'infortuni, effettuare straordinari e seste giornate, mentre non si applica quasi nessuna rotazione che coinvolga quanti sono cassintegrati da anni. Rilanciare la mobilitazione significa unificare le lotte per l'acciaio pulito di qualità, per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro, con quelle per la tutela dell'ambiente e le bonifiche, contro progetti regressivi come il rigassificatore ovunque lo si collochi, il quale è in antagonismo con le energie rinnovabili, l'economia pulita del mare, dell'agricoltura, del turismo, dove creare nuovi posti di lavoro e posti di lavoro nuovi per contenuto professionale, in particolare per i giovani: di questo ha urgente bisogno la Val di Cornia.

Ecco perché a partire dal 4 maggio la mobilitazione dovrà coinvolgere pienamente la città e il territorio, con manifestazioni in piazza, incontri nelle scuole con gli studenti e nelle loro sedi con agricoltori, commercianti, operatori del porto... E quindi, tornare a Roma per chiamare in causa con determinazione il governo, del quale ad oggi incredibilmente non è confermata la presenza il 4 maggio, stando alla stampa. Invece, proprio il governo, il ministro Giorgetti in persona devono rispondere ora sul ruolo decisivo e decisionale dello Stato sia nel futuro delle acciaierie, indispensabile stabilimento industriale nazionale e fonte di reddito insostituibile, con tanti saluti all'inaffidabile Jsw; sia in un non più rinviabile piano di rinascita per il territorio di Piombino, Area di crisi complessa e Sito di interesse nazionale per riconoscimento dello Stato stesso.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

Piombino 20/04/2022

Il Camping CIG aderisce volentieri alla manifestazione nazionale, indetta da Usb per il 22 aprile 2022. Sosteniamo infatti, come sempre, ogni mobilitazione per la pace nella giustizia, per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro, in una logica di convergenza e mobilitazione unificante che antepone coerentemente i contenuti agli schieramenti.

Così cerchiamo di fare da quando è nato il nostro Coordinamento, lo abbiamo imparato anche dal Collettivo di fabbrica ex Gkn, ospite del Camping CIG a Piombino già il 25 novembre 2021, quando Usb a sua volta intervenne attivamente.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


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Piombino 16/04/2022

Dipendenti Jsw senza stipendio prima di Pasqua: qualunque siano le giustificazioni fornite, si tratta di un altro segnale inequivocabile che tutto sta crollando. Senza dimenticare la situazione drammatica e umiliante per i lavoratori e le loro famiglie. Fra l'altro, al Camping CIG risulta che si sia verificato un infortunio di una certa gravità a Marina; aspettiamo di saperne di più da sindacati, Rls e Servizi di prevenzione.

Non servono più discorsi ma azioni incisive come il blocco delle portinerie o almeno l'assemblea permanente dei lavoratori per organizzare mobilitazioni, le quali costringano il governo a dare il ben servito a Jindal, a riprendersi lo stabilimento e far rinascere il territorio mediante bonifiche, diversificazione, infrastrutture, sanità pubblica locale.

Ha fatto bene il sindacato ad annunciare una manifestazione per il 4 maggio. Però, fino ad allora non possiamo stare con le mani in mano. Secondo il Camping CIG, occorre parlare subito con i lavoratori e i cittadini, per far rinascere la partecipazione. L’esperienza di lotta del collettivo di fabbrica della GKN è un insegnamento per tutti: servono subito mobilitazioni rivolte agli operai come ai disoccupati, ai lavoratori autonomi, agli studenti, agli intellettuali, a tutte le coscienze vive, per risvegliare la voglia di reagire in fabbrica e in città. Occorre subito creare alleanze tra fabbrica e città, perché la manifestazione del 4 maggio rappresenti l'inizio della rinascita di Piombino, con i cittadini e i lavoratori a lottare insieme per il futuro della loro comunità. E bisogna dunque costringere il governo ad essere presente il 4 maggio a Piombino, per assumersi impegni precisi. Divisi siamo deboli, uniti possiamo farcela!

 

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Firenze, 26 marzo
con il Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze Per una società della cura


Oggi Camping Cig presente a Firenze manifestazione GKN

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INSORGIAMO TOUR, PROSSIMA FERMATA LIVORNO!

Martedì 22 Marzo alle ore 21.15 presso l’Ex Cinema Aurora farà tappa l'INSORGIAMO TOUR, il dibattito, con la presenza del Collettivo di fabbrica #GKN, avrà l'obbiettivo di mettere in connessione studenti, lavoratori, militanti sindacali/politici e comitati di lotta per creare una convergenza reale verso la Manifestazione Nazionale che si terrà sabato 26 Marzo a Firenze.

A distanza di mesi, nonostante le passerelle di numerosi politici, siamo costretti a registrare che la vertenza, sebbene siano stati scongiurati i licenziamenti immediati, è ancora aperta ma non abbiamo ancora una legge in grado di porre fine alle politiche padronali di delocalizzazione selvaggia e di sfruttamento della forza lavoro, dei territori, delle casse pubbliche.

La manifestazione Nazionale del 26 Marzo si svolgerà in un quadro politico ed economico caratterizzato dalla guerra in Ucraina e dai suoi effetti, per questo non possiamo che essere preoccupati per l’uso strumentale di questo conflitto che viene fatto dai governi dell’UE, le paventate minacce di “economie di guerra” che hanno come conseguenze non solo un attacco diretto alle nostre condizioni di vita - con l’attuale vertiginoso aumento dell’inflazione e perdita del potere d’acquisto dei nostri salari (che non verrà ricoperto di certo dai risibili aumenti degli attuali contratti nazionali oggi in corso) - ma anche con l’imposizione di nuove spese militari che incideranno ancora di più sui tagli riguardanti i servizi sociali come istruzione e sanità. A venire colpita, come anticipato in questi giorni dal Presidente di Confindustria, sarà anche quella transizione ecologica oggi tanto necessaria se non vogliamo che si arrivi ad un ecosuicidio dell’umanità, anche per questo la data del 26 marzo è importante perché si va a saldare con lo sciopero globale per il clima degli stessi giorni.

Lo sforzo di unire le vertenze di lotte nei luoghi di lavoro presenti nel nostro paese e di proporre obiettivi che difendendo le condizioni di vita dei lavoratori e lavoratrici - da una scala mobile dei salari contro l’inflazione ad una riduzione d’orario generalizzata contro la disoccupazione - devono dunque far parte di un piano in grado di fare proprie, nella migliore tradizione delle lotte operaie, le questioni ecologiche e saldarsi con i movimenti che si battono per la salute, contro la distruzione ambientale frutto di questo sistema che privilegia, usando anche la guerra, i profitti sul diritto alla vita, l’ambiente, la giustizia sociale e la democrazia.


Piombino 20/03/2022

PIOMBINO BASTA JINDAL, ACCIAIERIE ALLO STATO

Quando verrà convocata da Rsu JSW e sindacati territoriali l'assemblea unica e unificante, richiesta e accolta a febbraio nel corso delle precedenti assemblee frammentate? E' urgente rimettere insieme tutti i lavoratori, quelli attivi, quelli in cig e quelli dell'indotto, in una grande assemblea unica, per ridurre le divisioni tra i lavoratori e affermare che ci salviamo tutti o non si salva nessuno: soprattutto, per decidere insieme tempi e modi della mobilitazione non più rinviabile.

E' indispensabile arrivare con lavoratori, lavoratrici e cittadinanza IN PIEDI al previsto incontro pubblico con i dirigenti sindacali e politici nazionali. Ad esso non deve mancare il ministro Giorgetti o un suo rappresentante POLITICO, non un semplice funzionario ministeriale. In quell'occasione, va chiarito che la revoca delle concessioni portuali a Jindal, richiesta dal Sindaco di Piombino, ha senso unicamente se è contestuale all'estromissione di Jindal e all'ingresso dello Stato nel pieno controllo delle acciaierie. Senza tacere che si rischiano comunque centinaia di esuberi, ai quali vanno assicurati pure interventi per uscite volontarie e prepensionamenti non penalizzanti.

Il tutto, nel quadro di un piano di rinascita comprensoriale, con l'intervento decisivo e decisionale dello Stato, centrato su quanto cittadini, organizzazioni e istituzioni di Piombino hanno espresso sinora (e auspicabilmente esprimeranno nel prossimo futuro) in materia di diversificazione economica; bonifiche; infrastrutture ferroviarie e stradali (398); servizi sanitari pubblici, a partire dall'ospedale di Villamarina e dalla prevenzione infortuni sul lavoro: pure per questo il ministro deve venire a Piombino.

I lavoratori devono capire che siamo all'ultimo giro. Se entro pochissimo tempo non ci sarà un progetto credibile per lo stabilimento, nel 2023 non vi sarà più lavoro per nessuno e non sarà rinnovata nemmeno la cig. Coraggio, buona parte del nostro destino dipende dalla nostra volontà di reazione. Per tutte queste ragioni, il Camping CIG sarà presente alla manifestazione indetta per il 26 marzo a Firenze dal Collettivo ex-GKN.

Coordinamento Art.1-Camping CIG Piombino

 


INSORGIAMO TOUR, PROSSIMA FERMATA LIVORNO!
Martedì 22 Marzo alle ore 21.15  presso l’Ex Cinema Aurora farà tappa l'INSORGIAMO TOUR, il dibattito, con la presenza del Collettivo di fabbrica GKN, avrà l'obbiettivo di mettere in connessione studenti, lavoratori, militanti sindacali/politici e comitati di lotta per creare una convergenza reale verso la Manifestazione Nazionale che si terrà sabato 26 Marzo a Firenze. A distanza di mesi, nonostante le passerelle di numerosi politici, siamo costretti a registrare che la vertenza, sebbene siano stati scongiurati i licenziamenti immediati, è ancora aperta ma non abbiamo ancora una legge in grado di porre fine alle politiche padronali di delocalizzazione selvaggia e di sfruttamento della forza lavoro, dei territori, delle casse pubbliche. La manifestazione Nazionale del 26 Marzo si svolgerà in un quadro politico ed economico caratterizzato dalla guerra in Ucraina e dai suoi effetti, per questo non possiamo che essere preoccupati per l’uso strumentale di questo conflitto che viene fatto dai governi dell’UE, le paventate minacce di “economie di guerra” che hanno come conseguenze non solo un attacco diretto alle nostre condizioni di vita - con l’attuale vertiginoso aumento dell’inflazione e perdita del potere d’acquisto dei nostri salari (che non verrà ricoperto di certo dai risibili aumenti degli attuali contratti nazionali oggi in corso) - ma anche con l’imposizione di nuove spese militari che incideranno ancora di più sui tagli riguardanti i servizi sociali come istruzione e sanità. A venire colpita, come anticipato in questi giorni dal Presidente di Confindustria, sarà anche quella transizione ecologica oggi tanto necessaria se non vogliamo che si arrivi ad un ecosuicidio dell’umanità, anche per questo la data del 26 marzo è importante perché si va a saldare con lo sciopero globale per il clima degli stessi giorni. Lo sforzo di unire le vertenze di lotte nei luoghi di lavoro presenti nel nostro paese e di proporre obiettivi che difendendo le condizioni di vita dei lavoratori e lavoratrici - da una scala mobile dei salari contro l’inflazione ad una riduzione d’orario generalizzata contro la disoccupazione - devono dunque far parte di un piano in grado di fare proprie, nella migliore tradizione delle lotte operaie, le questioni ecologiche e saldarsi con i movimenti che si battono per la salute, contro la distruzione ambientale frutto di questo sistema che privilegia, usando anche la guerra, i profitti sul diritto alla vita, l’ambiente, la giustizia sociale e la democrazia.

#insorgiamo #26marzo

 


Nuova tragedia sfiorata

La caduta di una seconda gru all’interno di JSW dimostra nuovamente che la fabbrica è abbandonata con gravissimi problemi di sicurezza. Solo la fortuna ha voluto che sul momento non ci fossero operai sulla gru o intorno ad essa , ed è già 2 volte che tale miracolo avviene ma quando questi termineranno nessuno potrà dire che non si sapeva dei rischi a partire da chi dovrebbe vigilare sulla loro salute e sicurezza come il Sindaco, il Prefetto, l’ASL, i Vigili del Fuoco, oltre ovviamente all’azienda e agli RLS E’ l’ennesima dimostrazione che Jindal deve essere allontanato e che lo Stato debba riprendersi lo stabilimento.

E’ necessaria un’unica assemblea dei lavoratori JSW riuscendo a mobilitare anche chi è a casa da 7/8 anni e questo è compito delle RSU ed in particolare dei coordinatori dove i lavoratori siano pronti a votare e mettere in pratica velocemente iniziative forti.

Inoltre i Segretari Nazionali di tutte le OO.SS devono venire a Piombino per parlare con i lavoratori per farne un caso nazionale, questo le RSU a Roma devono chiedere ai vertici sindacali il 14 marzo.

E’ finito il tempo delle divisioni, se lavoratori e sindacati non lotteranno assieme e numerosi stavolta non si salva nessuno.

28 febbraio 2022

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Dei lavoratori Rimateria si sono dimenticati tutti. Ugualmente oggi pochi parlano della situazione ambientale delle discariche: inaccettabile che il biogas dalla discarica non coperta si sprigioni nell'aria o che sia solo bruciato in torcia, inoltre la probabile non più efficiente manutenzione dell'impianto di estrazione e trattamento del biogas può dare origine ad incidenti; inaccettabile quanto denunciato tempo fa da ARPAT relativamente al livello oltre il limite di guardia raggiunto dal percolato nei serbatoi di raccolta. Avere mandato a casa la maggior parte dei dipendenti crea pericoli ambientali oltre che un danno ai lavoratori. La curatrice fallimentare deve garantire la sicurezza delle discariche per fare questo dovrebbe fin da subito riassumere un maggior numero di operativi per la gestione del percolato, la pulizia delle canaline, il controllo del biogas, il controllo delle coperture, ecc. Ed in prospettiva riteniamo interessante la proposta del gruppo "La Piazza" dove sostengono che sarebbe possibile non lasciare al prossimo compratore privato la ditta ma in alternativa formare una società pubblica costituita da Invitalia, Comuni e Regione per rilevare l'azienda. Propongono quindi una nuova società a completo controllo pubblico il cui scopo sarebbe quello di rendere possibile ad un minor costo le numerose bonifiche ed i lavori pubblici già previsti e finanziati dallo Stato: trincea drenate per la messa in sicurezza della falda, la strada a quattro corsie per il porto, ecc. Tali lavori origineranno rifiuti da mettere in discarica. Ad esempio per la trincea drenante è già prevista la spesa per la costruzione di "depositi" in loco dove metter le terre di scavo non riutilizzabili. Riattivando Rimateria gli spazi presenti potrebbero riempirsi con quanto di non riciclabile proviene dalle bonifiche e dai lavori pubblici. Il futuro dell'azienda si dovrebbe basare poi sulla riattivazione della T.A.P. capace di trattare i cumuli di materiali siderurgici presenti nel SIN, le demolizioni edili, ecc, i capannoni potrebbero essere utilizzati anche per la gestione dei rifiuti urbani e la raccolta differenziata, il riciclo della carta e del cartone, riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ecc. Per il settore dei rifiuti e dell'economia circolare dove si inserirebbe Rimateria sono previsti dal PNRR cospiqui finanziamenti a fondo perduto per le aziende pubbliche. Tale ditta pubblica potrebbe riscuotere immediatamente le fideiussioni per la chiusura a norma delle discariche esaurite e provvedere alla messa in sicurezza dell'intera area compresa quella dei cumuli. Inoltre anche noi riteniamo plausibile quanto detto a proposito dei nuovi privati che potrebbero rilevare la ditta fallita. I nuovi privati per ottenere ricavi punterebbero a creare il massimo profitto destinando gli spazi di discarica ai rifiuti speciali provenienti da fuori, non riassumerebbero la maggior parte del personale, vorrebbero altri rilevanti volumi di discarica da gestire secondo i loro interessi, non investirebbero per mettere in sicurezza gli impianti ed una volta esauriti gli spazi a disposizione abbandonerebbero la zona lasciandola nel degrado. Ci sembra quindi che la proposta del gruppo "La Piazza" sia da valutare attentamente: noi abbiamo centinaia di ettari da bonificare per restituirli in parte alla città ed in maggior quantità alle industrie che potrebbero utilizzarli per creare nuovi posti di lavoro, per fare le bonifiche sarebbe utile trasformare Rimateria in una società pubblica come quella creata a Cornegliano, con una una discarica esclusivamente dedicata a tali opere come nel SIN di Casale Monferrato. Prendiamo l'occasione di questo comunicato anche per rinnovare il nostro invito ad un incontro ai lavoratori Rimateria, per loro come per noi cassaintegrati JSW il ruolo della politica e dello Stato è di fondamentale importanza.

Piombino 24/2/2022 Coordinamento Art. 1 Camping CIG

 


Piombino 20/02/2022

La scelta di indire le assemblee dei lavoratori Jsw in modo separato, nonostante che la fabbrica sia praticamente ferma, sembra quasi uno scherzo di cattivo gusto. Si spiega solo con la volontà dei sindacati di seguire il principio " divide et impera" per spegnere qualsiasi forma di dissenso e di proposta alternativa o aggiuntiva alla loro gestione, considerando i lavoratori solo un gregge di pecore. Metodo seguito fino ad oggi, il quale ha contribuito a portarci al disastro attuale, sotto il peso dell'inadempienza aziendale e della latitanza dei governi. Serve esattamente l'opposto: rimettere insieme tutti i lavoratori, quelli attivi, quelli in cig e quelli dell'indotto in una grande assemblea unica, per ridurre le divisioni tra i lavoratori e affermare che ci salviamo tutti o non si salva nessuno.

L'assemblea unica e unificante è indispensabile per decidere finalmente, tutti insieme, iniziative così forti tali da mandare via Jindal e costringere il governo a riprendersi lo stabilimento e a investire in un piano di rinascita dell'intero territorio. Iniziative che, a nostro avviso, devono partire da una grande assemblea unica a Piombino di tutti i lavoratori alla presenza dei segretari nazionali di Fim, Fiom, Slaicobas, Ugl, Uilm, Usb, per decidere iniziative eclatanti. Se Piombino deve diventare un caso nazionale, può farlo solo con i dirigenti nazionali e con iniziative di impatto nazionale. Gkn insegna. Non serve certo tornare, per la milionesima volta con il cappello in mano, dai soliti referenti politici ( o dal prefetto). Rischiamo di non suscitare più nemmeno pietà ma solo ilarità: da casi umani a guitti. Così il sindacato butterebbe al macero il barlume di credibilità che ancora conserva. Anche i lavoratori devono capire che siamo all'ultimo giro, se entro pochissimo tempo non vi sarà un progetto credibile per lo stabilimento, nel 2023 non vi sarà più lavoro per nessuno e non sarà rinnovata nemmeno la cig. Coraggio, buona parte del nostro destino dipende dalla nostra volontà di reazione: lo stesso Dante poneva gli opportunisti nell'antinferno, non considerandoli degni nemmeno di essere cacciati nell'inferno.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Piombino 12/02/2022

Lettera aperta a

Sindacati, Sindaco, Consiglio comunale, forze politiche

PIOMBINO

Presidente E.Giani, Consigliere politico V. Fabiani

REGIONE TOSCANA

Non è possibile aspettare in silenzio la conclusione del confronto INVITALIA-JSW.

