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Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent'anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare". Vittorio Arrigoni: un vincitore.“

RESTIAMO UMANI

 

 

http://www.distribuzionidalbasso.com/restiamo-umani-the-reading-movie/

 


 

Gente della città del ferro di Pino Bertelli

Grazie a Pino Bertelli e a tutti coloro che sono intervenuti all'inaugurazione di "Ferro, Fuoco, Terra! 50 anni di lavoro in Maremma". Condividiamo qui il video racconto che abbiamo proiettato per l'inaugurazione che raccoglie le foto scattate da Pino agli operai della Lucchini di Piombino.

 

https://www.facebook.com/magmafollonica/photos/gm.1805449903112951/1265999550102917/?type=3&theater

 

Immagini di classe operaia. Dalla fierezza del lavoro in fabbrica alle lotte in difesa dei loro diritti.
"Il diritto della forza va combattuto con la forza del diritto"
(Don Andrea Gallo).

 

https://www.youtube.com/watch?v=DPttxrj-pHQ

 

 


 

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI "SEMI DI PACE"
 
 È giunto alla XIX edizione “Semi di pace”, lo storico progetto promosso dalla rivista Confronti grazie al contributo 8 per mille della Chiesa valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi, per dare voce a israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace. Il progetto si propone di mostrare la complessità della situazione in Medio Oriente.
 
Dal 20 al 25 febbraio 2017, una delegazione composta da operatori che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi sarà in Italia per condividere con il pubblico le proprie esperienze nell’impegno a favore della pace nonché le molteplici analisi sul conflitto.
La delegazione sarà composta da:
Najwa S. I. Saadeh e Shulamit Tamara Rabinowitz dell’associazione Parents’ Circle, composta da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto;
Orna Akad, israeliana, e Shatha Bannoura, palestinese, rappresentanti rispettivamente di Sindyanna of Galilee e del Bethlehem Fair Trade Artisans, organizzazioni dedite allo sviluppo sostenibile e alla promozione di azioni di commercio “equo e solidale” con particolare attenzione ai diritti soprattutto delle donne e ad uno spirito di cooperazione.
 
La conferenza stampa di presentazione è prevista per martedì 21 febbraio alle 11,30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, introduce l’on. Khalid Chaouki e modera Claudio Paravati, direttore di Confronti. Sarà possibile, inoltre, conoscere e porre domande alla delegazione. 
 
È gradita la conferma della partecipazione: info@confronti.net
 Obbligo di giacca per gli uomini.
Per ulteriori informazioni e interviste: programmi@confronti.net
***
La XIX edizione di “Semi di pace”, che si svolgerà dal 20 al 25 febbraio 2017, vedrà il coinvolgimento delle seguenti organizzazioni:
Parents Circle - Families Forum (PCFF) è un’organizzazione pacifista composta esclusivamente da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto. Sono anche famiglie che non hanno voluto reagire al trauma del lutto con la volontà di vendetta e di odio, ma hanno preferito ricercare il dialogo e la riconciliazione con l’altro, per arrestare lo spargimento di sangue e operare a favore della pace.
Parents Circle è nata nel 1995, per iniziativa di Yitzhak Frankenthal, il cui figlio Arik era stato rapito e ucciso da affiliati ad Hamas l’anno precedente. Oggi ne fanno parte seicento famiglie israeliane e palestinesi che conducono un’azione comune per la costruzione della pace. Molte le attività promosse dall’associazione: incontri di dialogo per giovani delle due comunità, meeting pubblici tra le famiglie delle vittime, azioni di solidarietà e programmi educativi con il coinvolgimento delle due parti, sito internet in versione araba ed ebraica. La comunità di Facebook “Crack in the wall”, che conta oltre 28.000 membri, agisce per creare una crepa nel muro, impegnando palestinesi e israeliani nel dialogo e fornendo una piattaforma per esprimersi nella propria lingua, poi tradotta all’altro.
Per maggiori informazioni: www.theparentscircle.com
 
