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Bonifiche Val Di Cornia.

 

   


PIOMBINO: LA POPOLAZIONE CHIEDE TRASPARENZA SULLE BONIFICHE DEL SIN

http://www.corriereetrusco.it/2018/01/12/piombino-la-popolazione-chiede-trasparenza-sulle-bonifiche-del-sin/

 


15 gennaio, ore 10.30 presidio davanti al municipio di Piombino. Bonifiche, acciaio pulito, diversificazione: “o va avanti tutto insieme, oppure frana tutto”

http://www.pisorno.it/15-gennaio-ore-10-30-presidio-davanti-al-municipio-di-piombino-bonifiche-acciaio-pulito-diversificazione-o-va-avanti-tutto-insieme-oppure-frana-tutto/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 

 


 



25 ott, 2017
-Il Tirreno - PIOMBINO- «Aferpi giù a pezzi, c'è il rischio amianto»

La questione delle demolizioni mai avviate rappresenta un altro dei problemi dello stabilimento Aferpi, stavolta di tipo ambientale: Legambiente infatti si dice preoccupata «da capannoni con lamiere arrugginite, una gru su via Portovecchio ferma da dieci anni, ma soprattutto gli impianti imbottiti di amianto friabile che a ogni alito di vento possono portare dentro la fabbrica, dove alcuni operai continuano a lavorare, e in città, fibre di questo pericolosissimo inquinante».

In particolare c'è un problema di stabilità della vecchia cokeria 27 forni, ferma da anni, puntellata di recente per evitare che si inclinasse ancor più pericolosamente. Lì in particolare c'è il timore che «questi impianti che contengono amianto in molteplici forme - - sostiene Legambiente - possano rompersi, fessurarsi, addirittura crollare.

E allora sarebbe un disastro ambientale ed economico, perché lo smantellamento e la bonifica di un impianto che sta ancora in piedi ha un costo notevole ma quello di uno crollato è dieci volte tanto».Il tema dunque è quello del degrado impiantistico, «con lo spolveramento di tutti quei componenti coibentati - spiega ancora Legambiente - utilizzando amianto nella pericolosissima forma friabile», ma preoccupa anche «la presenza di cemento-amianto, reso ugualmente pericoloso dal degrado o dal mancato trattamento.

Il peggioramento della stabilità di alcuni manufatti potrebbe causarne il crollo con conseguenze gravissime: nuvole di polvere di amianto potrebbero invadere la città». L'amianto friabile, materiale termoisolante e antincendio, è stato infatti spruzzato per rivestimenti, utilizzato in pannelli termoisolanti, in rivestimenti inferiori di pavimenti, per isolamento di tubi, per pannelli antincendio, in apparecchi e vecchi quadri elettrici.

Legambiente dice anche di aver segnalato «da più di due mesi all'amministrazione comunale il problema, e ci è stato riferito di riunioni fra varie istituzioni, fra cui la Regione, lettere di richiesta informazioni ad Aferpi, ma non abbiamo notizie di ispezioni da parte di tecnici di strutture pubbliche per verificare lo stato di sicurezza e di inquinamento».Secondo i piani di Aferpi lo smantellamento delle batterie 27 e 43 forni della cokeria avrebbe dovuto iniziare ad aprile e concludersi a ottobre del 2016. Un piano di demolizioni che la crisi complessiva del progetto algerino ha di fatto cancellato.

Legambiente chiede dunque risposte e un impegno delle istituzioni «a ricercare finanziamenti per gli smantellamenti e la bonifica degli impianti. Ormai si è capito che Aferpi o altri privati non intendono muoversi per smantellare e bonificare gli impianti, solo per la cokeria occorrono decine di milioni».