I Sindacati e le forze politiche locali non possono più non prendere posizione. La città tutta deve chiedere allo Stato di cessare il confronto con JSW e di riprendersi lo stabilimento. Dobbiamo dire quale sviluppo la città desidera. Consapevoli dei nostri limiti, chiediamo con forza una risposta immediata e pubblica alla nostra richiesta: OGGI Sindacati e forze politiche locali devono dire chiaramente che JSW deve essere mandato via perché è inadempiente rispetto a tutti gli accordi sottoscritti. JSW non ha investito negli impianti, non ha presentato un piano industriale, ha fatto pagare alle acciaierie blumi e billette che produce in India a prezzi superiori a quelli di mercato, sta sfruttando al massimo i pochi lavoratori impiegati mettendoli a rischio di infortuni, ha continuato ad investire in tutto il mondo meno che qui, sta costruendo in India un impianto per la produzione delle sfere gemello a quello presente a Piombino destinato quindi alla sua prossima chiusura, non ha rispettato una sola scadenza, non ha eseguito le bonifiche, negando strumentalmente la valutazione del valore dello stabilimento fatta da INVITALIA ha dimostrato di non volere l'ingresso dello Stato nella società perché questo avrebbe come conseguenza un piano industriale in contrasto con i suoi scopi.

A sindacati, forze politiche, alla cittadinanza e alle istituzioni chiediamo di dare vita ad un percorso di mobilitazioni, a Piombino e a Roma, così forti da far diventare Piombino un caso nazionale e ottenere che lo Stato si riprenda le acciaierie per fare un reale piano industriale; investa in proprio e promuova investimenti privati per la diversificazione economica, le infrastrutture, i servizi sanitari pubblici, metta i soldi per fare partire le bonifiche di parte pubblica. Non era e non è possibile per noi lasciare che ancora una volta una multinazionale distrugga migliaia di posti di lavoro ed impedisca lo sviluppo del territorio. Non vi sarà ancora un altro anno di cassa integrazione, abbiamo solo questo anno a disposizione per cercare di cambiare passo. Fino ad oggi l'assenza di iniziativa politica ha determinato la scomparsa di oltre mille posti di lavoro dell'indotto, nessuna proposta per i cassaintegrati, commercianti che chiudono le saracinesche, la quasi scomparsa di Rimateria affidata alle logiche del mercato e non legata alla bonifiche, lo smantellamento dell'Ospedale, ecc. Ci chiediamo, esistono le forze politiche e le Istituzioni locali? Se sì, smettano di stare a guardare ed essere informati dai giornali su quanto Governo e JSW discutono. Per questo ripetiamo ed aspettiamo una risposta alla nostra richiesta: chiediamo a tutti un pronunciamento, un primo passo: interveniamo sulla trattativa Stato-JSW! Oggi chiediamo a Sindaco, Consiglio comunale, Sindacati, forze politiche locali e Regione Toscana di dire chiaramente al Governo che JSW deve essere mandato via e che lo Stato deve riprendersi lo stabilimento per dettare un nuovo piano industriale.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


8 febbraio 2022 Coordinamento Art.1-Camping CIG

Fino a prova contraria, la siderurgia a Piombino è finita. Il Governo non ha un piano nazionale di rilancio per una moderna siderurgia né una politica industriale. Le multinazionali delocalizzano a piacimento e le forze presenti in Parlamento non hanno approvato la legge contro le delocalizzazioni, che i lavoratori di GKN hanno presentato. JSW, Governo, Istituzioni anche locali continuano a prendere in giro i lavoratori e l'intera città di Piombino non rispettando nessuna scadenza. La fabbrica ormai è fuori mercato, non ha quasi più clienti, sta chiudendo. Oltre ai macchinari al lumicino come il Tpp, si stanno sfruttando pesantemente i pochi addetti presenti nello stabilimento; essi sono sotto ricatto per non fermare la produzione, ed anche per recuperare parte del proprio stipendio, tagliato del 30% dagli accordi firmati con Rebrab, così accettano quinta e sesta giornata e spesso le 8 ore diventano 16: si mettono a rischio i pochi lavoratori attivi, mentre altri in cig da anni non lavorano. La GSI ha sempre prodotto sfere d'acciaio a Piombino, ma il Camping CIG ritiene che con la costruzione dello stabilimento gemello in India se ne prepari la chiusura. Per primi abbiamo smascherato i vari Khaled e Rebrab, a cui altri stendevano tappeti rossi. Da anni chiediamo ai lavoratori tutti, ai nostri colleghi delle acciaierie, ai sindacati, alle forze politiche, alla cittadinanza e alle istituzioni di dare vita ad un percorso di mobilitazioni, a Piombino e a Roma, così forti da far diventare Piombino un caso nazionale e ottenere che lo Stato si riprenda le acciaierie per produrre acciaio pulito di qualità con i forni elettrici; investa in proprio e promuova investimenti privati per la diversificazione economica, le infrastrutture, i servizi sanitari pubblici; metta i soldi per fare partire le bonifiche. Intanto, la crisi delle acciaierie coinvolge anche il settore commerciale e si stanno perdendo anche importanti servizi come l'Ospedale. Dobbiamo capire quali illusioni ci hanno indotto ad accettare quasi nove anni di cassa integrazione. Chi è dentro si illude di essere stato scelto per mandare avanti lo stabilimento pur ridimensionato: no, al contrario lo stabilimento è destinato alla chiusura, JSW quasi certamente produrrà in India sia l'acciaio , sia sfere o rotaie a minore costo. I cassaintegrati si illudono di rientrare: no, al contrario in ogni caso ci saranno esuberi, in mancanza di lotte non ci saranno incentivi alle dimissioni né prepensionamenti. In città molti pensano che con la fabbrica chiusa si elimini l'inquinamento e passando dalla monocultura dell'acciaio a quella del turismo si possa creare ricchezza per tutti: no, al contrario ambientalmente non si va affatto verso il risanamento e solo la diversificazione potrà garantire lavoro per tutti. Allora l'unica nostra speranza è che i lavoratori delle acciaierie, i nostri colleghi che ancora lavorano, i cassaintegrati, i disoccupati, i commercianti, i piccoli agricoltori, i pensionati, gli studenti, i giovani accettino l'invito e la lezione dei lavoratori GKN, che il Camping CIG invitò a Piombino: insorgiamo. Abbiamo moltissime ricchezze e un'area industriale di centinaia di ettari collegata ad un porto che però manca ancora delle idonee infrastrutture di collegamento (ferrovia e strada). Il piano industriale che vogliamo è quello che mantiene e porta nuovi posti di lavoro, per questo solo lo Stato può stenderlo e poi trovare imprenditori capaci di implementarlo. Lo Stato è l'unico soggetto che può indirizzare a Piombino attraverso il PNRR i capitali per le bonifiche del SIN e promuoverne la reindustrializzazione, nessun imprenditore lo farà da solo. Il PNRR non deve finire in mano agli speculatori. Guardiamo in faccia la realtà. Le RSU ricomincino a gestire la vertenza convocando immediatamente l' assemblea unica dei lavoratori per organizzare concrete forme di lotta. Se non decolla una mobilitazione incisiva e continuativa, vuol dire che Sindacati, Istituzioni Locali, forze politiche subalterni all’azienda stanno preparando la più grande sconfitta che Piombino abbia conosciuto dal dopoguerra. Di fronte al pessimismo dell'analisi della situazione, vogliamo invece continuare a impegnarci per costruire mobilitazione insieme ai lavoratori; a sollecitare da sindacati, politica e istituzioni un atto di dignità: dire la verità, dire che cosa sta succedendo per non subirlo. E cominciare a lottare sul serio: intanto aderiamo alla manifestazione unificante indetta per il 26 marzo a Firenze dal Collettivo di fabbrica GKN, preparandola con una bella assemblea a Piombino nelle prossime settimane.


 

IL TIRRENO, 8 febbraio iniziativa: insorgiamo tour Ex Gkn, il collettivo gira l'Italia e narra la resistenza in fabbrica SEGUE DALLA PRIMA «Tutte le norme, i meccanismi, le leggi che ci hanno chiuso una volta sono ancora lì. Forse anche peggiorate. Per questo pretendiamo il cambiamento». Gli operai ex Gkn (ora Qf Spa acquisita al 100% dal gruppo Borgomeo) di Campi Bisenzio, vuole parlare alla gente. Per raccontare agli studenti (ma non solo) come l'abbia spuntata contro il fondo d'investimento finanziario inglese "Melrose Industries" che, nel 2017, acquistò l'azienda che produce componenti per auto, per poi all'improvviso mandare tutti quanti a casa. Ma loro, i lavoratori, sono rimasti lì. Per sei lunghi, interminabili mesi. Matteo Moretti e Dario Salvetti, della Rsu aziendale e portavoce del collettivo di fabbrica, raccontano che le persone - a centinaia - chiedono come abbiano fatto da quel 9 luglio in cui tutto sembrava perso - quando i 422 lavoratori ricevettero la lettera di licenziamento - a ribaltare il risultato. «La vertenza non è conclusa perché adesso dovrà affrontare un processo di reindustrializzazione. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: si tratta di un processo complesso e, nel mezzo, potrebbero esserci diverse manovre e pure qualche sorpresa», spiegano i due portavoce del collettivo. Sì perché da inizio 2022 è cominciato un periodo di due mesi di cassa integrazione ordinaria, mentre da marzo scatterà la nuova cassa integrazione. E solo quando sarà ceduto il ramo d'azienda prenderanno il via i due anni di cassa integrazione per riconversione. I portavoce del collettivo di fabbrica sanno, purtroppo, di essere in buona compagnia: Fimer di Terranuova Bracciolini (Arezzo) , Latte San Ginese di Capannori (Lucca) , Laika Caravans di San Casciano Val di Pesa (Firenze), Ortofrutticola del Mugello di Marradi (Firenze) . E la lista è ancora lunga. Così una delegazione dell'ex Gkn girerà l'Italia in lungo e in largo. «Chiunque ci ospita nella sua sede, decide di promuovere l'"Insorgiamo tour" fa parte della nostra famiglia allargata in una logica inclusiva e di confronto, indipendentemente dall'organizzazione sindacale o politica di appartenenza - spiegano Moretti e Salvetti - . Basta inviare un Whatsapp al numero di telefono 347 8646481 e lo metteremo in agenda che comincia a farsi sempre più fitta». Il tour è iniziato sabato a Jesi per sostenere la «famiglia allargata» della Caterpillar, che realizza macchinari da produzione. Dove rischiano il posto 200 dipendenti della multinazionale americana che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Jesi dopo 25 anni di florida attività. Domenica il collettivo era a Bologna. Venerdì prossimo sarà a Bari (al Clab di via Garruba alle 18) , sabato a Lecce (Spazio Zei, corte dei Chiaramonte alle 19) e domenica a Taranto. Sabato 19 febbraio a Cosenza, domenica 20 a Cariati. In preparazione, poi, le tappe di Milano, Pavia, Mantova, Napoli e Roma. «A Bologna è andata bene. Con la sala piena e le persone stipate fuori. Non sappiamo quanti eravamo. Qualcuno ci ha detto 350. Un grazie a ogni singolo centimetro di spazi popolari, sia circoli o centri sociali, e a ogni singolo minuto di attivismo volontario che li tiene vivi. Senza di loro, da quel 9 luglio, non avremmo saputo come fare. Ora ci ritroveremo tutti quanti il 26 marzo per una grande manifestazione», concludono Moretti e Salvetti. Martina Trivigno.


Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

5 Febbraio 2022 - Giornata del corteo a Marradi in difesa della fabbrica di Marroni. Noi come altri consigli di fabbrica presenti ci possiamo solo mettere a disposizione della mobilitazione nel limite delle nostre forze e incondizionatamente. Ci colpisce di tutta questa vicenda il bivio di fronte a cui l'azienda ha messo i lavoratori: investimenti in cambio della delocalizzazione del prodotto che caratterizza oggi Marradi e la sua fabbrica. Non è una questione banale perché, ammesso che questi investimenti siano reali, chiama il salariato a chiedersi: quindi devo solo occuparmi in fondo di avere un lavoro o la mia possibilità di avere un lavoro risiede anche nella mia capacità di intervenire su cosa produco, come produco e quindi di farmi politica industriale pubblica e sociale? Vada come vada, a Marradi non si può perdere.

VIDEO

 


Piombino 29/01/2022

E' necessario costruire lavoro stabile, ma almeno è stata ancora prorogata la cig, ed essa segna peraltro un'ulteriore divisione fra dipendenti Jsw e PioLog, come se non bastassero le lacerazioni fra licenziati dell'indotto, cassintegrati da anni, lavoratori attivi, fabbrica e città. E tra un anno a che punto saremo, se gli anni già trascorsi ci hanno condotto al disastro attuale? A questo proposito, il Camping CIG rilancia la propria proposta del 2019 per impiegare in Lavori di pubblica necessità disoccupati e cassintegrati, facendo fruttare per la comunità intera l'indennità percepita da questi ultimi e aprire spiragli alla diversificazione economica, occupazionale, sociale e culturale, mettendo mano a opere in abbandono da sempre, come le bonifiche.

Intanto, in questi mesi, in questi giorni, sotto i nostri occhi, di fatto si sta mettendo la pietra tombale anche sull'ipotesi del residuo forno elettrico, dei tre promessi in un tempo non lontano, che pure sembra preistoria. Di questo passo, davvero si continuerà anche solo a laminare acciaio a Piombino? Perché la nuova acciaieria elettrica non è stata realizzata nei lunghi anni trascorsi, in tempo cioè per cogliere la ripresa del mercato dell'acciaio e fronteggiare così anche i costi energetici? A Piombino in realtà, stiamo assistendo all'epilogo della secolare parabola dell'acciaio. Oltre ai 1500 addetti all'indotto, inghiottiti dalla disoccupazione senza colpo ferire, e a quelli di Rimateria e della Rsa Phalesia; oltre ai lavoratori autonomi del commercio e dei servizi che perdono clienti a go-go; l'organico stesso della fabbrica è sceso da 2100 a 1600 addetti, posti di lavoro cancellati per sempre. E' anche tempo di conteggiare, a voce alta senza ulteriori silenzi ipocriti, gli esuberi prevedibili e previsti: sfidiamo istituzioni e sindacati a smentirci. Un declino che certo non contribuisce a sostenere esigenze sacrosante come quella della sanità territoriale pubblica in tempo di covid.

Sfidiamo istituzioni e sindacati a smentirci. Saremmo lieti di esserlo con dati di fatto, non già con patetici ultimatum che si susseguono a vuoto: noi non abbiamo dimenticato quello solenne , fissato al 31 dicembre 2021 dal Sindaco nel corso del Consiglio comunale aperto del 14 settembre 2021, alla presenza della viceministra Todde. Idem per l'ultimatum sindacale, fissato al 31 gennaio. Così come si è susseguita una multinazionale dietro l'altra, accolta ogni volta dagli osanna di istituzioni locali, regionali e nazionali, nonché dalle incondizionate aperture sindacali: come dimenticare l'accordo con Rebrab che tagliò il 30% dei salari e quindi della contribuzione pensionistica? Intanto, in fabbrica le condizioni di lavoro non fanno che peggiorare; i prezzi e le tariffe salgono e in città si affacciano pure gli sfratti, sbloccati dal governo Draghi al pari dei licenziamenti.

Aspettiamo di essere smentiti con i fatti, a viso aperto, in faccia ai lavoratori e alla cittadinanza. Intanto, ci domandiamo se e quali risorse del Pnrr arriveranno anche a Piombino, per preparare la sempre più indispensabile diversificazione, posti di lavoro nuovi per quantità e qualità, occasioni per i giovani e per l'intera comunità. Sapendo che il venire meno dei redditi da siderurgia aggrava l'intera situazione. Sfidiamo in particolare sindacati e istituzioni a proclamare la mobilitazione costante e generalizzata che sola può imporre Piombino quale caso nazionale, anziché affidarsi ancora al metadone sociale. Seguiamo l'esempio di Gkn, che segna un primo parziale accordo preliminare positivo, grazie all'occupazione dello stabilimento e a manifestazioni ripetute a tutti i livelli, dal 9 luglio fino ad oggi e oltre.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Piombino 5/01/2022

Il Camping CIG esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dell'Ortofrutticola del Mugello. Il Fondo Investindustrial, proprietario al 70% di Italcanditi che a sua volta controlla l'azienda, intende cessare l’attività in Mugello, trasferendo tutta la produzione di marron glacè da Marradi allo stabilimento principale di Pedrengo (BG) , magari contrapponendo strumentalmente lavoratori e territori..
L’ Ortofrutticola occupa 9 dipendenti a tempo indeterminato, ai quali sarà offerta la possibilità di un trasferimento a Pedrengo: "com'è umano lei...", proprio come è capitato alla SOL Piombino. E una settantina di stagionali, molti dei quali “storici”, per oltre il 90% donne, proprio come le numerose lavoratrici dell'indotto piombinese, licenziate oppure ridotte a salari da fame. Un polmone economico e produttivo per Marradi, ma anche per i paesi limitrofi, il quale nel 2018 ha fatturato 8,7 milioni di euro, senza considerare l’indotto composto da coltivatori di castagne, del “marron buono IGP” del Mugello.

Anche qui un fondo finanziario pretende di fare il bello e il cattivo tempo, come in Gkn. Anche qui il capitale pretende di decidere la sorte dei dipendenti, delle loro famiglie, del territorio, come a Piombino e in mille altre realtà. Bisogna cambiare strada alla svelta: unificare e generalizzare le mobilitazioni, gli scioperi generali dell'11 ottobre e del 16 dicembre devono trovare continuità in sede nazionale e locale, per opporsi al comando dei padroni e costringere il Governo a intervenire nell'economia, non già per supportare le strategie aziendali e finanziarie, bensì per rilanciare occupazione e produzioni pulite di qualità, a Marradi come a Piombino. In particolare, qui da noi la proroga della Cig dev'essere funzionale a tale rilancio, anziché agire ancora come metadone sociale.

Coordinamento Art.1-Camping CIG



Piombino 29/12/2021

Finisce il 2021, tempo di bilanci. E di buoni propositi per il 2022. Crediamo sia difficile negare che il 2021 è stato un anno di inconsapevole o rassegnata agonia per i lavoratori e lo stabilimento delle acciaierie di Piombino. Ad oggi, 29 dicembre 2019, non c’è ancora la certezza assoluta per i circa 1600 dipendenti JSW del rifinanziamento per il 2022 della cassa integrazione in scadenza il 7 gennaio: il Governo ha promesso di inserire tale provvedimento nella legge di bilancio per il 2022 che deve però ancora essere approvata, come è probabile che sia. Tale approvazione è il primo di una serie di provvedimenti, per far si che gli attuali cassaintegrati dal 15 febbraio 2022 riscuotano per intero la cig di gennaio, e non solo i 7 giorni comunque ad oggi garantiti dalla cig-covid. Si parte da un provvedimento interministeriale (ministeri ambiente, infrastrutture, lavoro, sviluppo economico) ; poi si passa agli atti amministrativi da parte della Regione Toscana, ente “intermediario” tra Inps, Ragioneria dello Stato e Azienda; infine agli accordi con INPS e JSW per consentire l’anticipazione della cig in busta paga da parte dell'azienda . Se solo uno di questi passaggi saltasse, si potrebbe verificare la situazione paradossale di “lavoratori in cig senza la cig”, senza lavoro né altri ammortizzatori sociali, inducendo al limite qualcuno, magari prossimo alla pensione, al licenziamento volontario per bisogno, per usufruire del proprio TFR e dell’indennità di disoccupazione. Confidiamo che tutto fili liscio, ma non è così scontato.

Altro punto dolente, in assenza di rifinanziamento o ritardo dello stesso, è che l’esenzione sanitaria E91 della Regione Toscana per i cassaintegrati non può essere rinnovata, obbligando quindi gli interessati ad un cambio di esenzione temporanea per reddito, pena il ritrovarsi a pagare pieno ticket per visite o farmaci. Invitiamo pertanto i lavoratori e le OO.SS a non dare per scontati tutti questi passaggi e a vigilare collettivamente.