Sindyanna of Galilee. C’è un posto nel cuore della Galilea, nel villaggio di Kafar Kanna (Cana), dove le donne ebree e arabe lavorano nell’uguaglianza e nel rispetto reciproco: l’azienda Sindyanna of Galilee e il Centro visitatori per il commercio equo solidale. Sindyanna of Galilee è un’organizzazione non-profit legalmente riconosciuta fondata nel 1996. Guidata da donne, promuove la cooperazione arabo-ebraica e sostiene un giusto ritorno per gli agricoltori arabi, offre posti di lavoro alle donne arabe e tiene corsi di artigianato tradizionale allo scopo di incrementare il loro reddito.
Sindyanna integra pratiche commerciali moderne con le tradizioni ed i mestieri della Galilea: negli ultimi sei anni il loro olio di oliva ha riscosso consensi nazionali e internazionali. Sindyanna è l’unico produttore certificato in Israele e dal 2003 è membro dell’Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale (WFTO).
Il Centro Visitatori di Kafar Kanna accoglie turisti e serve come luogo di incontro tra ebrei e arabi. I suoi spazi sono adibiti a una vasta gamma di attività e possono ospitare fino a 50 persone. Il Centro Visitatori comprende uno studio dove le donne arabe provenienti da Cana e dai villaggi vicini imparano a lavorare il vimini, intrecciano sia in stile tradizionale che moderno, con foglie di palma, rami di ulivo e di salice. Il loro studio è diventato un luogo dove le donne arabe ed ebree creano insieme.
Per maggiori informazioni: www.sindyanna.com
 
Bethlehem Fair Trade Artisans (Bfta) è un'organizzazione che molto ha in comune con "Syndianna of Galilee". Entrambe le organizzazioni collaborano allo scopo di valorizzare le risorse umane (femminili e non solo) e territoriali (legno di Betlemme e olive della Galilea) locali, ma anche per favorire il dialogo e la conoscenza reciproca. Fra le attività più importanti del BFTA ci sono la formazione a donne e categorie svantaggiate, sostegno nelle vendite, creazione di reti, ma soprattutto un impegno nella costruzione di un nuovo paradigma, la pace, a partire dal lavoro, dalla creazione di opportunità economiche reali.
Per maggiori informazioni: http://www.bethlehemfairtrade.org/
 
 
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http://www.riforma.it/it/articolo/2017/02/21/semi-di-pace-presentato-alla-camera

http://www.pisorno.it/semi-di-pace-con-orna-akad-israeliana-e-shatha-bannoura-palestinese-a-piombino-presso-il-centro-giovani-il-25-febbraio/

http://www.nev.it/nev/2017/02/21/i-volti-di-semi-di-pace/

 

 

http://www.letrusco.it/al-centro-giovani-un-incontro/

 


 

Per il Laboratorio scolastico “TESTIMONI” (Scuole medie I° e II° Grado “A. Guardi” - “ISIS Carducci, Volta, Pacinotti”) sul tema della “Nonviolenza”, è stata invitata a Piombino la madre di Vittorio Arrigoni il giornalista, scrittore, attivista italiano rapito ed ucciso nell'aprile 2011 nella Striscia di Gaza. E' stato così possibile organizzare anche l'evento seguente:

Mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 21 al Centro Giovani di Piombino

incontro pubblico con Egidia Beretta Arrigoni madre di Vittorio.

 In Perù, Europa dell’Est, Africa, l’attivista italiano ha portato il suo contributo ovunque ve ne fosse bisogno. Quando andò in Congo nel 2006, come osservatore dell’Onu, alla madre disse: “Vorrei far vedere agli africani che c’è anche un Occidente amico e non solo quello neocolonialista e sfruttatore”.

In Palestina, invece, arrivò la prima volta nel 2002. Proprio quell’anno avvenne la sua iniziazione come scudo umano davanti a una scuola piena di bambini assediata dai carri armati israeliani. Da quel momento Vittorio affrontò molti rischi per aiutare la gente del posto e raccontare ciò che vedeva: i bombardamenti, la morte di ragazzini inermi, il dolore negli ospedali, le abitazioni distrutte.