 


Dibattito sulle bonifiche non fatte e su quelle da fare

https://www.stileliberonews.org/dibattito-sulle-bonifiche-non-fatte-quelle/

 

                                                        

 

 

COMUNICATO STAMPA
Un fantasma si aggira per l’Apea (l’Area produttiva ecologicamente attrezzata di Colmata gestita dalla cooperativa sociale onlus “La Contadina Toscana”). E’ il fantasma di Creo. Creo è un’azienda che ha presentato ai comuni di Capannori e Piombino progetti per produrre lignite (carbone) da rifiuti organici. Capannori ha detto di no. La Giunta comunale di Piombino fin dal Giugno 2016 gli ha addirittura preassegnato un lotto di terreno in tale Area. A nostra conoscenza, impianti simili esistono solo in Spagna, vicino a Valencia , con 2 sezioni poste lontano dall’abitato. A Piombino sarebbero 10 sezioni, non distanti da un’area abitata da numerose famiglie (e dall’approdo di Terre rosse), nella zona dove già insiste la discarica di Rimateria, fonte di numerosi disagi. L'impianto spagnolo ha trattato fino ad oggi solo rifiuti biodegradabili di origine vegetale. A Piombino i rifiuti ammessi sono venti ed appartengono a diverse categorie. Dal Registro Imprese - Archivio ufficiale della CCIAA di Milano, risulta che il capitale sociale effettivamente depositato da Creo in data 29/06/2015 è di 2500 euro, a fronte di un investimento previsto di oltre venti milioni. Il piano industriale per essere economicamente sostenibile prevede di carbonizzare non meno di 60.000 tonnellate/anno: una quantità difficilmente reperibile, utilizzando per giunta rifiuti organici di tipologie assai eterogenee e quindi meno controllabili nel corso del processo di carbonizzazione, allo scopo di produrre circa 16.000 ton/anno di lignite di qualità mediocre. Resta poi il problema del sottoprodotto da smaltire, con il relativo costo e impatto ambientale. Creo evidentemente intende realizzare profitti principalmente grazie ai rifiuti che lì verrebbero conferiti: più ne arrivano, più si guadagna. Invece, dai rifiuti organici è più razionale produrre compost per l'agricoltura. Un progetto debolissimo e contraddittorio, dunque, a proposito del quale sono state presentate in Regione alcune osservazioni fortemente critiche (V. ALLEGATO). Per tali motivi ed altri ancora, il Comune e Legambiente di Capannori hanno respinto il progetto CREO. Un progetto che – se mai dovesse decollare qui - non potrà evidentemente garantire posti di lavoro dignitosi giacché, a nostro avviso, appare economicamente ed ecologicamente non sostenibile. Esso ci sembra richiamare piuttosto lo stile “prendi i soldi e scappa”: chi non ricorda la vicenda One Comm? CREO ha richiesto finanziamenti per circa 17 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico. In ogni caso, non sarà affastellando tutto e il contrario di tutto che si risolleveranno le sorti dell’economia, dell’occupazione e della qualità sociale e ambientale della Valdicornia. E, proprio a proposito di qualità ambientale e sociale, nel corso dei lavori del Consiglio comunale del 23 maggio finalmente anche il Sindaco Giuliani riconosce che le vitali bonifiche del Sito di interesse nazionale (Sin) di Piombino non hanno fatto passi avanti. Egli, a quanto pare, chiede (forse autocandidandosi) che venga nominato un commissario locale. La cosa merita una riflessione. Come non ricordare infatti che è stata proprio l'amministrazione comunale a farsi commissariare, dichiarandosi incapace di portare avanti la bonifica di Poggio ai Venti ( di competenza comunale) e delegando tale compito a Enrico Rossi, Commissario Straordinario dell'area di crisi industriale complessa di Piombino? Questi successivamente ha affidato tale compito all'Autorità Portuale. Come non ricordare poi la mancata bonifica di Città Futura, da anni in capo al Comune? L'amministrazione comunale dunque non ha certo brillato sul terreno delle bonifiche, le quali sono una priorità assoluta, sia sotto il profilo dell’occupazione, sia sotto quello ambientale. Proprio come nella vicenda CREO, si procede in modo approssimativo. Una strategia coordinata a livello istituzionale in materia di bonifiche: questo è invece l’impegno necessario; una regia locale serve se inserita in questa precisa assunzione di responsabilità.

Associazioni Lavoro salute dignità; Restiamo umani; Paolo Francini, Claudio Gentili e Francesco Pappalardo del Coordinamento Art. 1-Camping CIG

OSSERVAZIONI_VIA_2017.pdf


   
   

 

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