Le questioni poste fin qui sono importanti. Ma quella più importante che indichiamo ai lavoratori, ai loro sindacati, alla cittadinanza e alle istituzioni per il 2022 consiste nel dare vita ad un percorso di mobilitazioni, a Piombino e a Roma, così forti da far diventare Piombino un caso nazionale e ottenere che lo Stato si riprenda le acciaierie per produrre acciaio pulito di qualità; investa in proprio e promuova investimenti privati per la diversificazione economica, le infrastrutture, i servizi sanitari pubblici. Basta con la rassegnazione silenziosa e irresponsabile: impariamo dai dipendenti Gkn i quali, dopo essere stati licenziati, con la mobilitazione dei lavoratori, della cittadinanza, degli intellettuali, dei giovani, tutti insieme, hanno ottenuto un primo risultato non decisivo, ma certamente positivo: hanno cominciato ad risalire la china che conduce ai licenziamenti e agli esuberi, lungo la quale Piombino continua invece a scivolare giorno dopo giorno.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

 

Piombino 17/12/2021

Il Camping CIG esprime la propria solidarietà umana e politica alle lavoratrici e ai lavoratori licenziati della Rsa Phalesia, così come ha sempre fatto con quelli dell'indotto acciaierie, di Rimateria, di Piaggio, di Gkn... A loro, così come agli assistiti e alle loro famiglie.

All'indomani dello sciopero generale - al quale abbiamo aderito forse più convintamente dei dirigenti locali di Cgil e Uil, così silenziosi nei giorni scorsi a proposito dello sciopero proclamato dallo loro stesse confederazioni -, ci appare più che mai indispensabile unire le vertenze in corso e proporre un comune orizzonte solidale a livello locale, regionale, nazionale. E' l'esempio e la proposta avanzata dalle lavoratrici e dai lavoratori Gkn, presenti in massa giovedì 16 a Roma, per dare continuità e sbocchi positivi alle lotte per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro.

Coordinamento Art.1-Camping CIG


 
16 dicembre, Coordinamento articolo 1 Camping Cig Piombino oggi a Roma per lo sciopero generale. 




Piombino 15/12/2021

Martedì 14 dicembre abbiamo vissuto una commedia dell'assurdo, che il Camping CIG ha segnalato fra i primi, come è capitato più di una volta: invitiamo lavoratori e cittadini a tenerne conto. L'incontro al Mise è stato prima disdetto improvvisamente senza giustificazione, poi riconvocato in fretta e furia in assenza dei soggetti più rilevanti, Jsw e Invitalia, visto che si doveva sancire l'ingresso dello Stato in Jsw attraverso Invitalia.

Risultati:

1. finora la cig è stata promessa ma non ancora formalizzata: fonte coordinatori Rsu

2. il governo dice che i lavoratori devono avere ancora pazienza, 2-3 mesi, prima di arrivare alla due diligence

3. a quanto pare, la viceministra Todde è stata esautorata nello spazio di un mattino, si ripartirebbe con tale Annibaletti per un altro giro di giostra.

Quindi, ce ne stiamo ancora a macerare aspettando di morire solo di inedia e di disperazione, i lavoratori e il territorio. Ma quale pazienza? Ma quale attesa? Nel consiglio comunale straordinario del 14 settembre era stato assunto come termine definitivo il 31 dicembre prossimo per avere risposte esaustive. Adesso che si è palesata l'ennesima presa in giro, chiediamo al Sindaco, alle forze politiche, a tutti i sindacati: che cosa avete intenzione di fare? Aspettare in silenzio per non disturbare nessuno, così come è incredibilmente avvenuto a Piombino a proposito dello sciopero generale del 16 dicembre?

Oggi a maggior ragione noi chiediamo che sia convocata subito l'assemblea unica dei lavoratori per programmare precise e decise mobilitazioni, le quali portino finalmente Piombino alla ribalta come caso di assoluta rilevanza nazionale, per fare sì che lo Stato si riprenda lo stabilimento e investa nella diversificazione economica del territorio. Se ancora una volta non reagiamo, non solo perderemo qualsiasi speranza, ma anche quel barlume di dignità che forse ci è rimasto.

COORDINAMENTO ART.1-CAMPING CIG Piombino

 


Piombino 14/12/2021 ( ore 12)

Oltre il danno, la beffa come regalo di Natale: al Camping CIG risulta che sia rinviato a data da destinarsi l'incontro di oggi al MISE fra governo istituzioni sindacati e azienda. Se non fossimo al manifesto disprezzo della sorte di oltre 1600 famiglie e di questo territorio, il fatto sarebbe comunque grottesco e inqualificabile: sappiamo di sindacalisti già in viaggio per Roma.

Il Camping CIG torna a chiedere, ora più che mai, che sia immediatamente convocata l'assemblea unica dei lavoratori per organizzare mobilitazioni all'altezza dell'affronto subito dai lavoratori, dal sindacato, dalla città e del territorio di Piombino: la CIG in scadenza va prorogata e lo Stato deve riprendersi non meno del 51% delle acciaierie JSW.

Una ragione di più per essere in piazza a Roma il 16 durante lo sciopero generale nazionale, al quale il Camping CIG ha aderito fra i primi.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


 

Piombino 12/12/2021

Il 16 dicembre sarà sciopero generale indetto da Cgil e Uil. L'intervento della Commissione di garanzia apparef come tentativo strumentale di boicottare lo sciopero, in forza di sciagurate norme restrittive da rivedere: Cgil, Uil, lavoratori e lavoratrici sono chiamati a respingere tale tentativo. Uno sciopero necessario, talmente necessario che andava fatto prima, anziché finire a ridosso di Natale. Si è aspettato per non rompere l’unità sindacale di vertice, pur sapendo dall’inizio che la Cisl non avrebbe mai scioperato. Guai se adesso lo si revocasse, abboccando alle sirene di Draghi e del suo coro filogovernativo e filopadronale. La stessa unità sindacale può e deve ripartire dal basso, dai luoghi di lavoro, basandosi sulla democrazia delle lavoratrici e dei lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati, vera garanzia della forza e dell'autonomia dei sindacati stessi da padroni, governi e schieramenti politici.

Lo sciopero deve comunque riuscire al meglio, le ragioni ci sono tutte e anche di più. Il Camping CIG invita a scioperare e a partecipare alle manifestazioni: come abbiamo fatto l'11 ottobre per lo sciopero del sindacalismo di base, stiamo dentro le mobilitazioni, attenti ai contenuti prima che agli schieramenti. Si tratta di conquistare sicurezza, a fronte delle morti quotidiane sui posti di lavoro. Si tratta di fermare lo strapotere delle multinazionali come JSW e GKN, fermare Draghi e Confindustria, con i quali si torna alla Legge Fornero, con un aumento dell’età pensionabile e pensioni pubbliche da fame; non ci sono fondi per la salute e il servizio sanitario pubblico (i 2 mld previsti sono insufficienti in tempi di pandemia e per giunta vanificati dal taglio dell’IRAP); si rilancia l’Autonomia Differenziata, aggravando differenze in servizi e salario sociale; si aumentano le bollette; dilagano le delocalizzazioni; si adottano provvedimenti antisindacali, quali il licenziamento di Bonardi e Sardi, delegati Usb, Cso Scandicci; si colpisce la libertà di manifestare, strumentalizzando la difesa dal covid.

Lo sciopero del 16 diventi finalmente anche un primo passo per unire le innumerevoli vertenze aziendali in corso per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro, come ci ha ricordato il Collettivo di fabbrica GKN a fine novembre a Piombino, dove si rinvia ancora la due diligence per le acciaierie e la cig sta per scadere. E per essere credibili su questo terreno, i sindacati firmatari dell'accordo del 29 giugno, che apre ponti d'oro ai licenziamenti, devono ritirare tale firma, mentre è in atto una qualche ripresa economica e invece le famiglie a basso reddito sono afflitte dagli aumenti di prezzi e tariffe e il PNRR favorisce soprattutto le imprese. Ecco perché è necessario unificare, generalizzare e dare continuità alle lotte. Il 16 segni dunque l'inizio di un percorso di mobilitazione, non uno sciopero celebrativo una tantum.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

 


 

Piombino 10/12/2021

Martedì 14 dicembre sindacati azienda e istituzioni si ritroveranno al Mise per riprendere il confronto infinito sul destino delle acciaierie di Piombino. Sul tavolo ci sarà il ruolo di Invitalia e quindi dello Stato: anzi, no, perché l'azienda non avrebbe ancora predisposto i documenti indispensabili per completare entro quest'anno la due diligence. Se ne riparlerà- forse - fra due mesi. Un'altra farsa, come quella dell'ipotetico piano industriale, che l'azienda rinvia da tempo immemorabile.

Quindi, bisogna convocare immediatamente l'assemblea unica dei dipendenti Jsw e dare vita a forti mobilitazioni per far diventare Piombino un caso nazionale a tutti gli effetti. E imporre così che si arrivi subito a precise assunzioni di responsabilità, soprattutto da parte del Governo per riprendersi il controllo dello stabilimento almeno al 51%: da parte sua, Jsw ha già ampiamente dimostrato di puntare soprattutto al bancomat pubblico, senza impegnarsi seriamente in proprio. Per tutte queste motivazioni, come già in precedenza, il Camping CIG chiede che il 14 possano assistere all'incontro in diretta online i lavoratori riuniti in assemblea, i quali temono da anni per il proprio futuro e adesso in particolare per la cig in scadenza.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG


Piombino 6/12/2021

Leggiamo con interesse l'ultima proposta del gruppo di cittadini della Piazza. Proposta che parte dall'analisi della situazione ambientale dell'area discariche ad Ischia di Crociano dove sono presenti: cumuli di rifiuti siderurgici (loppa, scaglie di laminazione, ecc.) abbandonati su un'area di circa 15 ettari, la discarica ex-Lucchini chiusa che è priva del telo di fondo, la discarica ex-Lucchini aperta che presenta perdite di percolato dal telo di fondo, la discarica ex-ASIU dove varie analisi tendono a non escludere ma anzi a confermare possibili strappi dal telo di fondo. Tali loro affermazioni fanno riferimento ad uno degli ultimi pareri che Arpat ha rilasciato in merito ad analisi ambientali compiute da Rimateria. Da tutto questo deriva la loro proposta di inserire anche tale zona all'interno dell'area circondata dalla trincea drenante (con una piccola modifica del percorso previsto)e dal marginamento fisico lungo il fosso Cornia Vecchia per la Messa In Sicurezza Operativa (MISO) della falda superficiale del SIN di Piombino. Tali opere già finanziate e di prossima esecuzione servono ad intercettare le acque della falda superficiale fortemente inquinate per depurarle ed impedire che arrivino ai fossi, al mare, al terreno circostante. Se questa è la situazione pare anche a noi che lasciare tale zona che ugualmente inquina la falda superficiale fuori da tale perimetro potrebbe addirittura rendere inefficiente la MISO della falda del SIN. Ugualmente condivisibile la richiesta di inserire all'interno del SIN anche la discarica ex-ASIU. Vedremo se tale proposta sarà accolta dalla forze politiche e dal Comune che dovrà presentarla agli Enti competenti. Quanto detto dalla Piazza in fondo ribadisce quanto da noi più volte affermato: qualsiasi cosa vogliamo fare per utilizzare le preziose aree del SIN ( per lo sviluppo del porto, per la siderurgia, ecc.) per nuove attività lavorative ha come presupposto la vera bonifica di tali aree! Così rammentiamo che oltre alla messa in sicurezza immediata della falda si dovrà prevedere la rimozione di cumuli sia nell'area delle discariche che nella 36 ettari, la rimozione degli hot spot (punti dove i valori degli inquinanti superano di centinaia di volte i limiti ammessi) presenti nel SIN, la copertura in sicurezza delle discariche esaurite, ecc. All'interno dell'opera di bonifica del SIN la stessa Rimateria potrebbe trovare il motivo per la ripresa della sua attività ( pensiamo alla TAP, ecc.). L'opera di bonifica del SIN oltre che dare direttamente lavoro permetterà di creare nuove attività su aree industriali rese finalmente utilizzabili. Lo Stato ci ha riconosciuto SIN ed Area di Crisi Industriale Complessa ciò comporta il suo obbligo ad intervenire con forti investimenti per il risanamento ambientale ed il rilancio delle attività lavorative, ma sta a noi creare un progetto complessivo (capace di intercettare anche i finanziamenti del PNRR) condiviso dalla cittadinanza tutta su cui chiamare alla lotta commercianti, operai, giovani, lavoratori e disoccupati, forze politiche ed Istituzioni.

 

Coordinamento Art.1 – Camping CIG

 

PIOMBINO e i lavoratori della GKN uniti nella lotta: Giovedì 25 novembre, ore 16, piazza Cappelletti a Piombino (in caso di maltempo, nella vicina sala rossa, piano terra Municipio, oltre la volta di via Sant'Antonio, con green pass e mascherina) Il Camping CIG partecipò con convinzione alla manifestazione a Firenze il 18 settembre, indetta dal Collettivo di fabbrica GKN: Piombino e GKN, insorgiamo insieme! ! Unire le lotte e le vertenze aperte dei vari territori insorgendo insieme è l’unico modo per uscire dalla crisi. Insorgiamo contro le delocalizzazioni e i licenziamenti in tempi di crisi sanitaria; contro la deindustrializzazione dei territori e per un intervento pubblico nei settori strategici dell’economia nazionale: troviamoci il 25 novembre alle ore 16.00 con i lavoratori JSW e GKN; Tutti sono invitati a partecipare: lavoratrici e lavoratori, cittadini e cittadine, partiti, sindacati, associazioni, istituzioni locali.

(N.B. Il Camping CIG aderisce alla giornata contro la violenza sulle donne, le quali sono invitate a prendere la parola sui propri contenuti durante il nostro evento. Ospitiamo i lavoratori GKN nell'unico giorno che hanno libero dalla serie di incontri che li vede impegnati da mesi)

organizza: Coordinamento art.1-Camping CIG Piombino.

Aderiscono, Democrazia e lavoro area programmatica in Cgil, Riconquistiamo tutto! area congressuale di opposizione in Cgil, Slaicobas.

Video Evento

 


 

COMUNICATO STAMPA
Il Camping CIG a Roma partecipa alla manifestazione nazionale, indetta da Fim-Fiom Uilm, che coinvolge gli operai delle acciaierie di Taranto e Piombino, finalmente insieme. Camping CIG chiede che questo sia il primo passo di una vertenza nazionale per conquistare un piano della siderurgia italiana all'altezza dei tempi, mediante l'intervento decisivo e decisionale dello Stato, il quale salvi l'occupazione per produrre acciaio pulito di qualità. Dal momento che, a quanto pare, la mobilitazione di oggi non ha prodotto i risultati necessari , il Camping Cig chiede che sia convocata al più presto l'assemblea generale dei dipendenti Jsw per discutere come dare continuità alla lotta. Insieme al Camping CIG, anche Eliana Como, portavoce nazionale dell'area congressuale di Opposizione in Cgil, la quale fa parte dei comitati direttivi nazionali di Cgil e Fom.
10 novembre 2021

https://www.facebook.com/eliana.como/posts/4569950283026696

 