Opera sempre per la pace, anche quando vien voglia di rispondere occhio per occhio alle offese. "Ma, come diceva il Mahatma Gandhi, a furia di dire occhio per occhio, resteremo tutti ciechi”, gli scrisse Egidia il 20 aprile del 2004.

Nonostante avesse visto tanta violenza e tante atrocità, la sua passione per la pace nella giustizia e per i diritti umani lo riportava sempre lì.


Con il patrocinio del Comune di Piombino, organizzano l'incontro dell'8 febbraio l'Arci, Samarcanda, il Centro Giò "Fabrizio De André" e Restiamo umani.

http://www.letrusco.it/incontro-al-centro-giovani-di-piombino-sul-tema-della-non-violenza/

http://www.pisorno.it/i-sogni-di-vik-lattivista-pacifista-ucciso-a-gaza-nel-2011-mercoledi-a-piombino/

http://www.pisorno.it/il-diario-piombinese-dellincontro-con-egidia-beretta-arrigoni-la-madre-di-vik/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 

 

 

 

 

Registrazioni Audio:

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http://www.adista.it/articolo/57005?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 


EDIZIONE DEL PREMIO WALTER PANERINI DI LETTERATURA

http://www.corriereetrusco.it/2017/01/05/1-edizione-del-premio-walter-panerini-di-letteratura/

 


Così cresce la fila per chiedere di tutto

Non c’è fine alla crisi e aumenta il numero delle famiglie in difficoltà. Ridi (Caritas): «Volontari ad arginare la povertà»

 

http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2016/12/13/news/cosi-cresce-la-fila-per-chiedere-di-tutto-1.14556865?ref=hftipeea-1

 


Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/11/22/renzi-piombino-monta-la-protesta-dei-lavoratori-ex-lucchini/
Copyright © gonews.it
Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

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Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

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Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

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Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

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Copyright © gonews.it

Renzi a Piombino, fuori monta la protesta dei lavoratori ex Lucchini

http://www.gonews.it/2016/11/22/renzi-piombino-monta-la-protesta-dei-lavoratori-ex-lucchini/

 


 

Appello internazionale urgente contro l’invasione in Rojava

http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=24808


 


Le cattive ragazze dicono no alla violenza maschile sulle donne.
26 Novembre 2016 Manifestazione Nazionale, ore 14:00, Piazza della Repubblica, Roma. NON UNA DI MENO.


https://youtu.be/YGUlY0sXJ-U

“Non una di meno”: una grande manifestazione per dire no alla violenza contro le donne

A Roma il 26 e 27 novembre si chiede al governo di intervenire con risposte concrete

 


LETTERA APERTA

 
Al Presidente della Comunità Senegalese Val di Cornia sig. Djili Diop e, p. c., alla Stampa Caro Presidente, abbiamo ricevuto tramite facebook l'invito – rivolto giustamente a tutta la cittadinanza - a partecipare alla celebrazione del Magal 2016, in programma il 19 novembre: ringraziamo di cuore la Comunità Senegalese, alcuni di noi saranno sicuramente presenti. Desideriamo esprimere la vicinanza del Coordinamento Art. 1-Camping CIG alla bella iniziativa della Comunità senegalese, la quale si ripete da anni e rappresenta un momento importante non solo per i fedeli islamici, ma anche per tutte le donne e gli uomini della Val di Cornia che credono nella pace che è inseparabile dalla giustizia; nella solidarietà; nella laicità e nel dialogo interreligioso: forti di questi valori, insieme cancelleremo la guerra fra i poveri, che viene malignamente propagandata per dividerci e sfruttarci; tutte le guerre e i terrorismi, nel nome della comune umanità! Vi saremo grati se vorrete dare lettura di questo messaggio nel corso della giornata del 19 novembre.