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

CONFERENZA STAMPA: domande, risposte, manifestazione 10 novembre a Roma 8 novembre 2021 Abbiamo inviato le nostre 10 domande a Sindaco e Giunta, forze Politiche presenti in Consiglio Comunale, organizzazioni Sindacali locali: ci preme ringraziare i soggetti istituzionali, politici e sindacali che ci hanno risposto: Movimento 5 Stelle, UGLM, Partito della Rifondazione Comunista, Sindaco e Giunta , il gruppo Forza italia -UDC- Civici Popolari Liberali. Altri non hanno risposto: forse per alcuni non è stata una distrazione ma la volontà di mantenere il confronto sulla vicenda JSW solo all'interno del dialogo Governo e vertici Sindacali e della volontà di non coinvolgere nelle lotte la città ed in parte gli stessi lavoratori a cui non si chiarisce la possibile conclusione drammatica che si sta delineando .Molti di quelli che non ci hanno risposto sono infatti tra coloro che fino ad ieri hanno sostenuto la "narrazione felice" e dalla chiusura dell'altoforno non ha più mobilitato città e fabbrica, nemmeno quando scompariva l'indotto. Oggi continuano a ritenere qualsiasi confronto con chi pone domande e vuole lottare una perdita di tempo? Nell'interpretare quanto detto dalle forze politiche e sindacali che hanno risposto alle nostre domande possiamo essere incorsi in errori di interpretazione ed anche se certamente non voluti ce ne scusiamo in anticipo. Comunque metteremo in rete e distribuiamo ai presenti il testo integrale delle risposte ricevute. Noi crediamo che JSW non sia un imprenditore credibile in relazione ai progetti presentati tre anni fa, lo affermiamo da tempo: non possiamo più dare credito alle sue promesse. Il giudizio fortemente negativo su JSW è oggi fatto proprio anche da tutti gli intervistati che hanno risposto! Questo è il primo elemento di analisi condiviso da tutti. Non è accettabile lasciare in mano lo stabilimento a JSW, con lo Stato come bancomat solo per saldare i debiti contratti ed evitarne il fallimento. Questo è il secondo elemento di analisi condiviso da tutti. Chiediamo allora a tutti di essere conseguenti e assumere la posizione che l’unico interlocutore è oggi il Governo. Dobbiamo prendere atto che lo Stato è oggi l’unico interlocutore capace di risolvere positivamente la vicenda acciaierie insieme alla soluzione dei problemi di tutto il nostro territorio riconosciuto SIN ed area di Crisi Industriale Complessa. Stato che dovrà certo confrontarsi con l'attuale proprietario ma mettendo i soldi (JSW ha dichiarato di non essere disponibile a sborsare nemmeno un euro per gli indispensabili investimenti) dovrà pretendere la maggioranza delle quote e la direzione dello stabilimento e se necessario, in caso di contrasto, arrivare a liquidare per intero le quote JSW. Secondo noi solo lo Stato con o senza partner privato in minoranza potrà guidare le nuove acciaierie. La nostra posizione è condivisa in linea di massima dalle forze politiche e sindacali intervistate che ci hanno risposto, ma non lo è dalle forze di maggioranza del Comune di Piombino che escludono la possibilità che sia lo Stato a prendere in mano la direzione dello stabilimento. Lo Stato secondo loro deve limitarsi a valutare e finanziare il piano industriale che dovrà presentare JSW. Tale posizione è contraddittoria, come possono aspettarsi un piano industriale accettabile da un imprenditore che anche loro ritengono non credibile? Ed inoltre se come probabile JSW non presenterà nemmeno entro il 31 Dicembre il piano industriale che promette da anni l'Amministrazione ne prenderà semplicemente atto ed accetterà il conseguente inevitabile fallimento? Invitiamo l'Amministrazione Comunale a riflettere sul fatto che la fine delle acciaierie non sarà una opportunità di sviluppo per altri settori del nostro territorio ma il segno tangibile del suo completo abbandono da parte dello Stato. Nessuna forza politica, sindacale né la stessa Amministrazione ritiene sufficiente la richiesta di finanziamenti fatta da JSW per realizzare il revamping dei treni di laminazione e renderli nuovamente competitivi. Questo è il terzo elemento di analisi condiviso da tutti coloro che ci hanno risposto. Per noi questo significa che dobbiamo tutti chiedere un investimento finanziario di ordine nettamente superiore. Sono necessari centinaia di milioni per il revamping dei treni di laminazione e la costruzione di un nuovo treno rotaie. E' indispensabile che vi sia complessivamente un investimento vicino al miliardo per permettere anche la costruzione di un forno elettrico ed una acciaieria lontano dalla città insieme al nuovo treno rotaie. Se questo non verrà fatto la siderurgia finirà, perché non saremo competitivi. Dato che tale investimento sarà principalmente a carico dello Stato di nuovo riaffermiamo che dovrà avere anche la direzione dello stabilimento. Queste nostre ultime affermazioni sono condivise in parte dagli intervistati con alcune precisazioni: le necessarie valutazioni tecniche sulla fattibilità dei nuovi impianti nella Macro Area Nord, che prima è necessario bonificare le aree destinate ai nuovi impianti, ecc. Mentre le forze di maggioranza mettono in rilievo l'importanza del piano industriale che JSW deve presentare ma non legano il giudizio da dare su di esso al fatto che preveda il forno elettrico o l'indispensabile rifacimento del treno rotaie. Ribadiamo: per noi senza la previsione immediata all’interno del piano industriale del forno elettrico da affiancare al revamping serio dei treni e alla costruzione del nuovo tpp siamo condannati alla chiusura. La necessità delle bonifiche e degli smantellamenti degli impianti delle acciaierie in disuso è da tutti condivisa. Questo è il quarto elemento di analisi condiviso da tutti coloro che ci hanno risposto. Tuttavia noi chiedevamo se non ritenessero opportuno che queste fossero esplicitate all'interno del piano industriale che dovrà essere presentato per le acciaierie. Su questo punto la maggior parte è d'accordo con tale necessità mentre l'Amministrazione e la maggioranza del Comune di Piombino non legano i soldi per le bonifiche (finanziate dallo Stato) ad un progetto che riguarda una sola azienda, lo Stato deve intervenire su tutto il Sin e rendere possibile un nuovo progetto generale, sfruttando anche il PNRR, all'interno di un nuovo accordo di programma. Noi, come la maggior parte delle forze politiche e sindacali che hanno risposto alle domande, riteniamo che smantellamenti e bonifiche devono fare parte integrale anche del piano industriale che dovrà essere presentato in collegamento con l’accordo di programma già firmato per lo sviluppo del territorio e da realizzare con il contributo sostanziale dello Stato. Come le forze di Governo del Comune di Piombino riteniamo che l’intervento dello Stato sulle bonifiche deve riguardare tutto il territorio, non solo le acciaierie, sfruttando anche i soldi del PNRR, abbiamo da primi fatto presente tale necessità. Ma non accettiamo che oggi non si specifichi da parte di chi ha la possibilità di saperlo a quanto ammontano le fonti di finanziamento date dal PNRR, per cosa sono previste a Piombino e con quali tempi arriveranno! Inoltre vogliamo sottolineare come la richiesta di un programma di smantellamenti e bonifiche all'interno del piano industriale delle acciaierie non è in contraddizione ma viceversa rende possibile ed accelera proprio l'intervento generale sul SIN richiesto dalla maggioranza che governa il Comune di Piombino. Tutti gli intervistati che rispondono riconoscono il fatto che ci saranno, comunque vada a finire la vicenda acciaierie, degli esuberi. Questo è il quinto elemento di analisi condiviso da tutti e che mette in evidenza quanto mai fatto trasparire da azienda e governo! Tutti inoltreritengono che alla drammatica situazione che si andrà a creare sia necessario rispondere con la creazione di nuove opportunità di lavoro, con la formazione professionale che renda possibile affrontare nuove attività lavorative, con trattamenti previdenziali agevolati come le uscite volontarie agevolate, prepensionamenti, estensione del riconoscimento dei contributi da esposizione all'amianto, ecc. Questo per noi non è sufficiente. Noi da tempo diciamo che anche nelle ipotesi più rosee ci saranno esuberi, tutti ne prendano oggi atto ma nessuno ne trae le conseguenze facendolo divenire elemento di trattativa con il governo, per quanto riguarda prepensionamenti, uscite volontarie incentivate, legge amianto. Nel tavolo di trattativa con il governo l’accettazione del piano industriale non può contemporaneamente non prevedere una soluzione immediata e certa per tutti, sia per coloro che rientreranno in fabbrica sia per quelli che non potranno essere ricollocati nel processo produttivo. Una domanda riguardava la nostra proposta inerente ai "Lavori di pubblica necessità". Tale proposta era stata ed è valutata positivamente da tutti. Questo è il sesto elemento di analisi condiviso da tutti. Tutti sottolineano il fatto che per realizzarla è indispensabile cambiare leggi e regolamenti di livello Nazionale. Concordiamo con tale risposta, anche se forse in via sperimentale qualcosa poteva essere provato anche a livello locale immediatamente. Ma soprattutto rileviamo che quasi nessuno dal 2019 si è impegnato a livello istituzionale e sindacale per renderlo possibile. In risposta alle nostre domande, tutti si dichiarano contrari ad accettare che sul territorio si possa accogliere di tutto ed in particolare quello che è stato chiamato "lavoro povero". Questo è il sesto elemento di analisi condiviso da tutti. Anche noi riteniamo che chi investe nel nostro territorio debba portare attività ad alto contenuto occupazionale, attività che non siano in contrasto l'una con l'altra, attività che non siano dannose per l'ambiente ed i cittadini e che tutelino la salute dei lavoratori compresi i loro diritti e salari. Invitiamo l'amministrazione comunale ad essere conseguente per quanto riguarda le scelte urbanistiche e la programmazione economica del territorio. Le risposte alle nostre ultime domande ci hanno lasciato molto delusi. Chiedevamo quale iniziative intendevano prendere per i prossimi mesi che trascorreranno tra due diligence e predisposizione dell'ipotetico piano industriale; come arrivare alla nuova scadenza per avere le necessarie garanzie sul futuro dello stabilimento individuata nel 31.12.2021 nel corso del Consiglio comunale aperto del 14 settembre scorso. Chiedevamo la disponibilità a lavorare ad organizzare una grande mobilitazione del territorio, per far diventare Piombino un caso nazionale, come sta avvenendo per GKN, e costringere il Governo a varare un Piano di rinascita per Piombino e Val di Cornia, mediante ingenti risorse pubbliche per bonifiche e siderurgia pulita; smantellamenti; diversificazione economica e occupazionale di qualità; infrastrutture; incremento dei servizi pubblici, a partire da quelli sanitari, ecc. A parte tutti i discorsi l'impressione è che nessuno ha in mente un percorso per realizzare quanto abbiamo chiesto, l'impressione è che tutti staranno ad aspettare il 31 dicembre… Noi riteniamo che questo atteggiamento sia inaccettabile! Chiediamo a tutti ed in primo luogo a coloro che ci hanno risposto di farsi promotori, dopo la mobilitazione Nazionale del 10 Novembre a Roma, di una Assemblea Pubblica dove lavoratori, sindacati, associazioni, cittadini, forze politiche, ecc. si confrontino e dove si possa stabilire una piattaforma comune da presentare al Governo prima che discuta il piano industriale che JSW presenterà. Pensiamo che non solo i lavoratori ma la stessa città possa chiedere che su tale piano siano presenti alcuni punti irrinunciabili. Riteniamo anche leggendo le risposte date alle nostre domande che sia possibile trovare una piattaforma condivisa su cui portare alla mobilitazione ed alla lotta la fabbrica e la città! Basta immobilismo e narrazioni felici. Alla manifestazione di Roma, cui aderiamo ed a cui invitiamo tutti a partecipare numerosi, chiederemo che si stabilisca un piano nazionale di rilancio della siderurgia, che si ricreino immediatamente le condizioni per fare lavorare in sicurezza chi oggi nelle acciaierie Piombinesi rischia continuamente di infortunarsi, che il piano industriale oltre al revamping preveda l'acciaieria elettrica ed il nuovo treno a rotaie spostati entrambi lontano dalla città, che per chi non troverà comunque la possibilità di rientrare in fabbrica o altri luoghi di lavoro vengano immediatamente stabiliti trattamenti previdenziali agevolati come le uscite volontarie agevolate, prepensionamenti, estensione del riconoscimento dei contributi da esposizione all'amianto, ecc. La manifestazione del 10 deve essere l'inizio di una serie di mobilitazioni che portino a fare divenire Piombino un caso Nazionale!

Video

"Senza forno elettrico e revamping condannati"
https://www.quinewsvaldicornia.it/piombino-camping-cig-senza-forno-elettrico-e-revamping-condannati.htm?fbclid=IwAR2V4YETyICpKrAxlwKvWRHyY8QDrM6xmopdC7WrFbH6SHNpYi6FIBPdpQE


Pandemia, Green Pass, Lavoro, Diritti Ormai da settimane proseguono le manifestazioni contro il green pass, soprattutto in merito al suo collegamento al posto di lavoro. Sappiamo essere un argomento delicato e controverso ma riteniamo doveroso che un’associazione come la nostra –attenta alle problematiche lavorative e alle sue molteplici sfaccettature- si esprima in tal senso. Riteniamo innanzitutto che tale strumento sia servito a coprire molte mancanze che si sono verificate nel controllo di questa pandemia in particolare pensiamo al tracciamento ormai completamente saltato da mesi, il potenziamento della sanità, aver rinunciato da subito alla sospensione dei brevetti sui vaccini ottenuti grazie a poderosi finanziamenti pubblici europei alle case farmaceutiche ,alle cure domiciliari , la sanità pubblica in generale, la telemedicina, la ricerca spinta sui farmaci anti covid, la terapia monoclonale e del plasma, controlli a campione sul posto di lavoro a tutti i lavoratori, edilizia scolastica e medicina scolastica, etc etc etc. Altro punto critico riguarda lo stato di emergenza: la scadenza attuale è il 31 dicembre 2021 e a gennaio 2022 saranno ormai 24 mesi (12 mesi+12 mesi) che sono il massimo consentito (in assenza di una deroga) della nostra Costituzione, noi riteniamo che l’utilizzo del green pass, figlio della situazione emergenziale, non possa andare oltre queste date anche perché se lo scopo del green pass cioè arrivare all’immunità di gregge pari al 90% della popolazione over 12 vaccinabile – in alternativa all’obbligo vaccinale- sarà raggiunto crediamo che quantomeno il suo utilizzo debba essere svincolato dal posto di lavoro che deve essere reso sicuro con continue sanificazioni, uso delle mascherine e lavaggio delle mani, distanziamento etc. Infine riteniamo che il costo dei tamponi quale alternativa al vaccino per l’ottenimento del green pass possa essere ulteriormente abbassato e riteniamo che tale costo debba essere ripartito tra lo Stato e le aziende . Non sempre le soluzioni sono semplici ma richiedono approcci complessi ma necessari per evitare che un problema sanitario possa diventare il detonatore di una rabbia sociale che sta montando nel paese con effetti diversi ma ugualmente devastanti per la nostra democrazia : l’astensionismo dal voto che nelle recenti elezioni amministrative ha raggiunto picchi del 60% da parte di coloro che si sentono ormai tagliati fuori dal sistema e proteste violente di piazza con formazioni fasciste che le stanno guidando mentre invece tali proteste dovrebbero avere un taglio ben diverso visto lo sblocco dei licenziamenti in quasi tutti i settori, l’ulteriore controriforma sulle pensioni, l’attacco al RDC, la mancanza di un salario minimo orario per legge, l’aumento delle bollette di luce e gas, la precarizzazione del lavoro, le continue chiusure e delocalizzazioni di aziende, la fuga dei giovani dal nostro paese, i mancati investimenti su scuola e sanità pubblica.

30 ottobre 2021

Coordinamento Art.1-Camping CIG


 

 


Piombino 29/10/2021

GRAZIE AD ALCUNI CAMPEGGIATORI, CHE NELLE ULTIMISSIME ORE SONO RIUSCITI AD ORGANIZZARSI IL Camping CIG SARA' PRESENTE DOMANI CON LE SUE BANDIERE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A Roma.

"VOI G20, NOI IL FUTURO".

Sulla stampa troviamo conferma di quanto il Camping CIG denuncia da tempo. Alle acciaierie di Piombino, proprietà della multinazionale Jsw, lo stato degli impianti è preoccupante e aumentano i rischi per gli addetti: dopo l'incendio al Tpp, ecco l'infortunio al Tmp. In realtà, le condizioni di lavoro stanno peggiorando ovunque e, accanto all'arroganza padronale, si registra la chiusura del governo Draghi, deciso a ripristinare la legge Fornero sulle pensioni. Intanto, il modello di produzione capitalistico avvelena il pianeta, sfruttando il lavoro umano e la natura in nome del profitto di pochissimi, i quali controllano le multinazionali.

Dopo lo sciopero dell'11 ottobre del sindacalismo di base e la manifestazione nazionale antifascista del 16, il Camping CIG parteciperà pure alla manifestazione di domani sabato 30 ottobre a Roma per il futuro dell'umanità, contro le oligarchie globali del G20 agli ordini delle multinazionali. Essa deve segnare un altro passo decisivo di mobilitazione unificante pure sui temi del lavoro, contro i licenziamenti e contro le delocalizzazioni, come indica la proposta di legge elaborata dai giuristi insieme al Collettivo Gkn; contro lo sfruttamento che provoca morte e malattia nei luoghi di lavoro; per pensioni dignitose e il mantenimento di quota 100; per un intervento decisivo e decisionale dello Stato nelle realtà di crisi come Jsw. Una lotta che apra finalmente la prospettiva dello sciopero generale nazionale, di tutte le categorie e di tutte le sigle sindacali disponibili, e comporti il ritiro delle firme sindacali dal cosiddetto accordo del 29 giugno, che ha sbloccato i licenziamenti.

Coordinamento Art. 1- Camping CIG

 


Piombino 14/10/2021

Il Camping CIG partecipa sabato 16 ottobre alla manifestazione sindacale a Roma e condanna categoricamente le violenze perpetrate da organizzazioni neofasciste come Forza nuova, a danno della sede nazionale della CGIL, nonché l'atto intimidatorio contro la sede Spi-Cgil di Salivoli: pure questo atto reca il segno dell'arroganza e della ignoranza, tipici della mentalità fascista, anche quando gli autori non ne fossero consapevoli.

Gli attacchi alle sedi di qualsiasi libero sindacato di lavoratori sono un attacco a tutto il movimento operaio. La mobilitazione del 16 deve dunque caratterizzarsi contro i fascisti, così come contro banchieri e finanzieri al comando del Governo, dello Stato e dell'Unione europea, intenti a curare gli interessi delle cupole finanziarie e i profitti delle multinazionali che devastano ambiente, lavoro e intere collettività, come i piombinesi stanno ben sperimentando.

Riteniamo che la manifestazione del 16 debba essere contrassegnata dall'antifascismo e segnare contemporaneamente l' inizio di una lotta sindacale unificante contro i licenziamenti alla Gkn e non solo; contro lo sfruttamento che provoca morte e malattia nei luoghi di lavoro; per un intervento decisivo dello Stato nelle realtà di crisi come Jsw; in generale, per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro. Una mobilitazione che apra finalmente la prospettiva dello sciopero generale nazionale, di tutte le categorie e di tutte le sigle sindacali disponibili, e comporti il ritiro delle firme sindacali dal cosiddetto accordo del 29 giugno, che ha sbloccato i licenziamenti.

Coordinamento Art. 1- Camping CIG

 


Piombino 11/10/2021

L’ Associazione Art.1 – Camping CIG condanna categoricamente le violenze perpetrate da organizzazioni neofasciste come Forza nuova, a danno della sede nazionale della CGIL a Roma. L’assalto alle sedi di qualsiasi libero sindacato di lavoratori è un attacco a tutto il movimento operaio. Esprimiamo pertanto la nostra ferma solidarietà militante a chi è oggetto di attacchi squadristici, , mentre è in atto la cancellazione di ogni forma concreta di rappresentanza e sovranità popolare, con banchieri e finanzieri al comando del Governo, dello Stato e dell'Unione Europea, a curare gli interessi delle cupole finanziarie e i profitti delle multinazionali che devastano ambiente, lavoro e intere collettività, come i Piombinesi stanno ben sperimentando.

Coordinamento Art.1-Camping CIG.

 


Piombino 6/10/2021

LETTERA APERTA A:

Sindaco

Capigruppo

Organizzazioni sindacali di categoria

e, p.c., Organi d'informazione

PIOMBINO

oggetto: acciaierie di Piombino

In questo momento cruciale, sentiamo l'urgenza di proporre le domande seguenti, e chiediamo di rispondere cortesemente in modo pubblico entro una settimana.

1. secondo voi, JSW è ancora un interlocutore, anche se per gli investimenti ha dichiarato che non stanzierà neppure 1 euro?

2. perché non chiedete che lo Stato si riappropri dello stabilimento, o almeno ne acquisisca la proprietà al 51% tornando a decidere sulle sorti delle acciaierie, come è previsto per Taranto, considerato che lo Stato con Invitalia dovrebbe metterci i soldi per gli investimenti a fronte della conclamata inaffidabilità di Jsw?

3. secondo voi, è accettabile la cifra ipotizzata di 45/50 milioni al massimo per il revamping dei tre treni esistenti, sapendo che sono totalmente insufficienti per ridare ad essi competitività? In particolare, non ritenete che il treno rotaie debba essere ricostruito di sana pianta e collocato in padule, in prossimità della nuova (ipotetica) acciaieria?

4. secondo voi, è accettabile che la costruzione di un forno elettrico venga "valutata" dopo il revamping dei treni, sapendo che tale costruzione è imprescindibile per dare un futuro a tutto lo stabilimento? Siete consapevoli che così si decreta la fine della siderurgia a Piombino?

5. secondo voi, è accettabile un piano industriale, che non preveda esattamente tempi e risorse per smantellamenti e bonifiche? siete consapevoli che solo lo Stato può garantire le risorse necessarie a tale scopo?

6. siete consapevoli che, stando così le cose, vi saranno almeno diverse centinaia di esuberi , dopo che sono già stati cancellati circa 1500 posti di lavoro nell'indotto? come pensate che debbano essere ricollocati gli esuberi? perché non è stato dato seguito all'assunzione della proposta del Camping CIG di Lavori di Pubblica Necessità, come da decisione del Consiglio comunale in data 17 febbraio 2019, cioè ben prima della pandemia?

7. siete consapevoli che, anche nella migliore delle ipotesi, non tutti i lavoratori troveranno una nuova collocazione? per questo, siete disponibili a chiedere uscite volontarie agevolate, prepensionamenti, una nuova legge sui benefici previdenziali per gli esposti-amianto? siete d'accordo a pretendere che il piano industriale debba contenere una soluzione immediata e certa per tutti, sia per coloro che rientreranno in fabbrica, sia per quelli che non potranno essere ricollocati nel processo produttivo?

8. pensate davvero che il nuovo sviluppo di Piombino e le nuove assunzioni significative passino dal "lavoro povero" e dall'occupazione delle aree portuali con mega parcheggi di auto o da nuovi impianti che lavorino i rifiuti, dopo avere solo tombato e non già bonificato tali aree?

9. i prossimi mesi trascorreranno tra due diligence e predisposizione dell'ipotetico piano industriale; la nuova scadenza per avere le necessarie garanzie sul futuro dello stabilimento è stata individuata nel 31.12.2021 nel corso del Consiglio comunale aperto del 14 settembre scorso: come pensate di utilizzare questo tempo, forse aspettando in silenzio?

10. siete disponibili per lavorare ad organizzare una grande mobilitazione del territorio, la quale faccia diventare finalmente Piombino un caso nazionale, come sta avvenendo per GKN, e costringa il Governo a varare un Piano di rinascita per Piombino e Val di Cornia, mediante ingenti risorse pubbliche per bonifiche e siderurgia pulita; smantellamenti; diversificazione economica e occupazionale di qualità; infrastrutture; incremento dei servizi pubblici, a partire da quelli sanitari?

Cordiali saluti e ringraziamenti.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


 

Piombino 28/09/2021

Di fronte alle illusioni, che circolano a proposito del futuro delle acciaierie di Piombino dopo l'intesa preliminare Jsw-Invitalia, il Camping CIG invita a non diffondere l'ennesima narrazione felice: se l'ingresso di Invitalia avverrà così come annunciato ufficiosamente da Jsw ai sindacati, in realtà si sancirà la fine della siderurgia locale. Infatti, Jsw continua a non investire nulla di suo e aspetta il bancomat di soldi pubblici chiamato Invitalia; i 30-50 milioni che Invitalia investirebbe per il revamping dei treni di laminazione sono largamente al di sotto delle necessità; del resto durante il Consiglio comunale aperto, la viceministra Todde neppure citò i forni elettrici promessi. Sarà un dramma per un gran numero dei lavoratori.

Al contrario, oggi lo Stato ha il dovere e l'opportunità di riprendere il timone dello stabilimento con almeno il 51% del capitale e di predisporre un vero piano industriale: revamping serio dei laminatoi; nuovo Tpp in padule in prossimità dell'indispensabile nuova acciaieria elettrica. Piombino è SIN ed Area di Crisi Complessa: lo Stato controlli e finanzi la realizzazione, partecipata da lavoratori, cittadini, sindacati, associazioni e istituzioni locali, di un Piano di rinascita per la Val di Cornia, che tenga insieme acciaio pulito di qualità; bonifiche; infrastrutture ferroviarie e stradali come la 398; agricoltura e turismo moderni e rispettosi della natura; servizi pubblici adeguati, a cominciare dalla sanità. Un Piano che non può essere la sommatoria indiscriminata di ogni e qualsiasi progetto, pur di aumentare qualche posto di lavoro, quando tali progetti entrino in contraddizione con una visione strategica, tanto difficile quanto indispensabile, di alleanza fra industria e natura, occupazione e salute, fabbrica e città.

Punto fondamentale di tale piano sono le bonifiche. Su terreni i cui costi di bonifica sono esorbitanti si attirano solo ditte che possono operare senza attuarle, ditte a cui basta tombare con asfalto e cemento. Per questo si insedierà nei preziosi terreni vicino al porto Manta Logistics e in immensi piazzali depositerà le auto in attesa di essere inviate ai vari clienti; e molto probabilmente un'altra ditta Ferro Duo Italia, già presente a Scarlino, che tratta i rifiuti. Queste attività in cambio di enormi spazi a vocazione industriale danno qualche decina di posti di lavoro, non è certo la diversificazione da tutti auspicata. Solo su terreni risanati e dotati delle necessarie infrastrutture è possibile attirare aziende moderne che portano lavoro. Qui è successo l'inverso: non bonificando i terreni retroportuali del SIN, non creando le infrastrutture viarie e ferroviarie, sono state fatte scappare aziende, come la General Elettric, montaggio turbine e altro per centinaia di posti di lavoro; la Sicmi che costruiva scafi ed in un solo capannone occupava più persone di ditte come Manta e Ferro Duo Italia.

Un Piano che preveda tutti al lavoro, anche grazie ai Lavori di Pubblica Necessità, proposti dal Camping CIG. Ma siamo consapevoli che, in mancanza di lotte ed iniziative per imporre una vera uscita dalla crisi ci saranno molti esuberi: in tal caso, dovranno essere adottate agevolazioni per uscite volontarie; prepensionamenti; riapertura della procedura per gli esposti amianto. Non sarebbe invece accettabile uno spezzatino che preveda una "scatola" separata e marginale per gli esuberi, come sta invece avvenendo per l'Alitalia. E servono incentivi immediati ai cassintegrati di lungo corso, come a Genova. Per tutte queste ragioni e altre ancora, il Camping CIG aderisce allo sciopero generale, indetto unitariamente dal sindacalismo di base per l'11 ottobre prossimo, il quale assume come riferimento la lotta della Gkn per unificare le cento e cento realtà come Piombino sotto l'attacco delle multinazionali: un punto di partenza utile e condivisibile.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

 

 

Piombino 22/09/2021

Tutti i giornali registrano la sentenza della magistratura che per ora blocca i licenziamenti alla GKN. Un buon risultato, come sottolineano i rappresentanti degli addetti, del ricorso presentato dalla Fiom fiorentina. Il Camping CIG, che ha partecipato ad alcune mobilitazioni di queste settimane accanto agli operai GKN, condivide la loro soddisfazione e fa alcune riflessioni. Certamente alla multinazionale GKN si parla di licenziamenti; per ora, non è così alla multinazionale Jsw, dove però centinaia di dipendenti dell'indotto hanno perso il posto e incombe la minaccia di centinaia di esuberi. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: come mai da tempo gli operai GKN si mobilitano in forze e guidano mobilitazioni di carattere nazionale riuscitissime, come quella del 19 settembre, mentre a Piombino i sindacalisti ripetono che i lavoratori non reagiscono e quindi loro tengono un basso profilo di mobilitazione?

Il Camping CIG avanza qualche ipotesi di risposta: evidentemente, alla GKN l'organizzazione operaia, a cominciare dal Collettivo di fabbrica, è stata ed è più attiva e convincente dei gruppi dirigenti sindacali a Piombino; a differenza che a Piombino, dipendenti diretti e indotto sono sempre stati tenuti all'interno di un'unica vertenza; al momento dei licenziamenti da parte della multinazionale GKN, la reazione è stata potente, con l'occupazione della fabbrica, una mobilitazione impegnativa che ha polarizzato una vasta solidarietà, alla quale è stata data sistematica continuità, fino al corteo dei 20.000 del 19 settembre a Firenze.

Possiamo e dobbiamo recuperare il tempo perduto a Piombino: oltre alle proposte avanzate in questi anni, il Camping CIG chiede oggi alle Rsu Jsw di organizzare un incontro dei lavoratori e delle Rsu delle fabbriche piombinesi, con i lavoratori e le Rsu della GKN e attivare un gemellaggio fra le due realtà, per appoggiare la loro proposta di legge contro le delocalizzazioni e i numerosi attacchi delle multinazionali in tante situazioni; per costruire insieme il ragionamento e la mobilitazione, che prepari lo sciopero generale di tutte le categorie per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro; per affermare il dovere sociale delle imprese (art. 42 Costituzione); per revocare le firme sindacali in calce all'accordo del 29 giugno che sblocca i licenziamenti. per costruire insieme il ragionamento e la mobilitazione, che prepari lo sciopero generale di tutte le categorie per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro; per affermare il dovere sociale delle imprese (art. 42 Costituzione); per revocare le firme sindacali in calce all'accordo del 29 giugno che sblocca i licenziamenti.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


 

COMUNICATO STAMPA


 Il Consiglio comunale sulla siderurgia del 14 settembre ha avuto esiti agghiaccianti. L'assenza pressoché totale dei lavoratori e dei cittadini ha confermato al governo e alle multinazionali che della comunità di Piombino e del suo territorio possono farne ciò che vogliono. Inoltre, ha sancito ancora di più la spaccatura, che rischia di essere irreversibile, tra fabbrica e città. Una situazione grottesca per cui, mentre si doveva parlare della rinascita della siderurgia a Piombino, né la viceministra Todde, né Jsw hanno parlato neppure di striscio della costruzione di forni elettrici. Sembrava di essere su Scherzi a parte. Non solo, non è stata citata alcuna cifra che il governo intende investire nello stabilimento, né alcuna scadenza precisa. Anche sulla firma del famoso memorandum per l'ingresso di Invitalia nella proprietà dello stabilimento sono stati vaghi e ambigui per cui molti, alla fine, si sono chiesti se avessero già firmato, o meno. Una specie di giallo, insomma. Ciò che è apparso, tragicamente, chiaro è che lo Stato non tornerà a comandare nello stabilimento, accettando il ruolo solo di bancomat (con i soldi delle tasse di tutti) a favore di Jsw. È pure chiaro che, in un ipotetico piano nazionale della siderurgia, a Piombino è stato assegnato il ruolo di cenerentola degli stabilimenti italiani. Stando così le cose, è stata decretata la fine della siderurgia a Piombino, per sempre. Ergo: quanti esuberi ci saranno? E come si intende ricollocarli? Come Camping Cig da tempo abbiamo avanzato la proposta dei lavori di pubblica necessità ( LPN https://www.stileliberonews.org/ammortizzatori-sociali-e-lavori-di-pubblica-necessita/ https://www.quinewsvaldicornia.it/piombino-lavori-di-pubblica-necessita-il-si-del-consiglio.htm ), che permetterebbero a cassaintegrati e disoccupati di essere assunti per costruire opere attualmente in abbandono, necessarie per lo sviluppo del territorio: v. bonifiche. Ma non nascondiamoci dietro un dito: non tutti saranno ricollocati, quindi è arrivato il momento di parlare di uscite volontarie, di prepensionamenti, di una nuova legge sull'amianto. L' alternativa è fare come per i lavoratori dell'indotto: licenziati e dimenticati da tutti. Queste soluzioni vanno create adesso, in un progetto unico, tenendo insieme quelli che potranno (speriamo) tornare al lavoro e coloro che usciranno volontariamente dal processo produttivo. Noi continuiamo a dire che la comunità di Piombino, tutta insieme, con le lotte necessarie deve costringere il governo ad adottare un piano di rinascita per Piombino, con forti risorse pubbliche. Piano che serva per tornare a colare acciaio perché lo Stato si riprende le acciaierie; serva per bonifiche, smantellamenti, infrastrutture, diversificazione e servizi pubblici, a partire da quelli sanitari. Nel Consiglio comunale è emersa come nuova scadenza quella del 31 dicembre 2021. Allora, SVEGLIAMOCI ! Sindacati, istituzioni locali, lavoratori e cittadini tutti insieme lavoriamo per una grande MOBILITAZIONE del comprensorio che dica chiaramente al governo che Piombino aspetta da anni di essere liberata dalle macerie, sotto le quali l'hanno sepolta multinazionali e governi di diversi colori. Adesso Piombino PRETENDE la ricostruzione della città e del territorio da parte dello Stato di cui fa parte.

18 settembre 2021

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Piombino 3/09/2021

Leggendo il comunicato sindacale, relativo all'incontro del 31 agosto con l'azienda, viene da mettersi le mani nei capelli. Il cronoprogramma relativo agli investimenti, il quale secondo la vice ministra Todde doveva essere reso noto il 2 agosto con tanto di certificazione del governo, si è volatilizzato. Le scadenze che emergono nel comunicato sono del tutto ipotetiche, mere rassicurazioni, senza nessuna garanzia del governo, da parte di un'azienda che in 3 anni non ha rispettato gli impegni fondamentali: piano industriale, revamping, investimenti per nuovi impianti etc. Dopo 3 anni di attesa, siamo ancora a fare melina in modo offensivo per i lavoratori e la città. Poi, JSW dice che lo Stato deve pagare il revamping dei laminatoi con una cifra ipotetica di 45-50 milioni, giacché l'azienda per gli investimenti di suo non ci mette 1 euro... Ammesso, e non concesso, che ciò avvenga, a che cosa servono 50 milioni per 3 treni, quando per esempio il Tpp è così malridotto che andrebbe costruito ex novo lontano dalla città e vicino all'ipotetico forno elettrico? Come si pensa di rendere competitivi questi impianti con una cifra così modesta?

Ma ecco la chicca più esplosiva: per il forno elettrico si " valuterà" (testuale) la realizzazione solo dopo il revamping dei treni. Oddio! Siamo tornati alle valutazioni( si, no, forse), cioè al 2018. Peggio ancora, dice JSW che proprio il governo non vuole programmare subito il forno elettrico. Altra notizia devastante: non c'è nessun privato che voglia investire sullo stabilimento. Dunque, il governo ci ignora, altri privati non ci sono: l'acciaieria è finita. E allora adesso vogliamo la verità: dopo lo smembramento dell'indotto, quanti esuberi sono previsti sui 1750 ancora in organico? Lo si dica una volta per tutte e si dica subito cosa si pensa di farne. Noi ribadiamo che lo Stato deve riprendersi lo stabilimento, o almeno acquisire la maggioranza della proprietà'. Jindal deve essere estromesso o posto in condizione di non comandare, di non nuocere più. Lo Stato faccia gli investimenti a Piombino, area di crisi complessa e e SIN, per tornare a colare acciaio e non dipendere dalle costose forniture di semilavorati; per le bonifiche, le infrastrutture, la diversificazione, i servizi sanitari. E, se ci fosse necessità, metta in campo agevolazioni per uscite volontarie, prepensionamenti, nuova legge sull'amianto.

Secondo il Camping CIG, il sindacato, che chiede all'azienda di intercedere presso il governo perché si torni a fare un nuovo incontro, fa letteralmente cascare le braccia. Per di più a pochi giorni dalla scadenza della cig per Piombino Logistics. Il sindacato deve invece promuovere mobilitazioni che facciano diventare Piombino un'emergenza nazionale, costringendo il governo a dedicargli tempo e risorse. Basta seguire l'esempio della GKN, unendosi alle altre vertenze in corso in Toscana e in Italia, in direzione dello sciopero generale nazionale, ritirando inoltre le firme sindacali dallo sciagurato accordo del 29 giugno, che ha sbloccato i licenziamenti. E' certo che, con le notizie che derivano dall'incontro con l'azienda, se continuiamo a stare fermi, possiamo preparare solo il funerale per lo stabilimento e per la città. Si incominci allora a dire la verità ai lavoratori e alla città. La verità, nient'altro che la verità.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


 

Camping Cig a Livorno a Manifestare davanti a Confindustria Livorno.


https://www.facebook.com/coordinamentoarticolo1campingcig/videos/814603395913559

 


COMUNICATO STAMPA

Sabato 24 luglio una delegazione del Coordinamento Art. 1-Camping Cig di Piombino ha partecipato alla manifestazione di solidarietà con i lavoratori dell'azienda GKN , tenutasi a Campi Bisenzio. 500 lavoratori di questa azienda tra diretti ed indotto sono stati licenziati dalla sera alla mattina pochi giorni fa con una mail aziendale o con un messaggino sul cellulare. Le RSU aziendali e i lavoratori hanno reagito occupando immediatamente la fabbrica e iniziando un lavoro di mobilitazione che oggi è culminato in una splendida manifestazione di popolo, autogestita dal servizio d'ordine interno, con la fattiva collaborazione della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dei VV.UU di Campi Bisenzio Studenti, lavoratori, pensionati, cittadini, associazioni, movimenti, partiti e sindacati (prevalentemente di base) , oltre 6000 persone hanno -sotto un sole cocente-sfilato nella zona industriale di Campi Bisenzio per poi ritornare nel parcheggio aziendale. Qui, dopo una serie di interventi di solidarietà, l'iniziativa è stata chiusa da uno dei lavoratori della GKN, Dario Salvetti.

Noi ovviamente non possiamo sapere quale sarà l'esito della lotta di questi orgogliosi e combattivi lavoratori ma di certo oggi abbiamo visto come si deve reagire ai soprusi di una multinazionale che, in base a loro previsioni di mercato a 7 anni, hanno deciso, dopo averne venduto 3 mesi fa le azioni a 22 milioni di euro ( il monte stipendi annuale dei lavoratori della GKN è di 19 milioni di euro) che la vita di 500 famiglie non valeva il tempo di un click su un PC. Siamo orgogliosi di aver contribuito, seppur in piccola parte, all'ottimo esito della manifestazione e cercheremo di stare vicini ai licenziati della GKN nella loro lotta anche nel prossimo futuro augurando a tutti loro di uscire vincenti in questa difficilissima vertenza chi tocca uno, tocca tutti! Se saranno sconfitti, l'onda dei licenziamenti di massa sarà uno tsunami che travolgerà il sistema aziendale italiano sempre più in balia di multinazionali predatorie. Aderiamo al loro grido di battaglia: INSORGIAMO!!!

Coordinamento Art. 1-Camping Cig di Piombino


INSORGIAMO!

CON I LAVORATORI E LAVORATRICI DELLA GKN

PER UNIRE LE LOTTE E SCONFIGGERE I LICENZIAMENTI

Come si temeva, la fine del blocco dei licenziamenti decretata dal governo Draghi con il consenso

di tutto l'arco politico parlamentare e la passività senza colpo ferire delle burocrazie sindacali confederali lascia mano libera a Confindustria e ai padroni nella gestione della crisi economica aggravata dalla pandemia.

I padroni, ovunque in Italia, dalla GKN alla Whirlpool, dalla Giannetti Ruote all'Alitalia, approfittano della crisi per costruire il mondo che desiderano, per piegare sempre di più la resistenza operaia, per trasformare i lavoratori in schiavi, per togliere dignità e far vincere sempre e solo il profitto.

Ma gli operai non ci stanno e dalla GKN chiamano tutte e tutti noi ad alzare la testa e ad insorgere.

Come nel '44 a Firenze, per cacciare i nazisti, suona la Martinella e chiama all'insurrezione.

INSORGIAMO!

SUBITO!

In questi giorni il collettivo di fabbrica della GKN ha costruito qualcosa di grande.

La fabbrica è stata occupata immediatamente, in assemblea permanente, con la parola d'ordine che nemmeno una vite sarebbe uscita fino al ritiro dei licenziamenti. Gli operai sono pronti a farla funzionare, meglio di prima. La solidarietà di tutto il territorio della piana fiorentina è stato grande, frutto di un lavoro di costruzione di rapporti che il collettivo di fabbrica svolge da anni. Lo sciopero generale dell'area metropolitana dello scorso 19 luglio dimostra che si sta accumulando una forza che sta provando a resistere.

Nessuno e nessuna di noi può sottrarsi.

Saremo a Campi Bisenzio, davanti agli stabilimenti della GKN, sabato 24 luglio per la manifestazione nazionale indetta dal collettivo di fabbrica.

Saremo con loro a chiedere alle istituzioni di smettere con le passerelle e le dichiarazioni ai giornali vuote di contenuto.

CHIEDIAMO che venga immediatamente approvata una legge che dia certezza giuridica al fatto che gli operai possono produrre senza padrone, che possa essere requisito uno stabilimento abbandonato dai padroni per fini speculativi per continuare a produrre, per difendere la sapienza operaia come ricchezza materiale e immateriale di un Paese.

TUTTI E TUTTE A CAMPI BISENZIO (FI) – Stabilimenti GKN Viale Fratelli Cervi, 1

SABATO – 24 LUGLIO 2021 – ORE 9:30

Riconquistiamo tutto! - Opposizione Cgil - Massa Carrara

BASTA MORTI PER IL PROFITTO

Piangiamo la morte di Daniele, 54 anni, un operaio precipitato ieri ad Avenza in un cantiere da 15 metri mentre lavorava ad un lucernario dentro un contesto di appalti e subappalti in cui le responsabilità rischiano di perdersi come dentro un labirinto.

Piangiamo la morte di Aziz, 22 anni, precipitato ieri da un ponteggio in provincia di Treviso.

Piangiamo la morte di Ciro, lavoratore precario a 59 anni, precipitato due giorni fa dal quarto piano in un cantiere a Napoli.

Piangiamo la morte di Adil, sindacalista del Sì-Cobas di 37 anni, investito a Novara da un camion mentre lottava con i suoi compagni lavoratori anch'essi vittime di uno sfruttamento intenso.

Piangiamo ancora la morte di Luana, operaia tessile di 23 anni, uccisa a maggio in fabbrica a Prato da un orditoio a cui erano stati manomessi i sistemi di sicurezza per produrre più velocemente.

Piangiamo la morte di tante altre e tanti altri: ogni giorno almeno tre persone, uomini e donne, giovani o piegati da 40 anni di sfruttamento, uccisi al lavoro su un ponteggio, in una officina, in una cisterna, sotto un lastrone di marmo, in un treno, un camion, un'auto, bruciati vivi in una fonderia, per una malattia presa in servizio in un ospedale senza protezioni adeguate.

Questi non sono incidenti da considerarsi singolarmente.

Sono una strage, una strage quotidiana sull'altare dei padroni, sull'altare dei profitti.

E siamo stanchi.

Stanchi di sentire che morire di lavoro e inconcepibile... Stanchi perché sono parole vuote quando succede tutti i giorni.

Stanchi di chi dice che è intollerabile mentre continua docilmente a tollerarlo.

Stanchi di sentire dai palchi che la sicurezza sul lavoro non è un costo ma un investimento. Un investimento è una scelta arbitraria del padrone. Occorre che la sicurezza sia un obbligo senza eccezioni. Se non rispetti l'obbligo c'è l'esproprio. Punto. Dal giorno dopo si produce senza padrone con i mezzi di produzione in mano agli operai attraverso il controllo pubblico. Altrimenti ad essere investiti saranno solo le operaie e gli operai...

Le morti sul lavoro sono la conseguenza diretta delle leggi che hanno reso i lavoratori e le lavoratrici sempre più precari di fronte al padrone. Gli assassini sono il jobs act, la legge 30, i decreti Treu, le norme sulla fedeltà aziendale e i governi che li hanno voluti. 30 anni di scientifico massacro della possibilità per chi lavora di difendersi. Una società che preme chi è più debole. Come sempre.

Per darsi forza occorre essere uniti, unite e lottare. Occorre uno sciopero, uno sciopero vero.

Costringere davvero il paese a fermarsi. A chiedersi se è davvero inconcepibile morire di lavoro. Se davvero è intollerabile. Perché se davvero è così, allora il paese si ferma e costringe parlamento e governo a cambiare tutte le leggi che rendono la morte concepita e tollerata tutti i santi giorni.

Se è inconcepibile si ferma immediatamente la corsa alla produttività a tutti i costi. Perché il costo sono i riders costretti a correre e a morire per strada. Il costo sono le cadute da un cantiere perché legarsi fa perdere tempo e soldi al padrone. Perché il costo è un lampo che ti brucia, un lastrone che ti schiaccia. Perché il costo è la morte di Daniele e dei mille e delle mille come lui.

Riconquistiamo tutto! - Opposizione Cgil - Massa Carrara

 


Piombino 13/08/2021

Per il Camping CIG, resta inaccettabile il licenziamento dei dipendenti, seguito al fallimento di Rimateria SpA: esso spalanca le porte ad altri licenziamenti in vari settori. Licenziamento peraltro annunciato da tempo ed avvenuto senza una reale opposizione da parte delle Amministrazioni Comunali piombinesi, soci di Rimateria, sia di quelle a guida Pd, sia di quella attuale guidata da FdI: esse si sono limitate a dare la colpa dell’accaduto l’una all’altra. Ma entrambe lo hanno di fatto accettato, con l'alibi tardivo che lo permette la legge a cui la curatrice fallimentare fa riferimento. Per noi una cosa resta sbagliata anche se lo prevede la legge e crediamo nella possibilità di cambiare con la lotta pure quello che può sembrare ineluttabile. Oggi tutto è lasciato in mano alla curatrice fallimentare ed al giudice, i quali hanno deciso di seguire la strada non meno rischiosa della vendita di Rimateria a nuovi privati. Scelta che darà origine ad una nuova speculazione e a danni ambientali certi. Proprio per vendere l'azienda, la curatrice fallimentare ha provveduto a licenziare più della metà dei lavoratori, obbiettivo che i precedenti soci privati si erano posti fin dal 2018.

Invece, la situazione impiantistica della discarica è tale che è necessario riassumere tutti i lavoratori a cui affidare, insieme a ditte specializzate, il compito di chiudere in sicurezza la discarica ormai esaurita, non già in esercizio provvisorio per il riempimento del cono rovescio, bensì creando una nuova azienda completamente pubblica e con finalità diverse. Per la chiusura in sicurezza e la gestione successiva, la Regione Toscana poteva mettere a disposizione della curatrice fallimentare i soldi delle fideiussioni. Noi ricordiamo che i privati, a cui era stata regalata una azienda pubblica, non hanno fatto niente di quanto promesso: non hanno riattivato la TAP per iniziare a trattare i cumuli di rifiuti siderurgici; non hanno ripianato i debiti; non hanno messo a norma la discarica, anzi, quando la Regione ha preteso che venissero eseguiti tutti i lavori per chiudere in sicurezza la discarica hanno dichiarato fallimento. In questi anni, i privati hanno pensato solo a fare utili milionari come ditte di intermediazione, portando a Piombino i rifiuti che ritiravano dai loro clienti sparsi in tutta Italia, proprio mentre Rimateria finiva in perdita.

Ed oggi quasi tutti accettano che l’azienda ricada in mano a privati, i quali certo non riassumeranno i licenziati, ma utilizzeranno gli spazi a disposizione per portarvi altri rifiuti o magari installare un inceneritore. Serve invece la lotta per la riassunzione dei licenziati; per iniziare immediatamente l’opera di chiusura della discarica ed evitare i danni ambientali; per dare vita ad una società formata dalla Regione e dai Comuni: una società di scopo il cui fine devono essere le bonifiche, riattivando la TAP. Secondo noi, alla prossima assemblea dei debitori di Rimateria dovrebbe essere presente, oltre alla proposta di acquisto dei privati, anche quella dei comuni della Val di Cornia e della Regione. Riproponiamo dunque un'azienda sotto il controllo degli Enti Locali e di un Commissario locale per l’esecuzione delle bonifiche del SIN di Piombino:Rimateria pubblica può aiutare a realizzarle, facendo risparmiare sui costi rispetto ad incarichi dati a privati, smentendo la presunzione liberista, condivisa dalle giunte di diverso colore, secondo cui l’azione dei privati sia da preferire a quella pubblica, come se il profitto dei privati coincidesse con l'interesse sociale e ambientale dei dipendenti e della popolazione; è vero il contrario. In questa lotta, noi ci saremo, al fianco dei lavoratori, per il diritto di tutti al lavoro e alla salute.

Coordinamento Art.1- Camping CIG

 


Comunicato stampa
3 luglio 2021

Ad oggi non ci è chiaro con quali obiettivi sia stato indetto il presidio sotto il Mise, da quello che traspare dai vari comunicati sindacali sembra che gli unici motivi siano quelli di provare a riaccendere una luce sulla vertenza piombino e di riottenere una convocazione al tavolo delle trattative, sicuramente importanti ma non possiamo non valutare quelle che sono le posizioni espresse dalle segreterie provinciali nel comizio sotto il comune qualche settimana fa dopo l' ultimo incontro al mise, senza un assemblea di fabbrica e di conseguenza senza un confronto e la condivisione con i lavoratori, dove è stato detto che la posizione è quella di soddisfare tutte le richieste dell' azienda.

Assolutamente non condividiamo l'idea di un ulteriore trattativa con Jindal dopo il ricatto lanciato all' ultimo incontro dove pretendeva tutta la commessa di rotaie RFI e le concessioni portuali in scadenza, altrimenti avrebbe fermato anche quei pochi reparti che ad oggi sono ancora in marcia.

Ancora ci si affida alla politica, a cui è stato chiesto di aderire al presidio, che ha contribuito con anni di promesse e alla sottomissione alle multinazionali di turno alla drammatica situazione in cui ci ritroviamo, siamo assolutamente contrari ad ulteriori passerelle in cerca di consensi, servono i fatti.

Per questi motivi, e per il probabile confronto tra sindacati e ministero durante l'iniziativa, abbiamo deciso di aderire come lavoratori ma non come associazione per le posizioni che da anni portiamo avanti spesso in totale contrapposizione con quelle di chi ha gestito la vertenza.

Coordinamento Articolo 1 Camping Cig

 


Piombino 2/08/2021

A Piombino mancava solo questa: l'incontro con l'azienda senza l'azienda (o quasi). Nell'incontro online di giovedi 29 luglio, realizzatosi dopo mesi di ritardo e varie iniziative sindacali di sollecitazione, i massimi dirigenti aziendali JSW si sono dileguati dopo pochi minuti, . Non è bastata la presenza del governo, delle istituzioni locali e dei massimi rappresentanti sindacali; né la tragedia che vivono i lavoratori da anni per colpa in buona parte delle inadempienze della stessa JSW: no, loro avevano impegni più importanti!

Scandaloso che il governo abbia fatto finta di niente, prestandosi ancora una volta al gioco dei rinvii “sine die” che si trascinano ormai da anni, mentre la situazione impiantistica e commerciale dello stabilimento si fa sempre piu’ difficile. In un Paese normale, un governo degno di rappresentare gli interessi del suo popolo avrebbe dovuto dichiarare (secondo noi, già da tempo), la fine della partita con Jindal, per aprirne una nuova, nell’ottica pubblico-privato, con chi dimostri concretamente di voler investire in nuovi impianti all’altezza dei tempi e delle necessità ambientali ed urbanistiche della zona. In un Paese normale, i sindacati avrebbero reagito passando subito alle mobilitazioni sul territorio, con il ruolo dirigente delle Rsu, nelle forme piu’ incisive e dure, che la storia del sindacalismo italiano conosce e rivive anche oggi in alcune realtà in lotta contro le multinazionali che depredano, delocalizzano e licenziano: reazione tanto più urgente anche qui, in quanto nelle poche cose dette dall'azienda non è emerso niente sul piano industriale, niente sul forno elettrico; peggio delle altre volte. Solo la pretesa di fondi e commesse di rotaie dal governo e la volontà di tenersi saldamente il comando della fabbrica nel caso di accesso di capitali pubblici, Insomma, i soldi delle nostre tasse come bancomat per coprire i rischi di impresa , senza alcun cadenzato e preciso impegno per l’ammodernamento degli impianti, la tutela dell’occupazione e dell’ ambiente. Solo la promessa di definire altre scadenze con il governo: ma quante sono quelle già promesse e non rispettate? Come i tavoli tecnici disattesi, i quali avrebbero dovuto essere già conclusi e servire appunto a rendere fattivo l'incontro del 29. Umiliando le istituzioni, i lavoratori e la città intera, l'azienda ha confermato che la Città di Piombino non puo’ assolutamente affidare il proprio futuro alle logiche predatrici delle multinazionali di turno.

Ora il governo deve riprendersi la fabbrica o comunque dotarsi del bastone del comando, acquisendo almeno il 51% della proprietà per assicurare che lo stabilimento siderurgico risponda all’obbligo della funzione sociale dell’impresa , come da dettato costituzionale. Il governo deve garantire per Piombino un piano di rinascita, con ingenti risorse pubbliche per far ripartire la siderurgia, diversificare l'economia, far decollare bonifiche e infrastrutture, assicurando la piena occupazione: comunque, se dovessero esserci degli esuberi, ad essi andranno garantiti ammortizzatori che li accompagnino alla pensione e incentivi per la uscite volontarie. Per conquistare tutto questo, occorre che Piombino, Area di crisi Complessa e Sito Inquinato di Interessse nazionale, emerga come situazione di emergenza nazionale. Dunque, come qualcuno di loro ha già prospettato, occorre che i sindacati organizzino da subito mobilitazioni, presidi e occupazioni con assemblee permanenti dei lavoratori e dei cittadini, allo scopo di mettere in atto incisive iniziative che portino la situazione della città alla ribalta mediatica su scala nazionale, per costringere così il governo ad occuparsi finalmente di Piombino, a cominciare dalla non più rinviabile visita del ministro Giorgetti alla fabbrica e alla città. Come ci stanno insegnando i lavoratori della GKN, insorgiamo! Se non ora, quando?

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/06/blocco-licenziamenti-cofferati-non-ce-stato-nessun-accordo-tra-governo-e-sindacati-io-da-sindacalista-non-ho-mai-visto-nulla-del-genere/6252523/?fbclid=IwAR1ALe2sZuFeaPGKdHvc4uZqLd_DBrNR-qHu4sAe53z9-fTDUBOb_621glI

Piombino 28/06/2021

Questo è il documento che i cassintegrati del Camping CIG hanno consegnato a Rsu e dirigenti sindacali provinciali e nazionali dei metalmeccanici, convenuti al Centro Giovani di Piombino, oggi lunedì 28 giugno, ribadendo come secondo i campeggiatori tale riunione avrebbe dovuto essere aperta alla partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, al pari delle altre:

MOBILITARSI SUBITO A PIOMBINO

PER ESSERE IN TANTI A ROMA

La scelta dei sindacati di portare i lavoratori a Roma secondo noi dovrebbe essere il coronamento di una serie di iniziative che partano dal territorio, per imporre il caso del declino inarrestabile delle fabbriche e della città di Piombino quale questione nazionale, dalla Magona a JSW.

Se vogliamo incidere a fondo sulle scelte che verranno prese per Piombino, dato che nessuno ci regalerà niente, i numeri delle persone che riusciremo a mobilitare faranno la differenza: a questo scopo, vanno proprio lasciati da parte discorsi disgreganti tipo "chi non la pensa come noi non è ben accetto", o "se non vi sta bene quello che noi abbiamo deciso, fatevi le vostre iniziative". Se a Roma ci si fermasse ai livelli di partecipazione messi in campo con le ultime iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali (v. presidio nell'area aziendale della portineria centrale JSW; manifestazione sotto il Comune di Piombino), si rischierebbe di chiedere "uno sforzo" che potrebbe non portare i risultati desiderati e necessari: non serve proprio l'ennesima passerella per esponenti politici e istituzionali, i quali negli anni hanno fatto un sacco di promesse ma niente di concreto nei fatti. I risultati si ottengono solo con mobilitazioni forti e determinate da incidere in modo significativo e percepibile sullo svolgimento delle normali attività pubbliche e private nel territorio comunale (e fuori di esso), dai trasporti ai servizi non urgenti e indispensabili.

Con tale prospettiva, siamo convinti che bisogna ripartire dal basso con assemblee e confronti tra RSU/lavoratori/cittadini per la costruzione di un collettivo sociale consapevole che tenga insieme tutte le problematiche del territorio: circa 3000 posti di lavoro a rischio, che se dovessero venire a mancare si ripercuoterebbero sull'economia di tutto il comprensorio; pesante ridimensionamento dell'ospedale; bonifiche e smantellamenti industriali non più rinviabili, sia per tutelare la salute pubblica per esempio dall'amianto della cokeria, sia per costruire uno sviluppo alternativo; infrastrutture 398/linea ferroviaria/porto.

Piombino come caso nazionale, per cui bisogna strappare al Governo un Piano di rinascita che impieghi risorse di portata storica del PNRR, di cui si sa poco o nulla, a partire da un'alleanza nuova fra lavoratori e cittadinanza, per rilanciare la produzione di acciaio di qualità con impianti moderni, meno inquinanti, lontani dall'abitato e affermare un futuro in cui abbiano spazio agricoltura e turismo rispettosi della natura, capaci anch'essi di offrire ai giovani posti di lavoro qualificati e dignitosi.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

fotocopiato in proprio

 


 

SEI TU IL SINDACATO

Negli anni i lavoratori si sono allontanati dai sindacati per diversi motivi, ovviamente abbiamo le nostre idee sul perché ma non è di questo che vogliamo parlare, bensì spiegare perché secondo noi è fondamentale tornare a partecipare, dato che nessuno ci regalerà niente nella nostra vertenza, né il governo tantomeno l'azienda.

Da sempre la forza del sindacato sono i lavoratori, l'esempio più evidente è l'analisi di come, negli anni 60/70, con elaborazioni alte, lotte e SCIOPERI ci siamo conquistati i diritti che oggi stanno smantellando.

Sempre più assistiamo a forme di lotta che escludono i lavoratori, con la dirigenza sindacale che oltre alla contrattazione assume anche forme di mobilitazione (vedi i 60 giorni di presidio in fabbrica).

I lavoratori votano le RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) che rappresentano tutti i lavoratori con e senza tessera, indistintamente dal sindacato a cui sono iscritti. Le segreterie provinciali sono legittimamente elette dai congressi e dai direttivi delle rispettive organizzazioni e sbagliano gravemente, "nascondendosi" dietro la delega, quando si arrogano il diritto di decidere le politiche sindacali senza il reale coinvolgimento dei lavoratori; pertanto sono le RSU il punto di riferimento dei lavoratori, che con un nuovo protagonismo, devono tornare a dare la linea sindacale nelle vertenze aziendali.

Altri esempi sono stati gli accordi firmati senza la delega dei lavoratori (vedi "verbale d' incontro" 12/06/2018) oppure il referendum del 2015 con la perdita del 30% dello stipendio nella trattativa Cevital senza reale alternativa di scelta: "prendere o lasciare".

Ormai da mesi non viene più convocata un'assemblea di fabbrica per un confronto reale, ma i sindacati si limitano a informative/comizi dove ai lavoratori viene perfino negato il diritto di parola. Per questo invitiamo tutti a chieda alla propria RSU di riferimento un'assemblea per valutare la situazione ormai drammatica e il percorso da prendere.

Crediamo che il tour istituzionale (Prefetto, Regione e Segreterie nazionali) che le organizzazioni sindacali locali hanno deciso di fare non sia assolutamente la risposta adeguata, dato che questo genere di iniziative si ripetono ormai da anni mentre servirebbe ben altro.

Riprendi in mano il tuo futuro, diventa protagonista della tua vertenza!!

Per un confronto con la nostra associazione puoi consultare la pagina facebook.com/coordinamentoarticolo1campingcig

o telefonare al cellulare 3341474905

giugno 2021

Coordinamento Articolo 1 Camping Cig

 

Piombino 25/06/2021

Martedì 22 si è svolta l'assemblea dei cassintegrati JSW, che come al solito le organizzazioni sindacali tengono separatamente da quelle dei lavoratori in produzione, commettendo secondo noi un grave errore. Nel corso della stessa non ne è stata fatta parola riguardo alle mobilitazioni, indette per domani 26 giugno da Cgil Cisl Uil per la proroga del blocco dei licenziamenti e la riforma degli ammortizzatori sociali: il Camping CIG le ritiene importanti ma del tutto insufficienti, perciò parteciperemo a titolo personale. A proposito di ammortizzatori, il Camping CIG ricorda la propria proposta del 2019, assunta come materia da approfondire dal Consiglio comunale di Piombino nel febbraio 2020 e riguardante i Lavori di Pubblica Necessità:

Lavori di pubblica necessità, il sì del consiglio

Ripetiamo: la mobilitazione del 26 giugno, in giorno di sabato, non è davvero adeguata alla gravità dei problemi: v. anche la deregolamentazione governativa degli appalti. Ci vuole subito un programma di scioperi all'altezza dello scontro, fino allo sciopero generale. Analogamente, chiediamo che il 28 giugno la prevista riunione a Piombino dei segretari nazionali Fim Fiom Uilm con le segreterie provinciali e le Rsu Magona, Gsi, JSW, Pio Log sia aperta alla partecipazione dei lavoratori, esposti a un futuro del tutto incerto.

Il 26 giugno sarà comunque un'occasione almeno parziale per ricordare la morte dell'operaio e sindacalista Sicobas, Adil Belakhdim, schiacciato durante una manifestazione davanti alla Lidl di Biandrate in Lombardia, e opporci fermamente alla crescente aggressività padronale, venuta a galla anche alla Texprint di Prato: come già in assemblea, proponiamo il gemellaggio fra la Rsu JSW Piombino e le Rsu Lidl di Biandrate e Texprint di Prato. Ricordiamo inoltre che, nel settembre 2016, il Camping CIG intitolò il proprio campeggio di lotta al parco 8 marzo di Piombino a un'altra vittima, anche lui colpevole unicamente di lottare per i propri diritti: Abd Elsalam Ahmed, operaio iscritto Usb, allora ucciso a Piacenza in circostanze simili (v. FOTO).

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 

 

 

 

Piombino 17/06/2021

A Piombino dovunque ti giri vedi solo macerie: Magona in crisi; Jsw nel limbo e indotto massacrato; Rimateria fallita; bonifiche e smantellamenti in attesa infinita; il porto che si avvia a diventare un enorme parcheggio di auto; servizi sanitari al lumicino, ecc. I fondi del PNRR, unica ancora di salvezza, per Piombino sembrano essere poco più di un miraggio: probabilmente arriveranno solo poche briciole. Non si riesce ad avere nemmeno l'incontro, promesso settimane fa, tra governo, azienda e sindacati per la situazione delle acciaierie. Di fronte a questo disastro storico, cosa fa il sindacato? Decide, per la centesima volta e senza consultare i lavoratori (non più riuniti da mesi), di parlare con il Prefetto, con la Regione...Il solito giro delle sette chiese, con il cappello in mano e il capo chino. Invece, è ora di parlare chiaro, bisogna costringere il governo a riconoscere che Piombino esiste ed è disastrata . Lo ripetiamo ancora una volta: Piombino deve diventare un'emergenza nazionale.

Al contrario di quello che ripetono ossessivamente i vertici sindacali, se la partecipazione dei lavoratori è scarsa, il loro dovere è proprio quello di sollecitarla e recuperarla, anziché piangersi addosso. Ciò si ottiene solo con un calendario programmato, incominciando subito, di crescenti mobilitazioni pacifiche e nonviolente, talmente forti e determinate da incidere in modo significativo e percepibile sullo svolgimento delle normali attività pubbliche e private nel territorio comunale (e fuori di esso), dai trasporti ai servizi non urgenti e indispensabili. Per tutto il tempo necessario, cioè fino a che non giungeranno risposte soddisfacenti. Solo così smetteranno di ignorarci sistematicamente. Al punto in cui siamo arrivati le consuete, perdenti azioni simboliche, rappresentano solo delle ipocrite foglie di fico nel vano tentativo di nascondere inerzia e complicità.

Se il sindacato esiste ancora come organizzazione collettiva di rappresentanza democratica dei lavoratori e delle lavoratrici, e non solo come agenzia parastatale di servizi, organizzi subito le assemblee dei lavoratori e insieme ai cittadini costruisca le mobilitazioni in crescendo per costringere il governo e le istituzioni a riconoscere finalmente che Piombino non è stato ancora cancellato dalla carta geografica italiana. L'ultima volta che siamo stati davanti alla fabbrica, un lavoratore ci ha detto di sentirsi un nessuno e che nemmeno il collega che gli dava il volantino contava qualcosa per potere cambiare: invece, se è vero che singolarmente non contiamo nulla, tutti insieme possiamo mutare il destino di disoccupati a cui altri ci stanno portando!

Coordinamento Art.1-Camping CIG

https://www.quinewsvaldicornia.it/piombino-jsw-magona-basta-con-le-solite-perdenti-azioni-simboliche.htm?fbclid=IwAR3djWr3fXr0paO_Ysw5iW7suUS5puG-3KVMmFtF2Kl8dXqcViju_kNz7tM

 


Piombino 16/06/2021

La vicenda Rimateria precipita e l’unica data in calendario è il 7 ottobre quando è fissata l’adunanza dei creditori. Intanto, i dipendenti non sono certi neppure di poter contare sugli ammortizzatori sociali. Il Camping CIG rinnova loro la propria solidarietà e ribadisce che essi devono essere comunque tutelati, da subito, con una soluzione occupazionale certa, che rispetti i loro diritti ( anche dal punto di vista salariale ) e a tempo indeterminato. Sono loro l'anello più debole del sistema, non possono pagare per errori commessi da altri, nel passato o nel presente: la creazione di Rimateria da parte della precedente amministrazione comunale fu dovuta al fatto che ASIU aveva un debito mostruoso. A differenza di quanto promesso, Rimateria non ha trattato neppure un chilo di rifiuti provenienti dalla bonifica del SIN industriale piombinese, incamerando invece montagne di rifiuti provenienti da altri siti. L'attuale amministrazione poi non è stata capace di portare avanti un progetto industriale adeguato che sapesse opporsi al piano scelto dai privati, avallato dalla precedente amministrazione.

Bisogna lavorare tutti e tutte e svolgere attività lavorative che rispettino la salute degli addetti e della popolazione circostante; attività che siano un pezzo della rinascita sociale, ambientale e culturale dell'intero territorio. Da sempre, chiediamo che si proceda finalmente con gli smantellamenti degli impianti dismessi e soprattutto con le bonifiche, le quali devono essere ben di più e di meglio di frettolose tombature dell'area industriale, inquinata da decenni. Bonifiche che abbiamo sempre pensato essere il vero ambito di lavoro per Rimateria, sotto controllo pubblico, e per i suoi dipendenti: non poteva avere un futuro positivo un'azienda che voleva costruire una gigantesca discarica ad esclusivo uso dei soci privati per il loro profitto: invece, le aziende devono avere una funzione sociale, come stabilisce l'art. 42 della Costituzione.

Oggi tutto questo è fattibile, se anche Piombino riesce a intercettare i soldi del Recovery fund: nella mobilitazione per i fondi europei deve unirsi dunque tutta la comunità di Piombino, dai lavoratori dipendenti agli autonomi, ai sindacati e alle istituzioni. Ai lavoratori di Rimateria va , dunque, tutta la nostra solidarietà e l'impegno, con le nostre modeste forze, a non lasciarli soli per affermare, insieme al loro e al nostro, il diritto a un lavoro degno e socialmente utile, nonché ai diritti nel lavoro, per tutti gli uomini e le donne che del proprio lavoro vivono.

 

Coordinamento Art. 1-Camping CIG


Comunicato stampa
M
anifestazione a Firenze 9 giugno 2021.

Durante la pandemia, è risultato più evidente che mai come la sanità pubblica territoriale sia vitale per la salute delle persone. Se stiamo ai fatti, invece proprio la sanità pubblica territoriale è da lunghi anni oggetto di progressiva privatizzazione e smantellamento, sia da parte delle forze politiche nazionali che hanno amministrato Piombino fino al 2019 (v. Regione Toscana); sia da parte di quelle che nel 2019 hanno cominciato ad amministrare la città (v. Regione Lombardia). Senza contare le leggi dello Stato centrale a vantaggio della sanità privata, emanate negli ultimi decenni da governi di vario colore. Senza ottenere risposta, a suo tempo il Camping CIG chiese al Sindaco Giuliani di intervenire anche mediante ordinanze sindacali d'urgenza sui rischi incombenti per i lavoratori addetti e i cittadini , quali l'amianto della cokeria. Gli stessi interventi abbiamo chiesto al Sindaco Ferrari, sempre senza risposta. Chiediamo inoltre di convocare al più presto un consiglio comunale aperto, per discutere dello smembramento in atto della sanità pubblica territoriale, a cominciare dall'ospedale di Villamarina, dove sono stati soppressi o menomati vari reparti, fra cui punto nascita ed emodinamica. Discuterne deve essere dunque parte integrante della costruzione, partecipata con lavoratori e cittadini, del Piano di rinascita che il Camping CIG pure propone da tempo. Per ottenere risultati seri e duraturi, bisogna opporsi chiaramente alla logica aziendalista meramente economica che sottende all’accorpamento dei due ospedali di Cecina e Piombino, traducendosi in ennesimi tagli con riduzione della efficacia-efficienza dei servizi e favorendo il ricorso al privato. Invece, le “contro”-soluzioni proposte si limitano a richiedere una più equilibrata ripartizione di soldi, personale e reparti tra Piombino e Cecina, nel perdurante e grave sottofinanziamento di entrambi. Da tempo si assiste poi all'accentramento e al depotenziamento di fatto dei servizi di prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro, come ARPAT: invece, i servizi di prevenzione dovrebbero essere la priorità assoluta, e non venir sacrificati alle logiche di mercato, mentre imperversano pandemia e infortuni sul lavoro, i quali non calano nonostante il calo degli occupati: ultimamente, 12 morti in 48 ore. Per tutte queste proprie, specifiche motivazioni, il Camping CIG espresse la propria solidarietà alle cittadine e ai cittadini, alle operatrici e agli operatori sanitari che dettero vita al presidio a Villamarina e solidarizza con la manifestazione a Firenze del 9 giugno.

giugno 2021 Coordinamento Art.1-Camping CIG Piombino

 


Piombino 4/06/2021
 
A Piombino crolla il sistema produttivo
 

A Piombino siamo ormai al punto di non ritorno con la situazione che precipita giornalmente (Jsw, Liberty Steel, porto, Rimateria, Ospedale). Serve subito una “vertenza Piombino” che metta insieme tutte le emergenze ( industrie, bonifiche, smantellamenti, servizi sanitari, diversificazione economica, infrastrutture).

Una vertenza unica per costruire, con la partecipazione di tutta la comunità, un piano di rinascita del territorio puntando ( se ancora possibile) ad avere ingenti risorse pubbliche dal Pnrr, forse ultima chance per non far morire definitivamente Piombino. Ma nulla sarà regalato, servono progetti credibili e forti lotte unitarie.

Mobilitazioni unitarie che potrebbero culminare in una grande manifestazione comprensoriale per costringere il governo, (finalmente), a considerare Piombino una vera e propria emergenza nazionale. Per quanto riguarda le industrie è fondamentale che : lo Stato riprenda le acciaierie( con almeno il 51% della proprietà, per guidare la fabbrica) e che estrometta al più presto Jindal dalla realtà piombinese.

Se nei prossimi incontri dovesse emergere che nel futuro siderurgico non ci sarà posto per tutti gli attuali addetti, noi riteniamo che dovranno esserne ricollocati in attività di diversificazione (bonifiche del territorio, sviluppo portuale, 398, etc) ma anche mettendo in campo la riapertura dei termini relativi all’amianto, eventuali prepensionamenti per le aree di crisi complesse e incentivi su base volontaria all’uscita.

In merito al prossimo futuro incontro al Mise e dato che il giorno 8 si terrà il CDF di Jsw e Piombino Logistic chiediamo che dopo di questo si svolga un’assemblea dei lavoratori che dia un mandato chiaro alle RSU di fabbrica (veri rappresentanti dei lavoratori) e che all’incontro con il Ministero se effettuato in modalità telematica sia data la possibilità di assistere collettivamente -con l’uso di un maxi schermo- alla riunione.

Per la Magona il Governo deve garantire, anche con un prestito ad hoc, la continuità lavorativa e una nuova proprietà affidabile, senza escludere l'ingresso pubblico nella propri di un’azienda con solida clientela e impianti competitivi

Per quanto riguarda la questione Rimateria pensiamo che le due priorità da salvaguardare siano i 41 lavoratori con le loro famiglie, utilizzando tutti gli strumenti che la politica dovrà mettere a disposizione e la messa in sicurezza della discarica che non potrà essere abbandonata per salvaguardare la salute di tutti i cittadini di Piombino e questa dovrà essere l’assoluta priorità del curatore fallimentare.

Per Piombino è suonata la campanella dell'ultimo giro: o sappiamo reagire o saremo i primi responsabili del tragico destino che oramai è a un passo.

Coordinamento Articolo 1 Camping Cig

Area congressuale “Riconquistiamo tutto” Opposizione in Cgil - Slai Cobas

 


 

Il Tirreno 27 maggio 2021


Piombino 26/05/2021

Lettera aperta ai lavoratori e alle lavoratrici RIMATERIA

Come abbiamo detto fin dall'inizio, i lavoratori di Rimateria devono essere garantiti, da subito, con una soluzione occupazionale certa, che rispetti i loro diritti ( anche dal punto di vista salariale ) e a tempo indeterminato. Sono loro l'anello più debole del sistema, non possono pagare per errori commessi da altri, nel passato o nel presente: la creazione di Rimateria da parte della precedente amministrazione comunale fu dovuta al fatto che ASIU aveva un debito mostruoso e la discarica era completamente fuori norma, mentre l'impianto TAP (Tecnologie Ambientali Pulite) veniva abbandonato. A differenza di quanto promesso, Rimateria non ha trattato neppure un chilo di rifiuti provenienti dalla bonifica del SIN industriale piombinese, incamerando invece montagne di rifiuti provenienti da altri siti. L'attuale amministrazione non è stata capace di portare avanti un progetto industriale adeguato che sapesse opporsi al piano scelto dai privati, avallato dalla precedente amministrazione. Ai dipendenti Rimateria, se necessario, devono essere garantiti gli ammortizzatori sociali adeguati per continuare a vivere con dignità, anche in una eventuale fase di passaggio. Noi, operai cassintegrati del Camping CIG, lo affermiamo in base al medesimo criterio che abbiamo applicato a noi stessi, dipendenti delle acciaierie, molti in Cig da 7 anni. Bisogna lavorare tutti e tutte e svolgere attività lavorative che rispettino la salute degli addetti e della popolazione circostante; attività che siano un pezzo della rinascita sociale, ambientale e culturale dell'intero territorio.

Per questo abbiamo detto che la nuova acciaieria elettrica deve essere eco-compatibile, lontana dalla città; ci schierammo pure a suo tempo contro ipotesi improvvisate e demagogiche di ripartenza di afo e cokeria, altamente inquinanti, a ridosso delle abitazioni; così pure respingemmo la variante Aferpi, che disegnava il tracciato della 398 sotto le finestre delle famiglie del Cotone. nalogamente, rivendichiamo la costruzione ex novo e lo spostamento in padule del treno rotaie, per liberare tutte le aree vicine alla città e connettere spazialmente il Tpp alla nuova acciaieria elettrica. Da sempre, chiediamo che si proceda finalmente con gli smantellamenti degli impianti dismessi e soprattutto con le bonifiche, le quali devono essere ben di più e di meglio di frettolose tombature dell'area industriale, inquinata da decenni. Bonifiche che abbiamo sempre pensato essere il vero ambito di lavoro per Rimateria, sotto controllo pubblico, e per i suoi dipendenti: non poteva avere un futuro un'azienda che voleva costruire una gigantesca discarica ad esclusivo uso dei soci privati per il loro profitto. Il lavoro deve essere utile alla società, come stabilisce la Costituzione Italiana, lo rivendichiamo pure per noi cassintegrati, nel quadro della nostra proposta del 2019 di Lavori di Pubblica Necessità attualmente in abbandono, da svolgere insieme ai disoccupati:

https://www.stileliberonews.org/ammortizzatori-sociali-e-lavori-di-pubblica-necessita/?fbclid=IwAR3ygJnLycRMkf7q5bICPoCNMRAixd8AgT3EjQ95pdJ_v_fsf1cJd0U3sBs


Oggi tutto questo è fattibile, se anche Piombino riesce a intercettare i soldi del Recovery fund: nella mobilitazione per i fondi europei deve unirsi dunque tutta la comunità di Piombino, dai lavoratori dipendenti agli autonomi, ai sindacati e alle istituzioni. Ai lavoratori di Rimateria va , dunque, tutta la nostra solidarietà e l'impegno, con le nostre modeste forze, a non lasciarli soli per affermare, insieme al loro e al nostro, il diritto a un lavoro degno e socialmente utile, nonché ai diritti nel lavoro, per tutti gli uomini e le donne che del proprio lavoro vivono.

Coordinamento Art. 1-Camping CIG

 


 

 

Piombino 15/05/2021

Il Camping CIG ha l'impressione netta che l'esito dell'incontro del 13 maggio online fra JSW, governo e sindacati si configuri come un piatto di polpette avvelenate.

La prima polpetta avvelenata: sembra che Carrai non abbia esitato a lanciare al governo un ultimatum, allo scopo di utilizzare lo Stato come puro e semplice bancomat aziendale: l'azienda sembra pretendere cioè i soldi pubblici per fare quel che le pare, mentre la casa madre non si periterebbe a scaricare sullo stabilimento di Piombino i propri debiti, grazie al costo elevato delle proprie billette spedite dall'India. E leggiamo sulla stampa che il debito bancario di JSW toccherebbe da solo quota 90 milioni, nel quadro di un'esposizione debitoria totale che si aggirerebbe intorno ai 200 milioni. Investimenti zero, neppure per l'indispensabile nuovo treno rotaie, al fine di far fronte adeguatamente nel tempo alle commesse Rfi; JSW è costretta a ricapitalizzare, ma l'operazione sembra rivolta più che altro a procrastinare il fallimento praticamente già in atto. Intanto, però, i dipendenti JSW hanno già dovuto inghiottire a suo tempo l'amarissima polpetta dell'accordo con Rebrab, tuttora vigente, per cui hanno perso circa il 30% del loro salario.

Un'altra polpetta avvelenata viene servita dal governo attuale, in linea con i precedenti. La sottosegretaria Todde non si dice contraria all'intervento statale, però precisa che lo stabilimento di Piombino deve stare sul mercato: come risulterebbe da indiscrezioni apparse sulla stampa, Todde sta forse pensando a un fornetto elettrico da 600/800 MILA tonnellate anno, appena sufficienti a tenere in vita il treno rotaie, riducendo così Piombino a Cenerentola industriale? Con tanti saluti alle mirabolanti promesse di tre forni, ridotti poi a uno solo da 1.200.000 tons, mentre si vagheggia una sinergia con Liberty steel sui coils, la quale presupporrebbe investimenti ingentissimi da parte di JSW che invece sta lesinando perfino sulle manutenzioni ordinarie. Ma, a nostro modesto giudizio, il ruolo dello Stato non dovrebbe essere quello di subire il mercato, bensì quello di governarlo, nel quadro di un vero Piano nazionale della siderurgia, tuttora del tutto assente, per puntare a produzioni e strategie in grado di competere sul terreno della qualità, le quali non mettano in concorrenza bensì valorizzino sia Taranto sia Piombino sia Terni. Per farlo, lo Stato deve detenere il bastone del comando con almeno il 51% della proprietà; gli eventuali partners privati non possono essere imprenditori inaffidabili come Jindal, Rebrab, Mordashov, Lucchini. Servono straordinari investimenti statali in siderurgia, in smantellamenti e bonifiche, nel quadro di un Piano di rinascita della Val di Cornia, centrato su infrastrutture e diversificazione economica di qualità sociale e ambientale, in agricoltura, turismo, portualità: ma di questi fondamentali capitoli nell'incontro del 13 maggio quasi non si è parlato. A questo proposito, chiediamo alle istituzioni che cosa prevede il PNRR per Piombino e dintorni; se davvero non fosse previsto niente o quasi, saremmo alla polpetta letale.

In questa drammatica situazione, il Camping CIG giudica del tutto sbagliata la scelta dei sindacati, che hanno partecipato alla trattativa, di limitarsi a un incontro pubblico informativo, in programma martedì 18, senza riunire mai da mesi i lavoratori. C'è invece bisogno che i lavoratori prendano subito la parola in assemblea; che a sua volta la cittadinanza sia coinvolta in un processo di democrazia partecipata, affinché lavoratori e cittadini ritrovino le ragioni di un'alleanza strategica che coniughi industria e bonifiche; salute, servizi socio-sanitari e occupazione; per rilanciare senza ulteriori rinvii una forte mobilitazione, già prima del prossimo incontro governo azienda sindacati, allo scopo di affermare Piombino come caso nazionale e conquistare un futuro degno alle generazioni che verranno, anziché ingoiare polpette avvelenate.

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 
 

 


 

Acciaierie di Piombino, il grande nulla
Aggrappati all'acciaio. Primo Maggio all'ingresso dello stabilimento, lì dove da quasi due mesi c'è il presidio permanente degli operai. Ma dopo sette lunghissimi anni dalla chiusura dell'altoforno, nulla si muove per assicurare un futuro ai 3mila addetti diretti e dell'indotto di quello che era il secondo polo siderurgico italiano. Nonostante che Jindal sia considerato inaffidabile perfino dal governo.
Una delle tante manifestazioni a sostegno del lavoro © Biagianti
Riccardo Chiari
1 maggio 2021 - PIOMBINO (LI) - il MANIFESTO
Dopo sette lunghissimi anni dalla chiusura dell’altoforno per decisione governativa (“L’azienda era in perdita…”), gli operai superstiti delle Acciaierie e l’intera Piombino non hanno alcunché da festeggiare, nemmeno in una giornata come il Primo Maggio. Per la Festa dei lavoratori e delle lavoratrici arriva in città Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana, a una iniziativa confederale unitaria organizzata all’ingresso dello stabilimento in Largo Caduti sul lavoro, lì dove da quasi due mesi c’è il presidio permanente dei lavoratori alla portineria della fabbrica. Ma difficilmente il dirigente sindacale potrà dire qualcosa di nuovo ai 1.700 addetti diretti rimasti in forze alle Acciaierie, quasi tutti in cassa integrazione e con un indotto ormai disintegrato. Operai che anche nell’ultimo mese le hanno tentate tutte, pur di tenere aperta quella che è molto di più di una semplice vertenza.
A inizio aprile Fiom Fim e Uilm sono andati a Roma, ricevuti in Senato, portando un documento da consegnare a Mario Draghi, con le richieste e le proposte non solo del sindacato ma di tutta una città. Mentre una delegazione del sindacato di base Usb era nella capitale anche mercoledì scorso, in una delle ormai quasi quotidiane manifestazioni di lavoratori delle aziende in enorme difficoltà. Eppure nulla si sta muovendo, se si eccettua la recente delega alle crisi siderurgiche affidata dal titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti alla viceministra pentastellata Alessandra Todde, che sul caso Piombino ha già lavorato da sottosegretaria del Mise nel secondo governo Conte.
Nell’agenda del ministro Giorgetti c’è il progetto di un piano nazionale del settore siderurgico, con l’obiettivo di salvaguardare le produzioni italiane e realizzare una filiera del comparto. Ma per arrivare all’obiettivo si prospettano tempi inconciliabili con la realtà delle Acciaierie, dove da tempo non si laminano più vergella e barre, e anche la produzione delle rotaie si è fermata. Un colpo da ko, visto che si fanno solo a Piombino, e che in ballo c’è una commessa con Rete ferroviaria italiana da circa 900 milioni di euro per una fornitura decennale. Una commessa che rischia di finire in archivio perché, da quando nel luglio 2018 la multinazionale dell’acciaio guidata dall’indiano Sajjan Jindal ha acquistato dal governo le Acciaierie in amministrazione straordinaria, gli impegni sottoscritti di riammodernare i tre laminatoi, specie quello dove si producono le pregiate rotaie da 108 metri, e realizzare un forno elettrico, sono finiti nel nulla. Un grande nulla.
Il piano industriale della Jindal South West era già stato bocciato dal secondo governo Conte, disposto a entrare nel capitale sociale tramite Invitalia ma solo a patto di dare il via agli investimenti più volte promessi. Di fronte poi all’ultima versione del piano, ad opera del vicepresidente esecutivo Marco Carrai, che in sostanza prevede che Jindal non tiri fuori un solo euro, chiedendo al tempo stesso allo Stato dai 238 ai 288 milioni, più altri cinque anni di cassa integrazione per gli addetti diretti dello stabilimento, più gli sconti sul costo dell’energia, anche il leghista Giorgetti ha riconosciuto che così non si può andare avanti.
Il sindaco piombinese Francesco Ferrari, di Fratelli d’Italia, è arrivato alle stesse conclusioni fatte negli anni scorsi da Rifondazione comunista, dall’Usb e dalle realtà di movimento della Val di Cornia, in testa Camping Cig: “La soluzione può arrivare solo da un intervento sistemico dello Stato, che tenga insieme rilancio della siderurgia come strumento strategico nazionale, potenziamento delle infrastrutture, e partenza definitiva delle opere di smantellamento e di bonifica”. Quei necessari interventi sulla gigantesca “cittadella dell’acciaio”, dove si sono accumulati da decenni gli scarti industriali delle produzioni, che già da soli assicurerebbero un impulso benefico all’occupazione, e alla tenuta economica e soprattutto sociale di una città in crisi nera da anni.
Anche il Pd, per bocca del segretario piombinese Simone De Rosas, non vede alternative: “L’ingresso dello Stato, necessario e urgente, deve essere accompagnato da un’idea chiara di sviluppo che mantenga la centralità della produzione e lavorazione dell’acciaio con modalità sostenibili per la città e per gli altri asset di sviluppo, turismo su tutti”. Ma intanto nulla si muove. E Francesca Re David, che guida la Fiom e nei giorni scorsi ha fatto visita al presidio dei lavoratori, ammonisce: “Giorgetti ci ha spiegato che il piano di Jindal non è ricevibile. Però ci deve anche dire che cosa vuol fare. E visto che ci sono ingenti risorse nel Recovery fund, è necessario un protagonismo della politica. Per ora totalmente assente”.

 


 
OTTO PUNTI PER LA RINASCITA DI PIOMBINO E DELLA VAL DI CORNIA
 

Piombino sta attraversando un periodo estremamente critico per l’intreccio tra crisi economica, siderurgica e pandemica, aggravate da fattori locali (monocultura siderurgica, presenza di vasti territori inquinati, strozzature infrastrutturali). Le risposte di oggi a questa crisi decideranno se ne usciremo con una rinascita o con un declino inesorabile che durerà decenni. Noi suggeriamo otto percorsi per la rinascita.

1) Necessità di mobilitazioni ampiamente unitarie per costringere il governo a sbloccare la situazione di stagnazione delle Acciaierie di Piombino con rischio di chiusura definitiva e danno enorme per tutta l’economia locale e Toscana.

2) ingresso forte e con ruolo guida dello Stato nel capitale sociale dell’ azienda, come già previsto a Taranto, con gli obiettivi di una nuova acciaieria eco-compatibile lontana dalla città, smantellamento degli impianti irrecuperabili, bonifiche dei territori, compatibilità con la diversificazione economica.

3) Interventi urgenti per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei cittadini.

4) Piano Siderurgico Nazionale con coordinamento pubblico dei piani di investimento almeno delle acciaierie di Taranto, Terni e Piombino.

5 ) Investimento forte dello Stato, con fondi nazionali ed europei (Recovery Fund) , per un complessivo Piano di Rinascita dell’ Area a Crisi Complessa e S.I.N. di Piombino : potenziamento delle infrastrutture ( strada 398 fino al Porto, ferrovia fino alle banchine, completamento degli investimenti sul porto); vera bonifica (non semplice tombatura) dei territori del S.I.N; diversificazione economica verso turismo, agricoltura di qualità, economia legata al mare, commercio e artigianato; potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche, a cominciare da punto nascita e cardiologia; no a Piombino polo dei rifiuti provenienti da tutta l’Italia.

6) Politica della occupazione : no ai due tempi (“prima la siderurgia, poi il resto”) . Il Piano di Rinascita deve scaturire dalla partecipazione attiva della Città e deve coordinare i problemi impiantistici, topografici, urbanistici, occupazionali che pone la siderurgia con le necessità della diversificazione economica. Il bilancio occupazionale complessivo, a regime, deve essere positivo rispetto alla situazione attuale, con prospettive per i giovani e sostenibile nel lungo periodo.

7) Gli ammortizzatori sociali devono coprire tutto il periodo necessario alla realizzazione dei nuovi investimenti.

I sostegni alle piccole imprese colpite dai provvedimenti antipandemici devono essere tempestivi ed adeguati per la sopravvivenza autonoma delle aziende.

😎 Occorre intraprendere un percorso di confronti e iniziative che sfocino in una:

manifestazione comprensoriale per il risanamento e nuovo sviluppo

di Piombino e della Val di Cornia

Vieni a discuterne con noi! Saremo in presidio presso

p.zza Cappelletti, il giorno 24/4/2021, dalle ore 10 alle ore 19:00

Promuovono: Art.1 Camping C.I.G.- Riconquistiamo tutto,opposiz. CGIL- Slai Cobas – USB

Partecipano e aderiscono: UGL , UGLM, altri (elenco aperto in completamento )

Piombino 20/04/2021 cicloprop

 

 

A Taranto, con il licenziamento dell’operaio Riccardo Cristello perché avrebbe usato espressioni “eccedenti il diritto di critica e lesive per l’immagine e per la reputazione dell’azienda”, Arcelor-Mittal ha provato a “colpirne uno per educarne cento”, ha stretto il bavaglio con cui i padroni cercano di ricattarci con lo spauracchio di mettere in contrapposizione difesa del lavoro contro la difesa dell’ambiente. Non solo a Taranto, ma anche a Piombino e altrove , i grandi padroni nostrani e le multinazionali, hanno promesso lavoro e salute ma in realtà hanno dato devastazione dell’ambiente, cassa integrazione, precariato e licenziamenti. Ad una situazione già drammatica dal punto di vista ambientale e del lavoro, si aggiunge il ricatto contro gli operai che denunciano una situazione di emergenza, applicando una legge (l’obbligo di fedeltà aziendale) che va abolita perché utile solo a proteggere la speculazione e il potere dei padroni contro la classe operaia e le masse popolari.

Gli operai in cassa integrazione della acciaieria di Piombino (ex Lucchini, oggi Jindal South West) , organizzati nel Coordinamento Art 1 Camping CIG , sono al fianco di tutti i lavoratori che lottano per la libertà di espressione e per la sicurezza in fabbrica e nel territorio e esprimono la loro solidarietà attiva per tutte le iniziative che verranno organizzate per il reintegro di Riccardo Cristello. Solo con l’unità tra lavoratori siderurgici e tra lavoratori e cittadini si vincerà la battaglia per la difesa dell’occupazione, della sicurezza sul lavoro e della tutela dell’ ambiente.

Coordinamento Art. 1 Camping CIG - Piombino

Piombino 17 aprile 2021

 

 

Qui News Val di Cornia
12 aprile 2021

 


 

Piombino 24/03/2021

Per quanto riguarda Piombino, il sistema che fa capo a Jindal mostra sempre più la corda. Tmp e Tve sono fermi e non risulta la data di ripartenza; il Tpp lavora a singhiozzo. In questi giorni, decine di donne addette a mensa e pulizie, spesso monoreddito con paghe bassissime, hanno rischiato di ritrovarsi disoccupate; ma l'indotto non è un settore di serie B, non deve continuare a perdere pezzi, al contrario qualunque accordo deve prevedere pari diritti per tutti, dipendenti diretti e indiretti dello stabilimento . La nave "Valerio", proveniente dal porto Jindal di Chennai in India, presenta gravi rischi per gli operai di Piombino Logistics addetti alle operazioni di scarico, come ha segnalato alla stampa la loro Rsu. A questi lavoratori e lavoratrici va la solidarietà attiva del Camping CIG, pronto come sempre ha fatto a mobilitarsi al loro fianco. La solidarietà è uno strumento potente nelle nostre mani per cambiare le cose: usiamolo, perché chi tocca uno, tocca tutti!

 

Coordinamento Art.1-Camping CIG

 


Piombino. La lotta è di tutti… ma proprio tutti!

Sul comunicato di FIM FIOM UILM di Piombino

23 marzo 2021

In tanti anni, confessiamo, a noi non era mai capitato di vedere un presidio sindacale, in cui chi organizza invita i lavoratori che la pensano diversamente a non partecipare. Davvero, ci sforziamo, ma non ci viene in mente.

Il caso specifico è Piombino, vertenza difficilissima legata all’acciaieria, dove Fim Fiom Uilm chiamano giustamente a un presidio, scrivendo alla fine di un lungo comunicato sul merito della vertenza che: «Non ci interessa la solidarietà di chi lancia in questa emergenza proclami divisivi solo per una tessera sindacale e nemmeno di chi ha come obiettivo solo improbabili buon uscite ed utopistiche nazionalizzazioni, a costoro diciamo di continuare pure ad organizzarsi le proprie iniziative».

Pensiamo che siano parole assurde, che non appartengono alla cultura della nostra organizzazione. Invitiamo a ripensarle e riformularle, perché siamo convinti che, nonostante la pochezza di queste parole, questa lotta va sostenuta e ha bisogno dell’appoggio di tutti.

Tanto più in una vertenza così complicata, dopo anni di promesse non mantenute, illusioni e prese in giro, non crediamo che ci sia una organizzazione in grado di dire: fate fare a me, non venite nemmeno a dare solidarietà o a impicciarvi, perché basto io a risolvere i problemi. Viceversa, è proprio necessario tenere insieme il più possibile i lavoratori (stremati da anni di cassa integrazione) e l’intero territorio, il cui futuro dipende in larga parte da come finirà questa vertenza.

Ci auguriamo che il comunicato venga riformulato o, viceversa, che nessuno ascolti il «tu sì, tu no» di Fim Fiom Uilm territoriali e tutti diano il massimo sostegno alla vertenza. Ognuno con le proprie idee, come è normale che sia quando si vuole rappresentare i lavoratori.

Il sindacato, in particolare la Fiom, ha da sempre avuto l’ambizione di rappresentare, attraverso la partecipazione, l’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici. Non a caso vige e si rivendica l’erga omnes (cioè la validità per tutti dei contratti firmati). Solo accogliendo e organizzando tutti, anche e soprattutto chi può dissentire, nei modo democratici che tutti conosciamo, quella ambizione si pratica e si rafforza. Altre scelte odorano francamente di debolezza.

https://sindacatounaltracosa.org/2021/03/23/piombino-la-lotta-e-di-tutti-ma-proprio-tutti/

 


 

Piombino 22/03/2021

Il lavoro è un diritto. Le bonifiche sono una fonte di lavoro! Le bonifiche non servono solo a rimediare alle offese che abbiamo arrecato alla zona in cui viviamo, provocando danni all'ambiente, alla salute dei cittadini e dei lavoratori, ed ostacolando lo sviluppo economico. Le bonifiche sono fonte di lavoro diretto e indiretto. La bonifica del SIN di Piombino darà lavoro a lungo; in essa saranno si impiegate ditte specializzate ma nelle gare di appalto è possibile pretendere che parte dei lavoratori siano attinti tra i disoccupati e cassaintegrati locali che hanno già professionalità tali da permetterne l'impiego immediato oppure formati con corsi professionali specifici. Inoltre lavori secondari possono essere affidati a ditte locali. Per altro verso le bonifiche, restituendo il terreno e le aree oggi inquinate ad attività produttive, creeranno indirettamente nuovi posti di lavoro. E' facile capire allora che bonifiche e programmazione territoriale, iniziative politiche e lotte siano strettamente collegate. Centrale diviene il ruolo della politica. Facciamo un esempio, vicino al porto sono presenti 36 ettari che per anni, dopo essere stati ricoperti dalle acciaierie con scarti siderurgici (loppa, scaglie di laminazione, ecc.), sono da poco tornati al Demanio. Quella è un'area da bonificare ma non è accettabile che sia semplicemente messa in sicurezza ricoprendo i cumuli ed impedendo che le piogge, penetrandovi, portino nella falda sottostante gli inquinanti (tombatura). Eppure viene sostenuta tale soluzione (Invitalia), in quanto più economica . No! I cittadini, i lavoratori di Piombino, i giovani devono avere un futuro lavorativo, possibile solo se verranno attuate vere bonifiche che restituiscano tali aree ad un uso produttivo. I cumuli vanno tolti (non messi in discarica: soluzione assurda ed economicamente più costosa) perché per la maggior parte sono costituiti da materiali riciclabili, ad esempio per sottofondi stradali. Sulle aree disinquinate potranno sorgere cantieri di rimessaggio e costruzioni navali, ecc. Le aree industriali vicino al mare ed al porto sono preziose!

Centrale diviene il ruolo di della politica, locale e dello Stato, per iniziare finalmente la bonifica del SIN di Piombino: quasi 900 ettari di prezioso terreno industriale. La maggior parte del SIN è occupata dalle acciaierie ed è indispensabile avere un confronto con tale realtà. Ma quale rapporto i cittadini, i lavoratori, la politica devono avere con la proprietà dello stabilimento? Non è ancora chiaro che la ricerca del profitto per l'imprenditore non sempre si traduce in vantaggi per il territorio e per gli stessi dipendenti delle acciaierie? Non basta la ventilata ipotesi di spostare in India parte degli impianti più produttivi? Non basta la pretesa di finanziamenti statali senza volere dare in cambio nessuna garanzia per un reale sviluppo aziendale e garanzie per l'occupazione? Lo Stato deve assicurare il processo di re-industrializzazione e le indispensabili bonifiche che lo rendono possibile! Non possiamo accettare, come successo fino ad oggi, che impianti fatiscenti e pericolosi come la cokeria siano abbandonati a se stessi. Non possiamo accettare che per la maggior parte dei territori di proprietà delle acciaierie o in concessione, risultino non necessarie operazioni di bonifica, semplicemente perché vi si interdice il transito! In questo modo tutto resta bloccato! Vogliamo vere bonifiche che restituiscono i terreni ad un loro uso vantaggioso per il territorio creando nuova e qualificata occupazione; vogliamo vere bonifiche che tutelino anche le falde ed il mare (altra preziosa fonte di lavoro). Il rapporto con le acciaierie oggi non può più continuare ad essere di completa sudditanza. Se vogliamo tutelare l'occupazione e creare un futuro per i giovani dobbiamo pretendere la rinascita di uno stabilimento moderno, ecocompatibile, dislocato lontano dalla città, logisticamente più compatto perché risulti finalmente produttivo. Infine le aree non più utilizzate dallo stabilimento devono essere disponibili per altre piccole e medie imprese o restituite alla città per uso pubblico. Tutto ciò non sarà possibile se affideremo passivamente il nostro destino alle multinazionali di turno; se i cittadini , i lavoratori e giovani non torneranno ad essere soggetti attivi capaci di spingere e orientare politici e amministratori verso le scelte necessarie ora, subito, per determinare il modello di sviluppo dei prossimi 50 anni, basandolo sulle nostre ricchezze ambientali, culturali, storiche, professionali e impiantistiche. Se non lo faremo, decreteremo la nostra fine. Per il futuro dei giovani mobilitiamoci per le bonifiche.

Coordinamento art.1 – Camping CIG

 

Piombino 19/03/2021

I sindacati maggioritari, come già il Sindaco di Piombino, hanno ora a disposizione il cosiddetto piano industriale JSW, intitolato "rapporto preliminare del piano industriale", ma non lo commentano in modo esteso. Atteso e annunciato da mesi e mesi, tale scritto arriva oggi a deludere chi ancora si aspettava proposte concrete ed accettabili. Il Camping CIG chiede innanzi tutto che tale documento nella sua interezza sia reso pubblico subito dal Sindaco e dalle OO SS, per i lavoratori e la cittadinanza, i quali ne sono i principali destinatari e hanno il diritto/dovere di esprimersi democraticamente nel merito. In particolare, le OO. SS. devono discutere con i lavoratori per ottenerne il mandato nel merito di che cosa si chiede al Governo, prima dell'incontro al Mise, non ancora calendarizzato.

L'ultimo incontro tra sindacati e azienda ha certificato solo due cose: a) si sono persi altri due mesi di tempo di vana e penosa attesa; b) sono arrivate le solite promesse: "ma quale forno da 700 mila t.? vi daremo un forno da 1 milione e 200 mila t.". Si dice che Gsi non si vende; ma viene smentita la possibile delocalizzazione in India? E la parte extrasiderurgica, che secondo Carrai dovrebbe assorbire circa la metà degli