Un saluto fraterno.

per il Coordinamento Art. 1 - Camping CIG

Paolo Francini

 

http://www.pisorno.it/magal-2016-festa-senegalese-a-piombino-il-19-novembre-molte-le-adesioni/

 

 



http://www.riforma.it/it/articolo/2016/11/11/nessuna-invasione-islamica

 

 


Se questo è un operaio
- Moni Ovadia, 07.09.2016
Pomigliano. Il dramma dimenticato dei lavoratori licenziati da Marchionne dopo le proteste per le condizioni di lavoro in fabbrica
La vicenda dei lavoratori della Fca (già Fiat) di Pomigliano-Nola che si sono suicidati o hanno commesso gesti estremi a causa del perdurare di condizioni di lavoro insostenibili sul piano materiale e psicologico è nota ai lettori di questo giornale, così come è conosciuto «l’happening» che ha messo in scena la rappresentazione del suicidio dell’Ad Sergio Marchionne per «estremo rimorso», azione di provocazione e di satira atta ad evocare i gesti disperati dei compagni di lavoro. Questa rappresentazione ha dato il motivo all’azienda di licenziare gli operai che hanno inscenato il suicidio in effigie di Sergio Marchionne.
I lavoratori licenziati si sono rivolti al tribunale del lavoro per per fare revocare il provvedimento che a mio parere ha tutti i tratti della rappresaglia. Il tribunale del lavoro, sia in primo grado che nel ricorso di competenza, ha dato ragione all’Azienda con questa fattispecie di motivazione: «un intollerabile incitamento alla violenza ()una palese violazione dei più elementari doveri discendenti dal rapporto di lavoro gravissimo nocumento morale all’azienda e al suo vertice societario, da ledere irreversibilmente (sic!) il vincolo di fiducia sotteso al rapporto di lavoro».
In seguito, nel riesame del ricorso, il tribunale di Nola ha confermato il primo giudizio. In questa motivazione si legge che le manifestazioni messe in atto: «hanno travalicato i limiti del diritto di critica e si sono tradotte in azioni recanti un grave pregiudizio all’onore e alla reputazione della società resistente, arrecando alla stessa, in ragione della diffusione mediatica che esse hanno ricevuto, anche un grave nocumento all’immagine».
Ritengo che queste parole – dato che le sentenze non si discutono – meritino unanalisi spassionata per trarne un ammaestramento non solo sullo specifico dell’accaduto ma anche di carattere generale e persino universale. L’azienda ritiene che l’azione drammatica della messa in scena di un suicidio in effigie rechi nocumento all’immagine, pregiudizio all’onore, alla reputazione e nuovamente nocumento morale.
Il suicidio reale, carnale, tragico e «violento» di tre esseri umani invece non recherebbe, a quanto pare, danno di sorta al buon nome dell’azienda. Forse i vertici ritengono essere quei suicidi indipendenti dalle condizioni lavoro, dalla cassa integrazione, dallo stillicidio dell’erosione continua dei diritti sociali, dal peggioramento inarrestabile delle prospettive di vita, forse si tratta di un’epidemia suicidaria dovuta all’insostenibile pressione del benessere come in Svezia, visto che il numero di suicidi nel reparto di Nola di quella leggendaria azienda ex vanto dell’italico genio ex italico, pare essere di cento volte superiore alla media nazionale.
Il capo della Fca, imprenditore, pare non cogliere il senso di un suicidio reale quando è causato da disperanti e umilianti condizioni di vita. Mi permetto di suggerirgliene uno servendomi del linguaggio usato da un suo collega meno fortunato di lui che si è tolto la vita a seguito dei morsi della crisi che lo ha rovinato. Ai familiari ha lasciato uno scritto lapidario per spiegare le ragioni del suo gesto: la dignità è più importante della vita!. Dovrebbe essere semplice da capire, la vita senza dignità cessa di essere tale per diventare sopravvivenza.
Da noi in Italia non c’è stato un dibattito serrato, profondo e diffuso sul concetto di dignità come è accaduto invece in Germania a partire dalla redazione della Costituzione pensata e ratificata
all’indomani della micidiale esperienza nazista. Il primo articolo di quella carta recita: «Die Würde des Menschen ist unantastbar. Sie zu achten und zu schützen ist Verpflichtung aller staatlichen Gewalt». (La dignità umana è intangibile. Rispettarla e proteggerla è obbligo di ogni potere statale). Ecco quale è il primo è fondante merito della giustizia sociale come del resto proclama anche il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
L’attacco portato allo statuto dei lavoratori è un attacco all’idea stessa di dignità del lavoratore nel lavoro e nella vita. È da qui che è necessario ripartire chiedendoci «se questo è un operaio», che è privato dei diritti, che vive sotto ricatto, a cui non è concesso di progettare la propria esistenza e di costruire un futuro migliore per i propri figli, che non può neppure protestare con il legittimo linguaggio della provocazione concesso ad ogni disegnatore satirico, a cui per non perdere il posto si chiede di accettare la condanna alla disperazione senza alzare la testa, come l’ultimo dei servi.
© 2016 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE


L’omicidio di Ahmed e il precedente del dirigente che “incita” (video)

http://contropiano.org/news/politica-news/2016/09/16/lomicidio-ahmed-video-083545

 


 

Necessario uno sciopero generale della Val di Cornia

 

                              

 

Manifestazione a Piombino e riunione sindacale, Aferpi e Logistics, a porte chiuse. Il 16 febbraio Cabina di regia accordo di programma

http://www.pisorno.it/manifestazione-a-piombino-e-riunione-sindacale-aferpi-e-logistics-a-porte-chiuse-il-16-febbraio-cabina-di-regia-accordo-di-programma/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 

 

                               

 

Riformulazione di un nuovo modello Piombino

 

http://www.letrusco.it/riformulazione-di-un-nuovo-modello-piombino/

 

                                

 

 

COMUNICATO STAMPA

31 gennaio 2017

 

A tre giorni dallo sciopero organizzato da sindacati e RSU, senza pudore la  dirigenza locale di  Aferpi comunica  alle RSU che nel mese di febbraio la produzione sarà ferma ,   non sono previste navi per approvvigionamenti e/o spedizioni, tranne qualche giornata al TPP: 
A questa comunicazione allarmante le RSU si sono limitati ad esprimere preoccupazione, con uno scarno comunicato, senza controbattere, ma la cosa più grave senza una immediata analisi con la stessa azienda del reale rischio del non mantenimento dei contratti di Solidarietà , che  stando così le cose,  non potranno essere applicati per i mesi a venire. 
 
BASTA CON I RINVII DELL’ AZIENDA  E LE PROMESSE DELLA CLASSE POLITICA AL POTERE , INTERVENGA IMMEDIATAMENTE IL GOVERNO E SI RIFORMULI UN NUOVO E SERIO  MODELLO PIOMBINO BASATO SU SANE FONDAMENTA.
 
Noi del Coordinamento Art. 1 – Camping CIG, Lavoro Salute Dignità, Restiamo Umani partecipiamo alla mobilitazione e alla manifestazione, lavoratori tra lavoratori, ma lo facciamo con gli obiettivi che abbiamo proposto in assemblea, e che una interpretazione della democrazia sindacale autoritaria e controproducente ha impedito che fossero messe in votazione:
Ø  Lo sciopero del 2 febbraio avrebbe dovuto essere uno sciopero generale comprensoriale; ribadiamo la necessità di continuare la mobilitazione per arrivarci in tempi brevissimi; alla  manifestazione del 2 nella stessa giornata va data immediata, coerente continuità con forme lotta ad oltranza, tanto civili quanto incisive, finché non arriveranno risposte esaurienti: non basta certo l'ennesima convocazione dell'ennesimo incontro.
 
AL GOVERNO , REGIONE E COMUNE  DICIAMO :
 
Ø  Si prenda atto e si dichiari che è superato il modello   piombino  , si  nomini un commissario    e si prepari un piano B. Il Governo predisponga tutti gli strumenti necessari e metta in campo tutte le potenzialità per il rilancio della fabbrica  ,    in vista di un futuro assetto della siderurgia in Italia;
Ø  Se proprio non si vuol considerare chiuso, che almeno si fissi una data ragionevolmente ravvicinata e che sia effettivamente ultima. RICORDIAMO CHE IL 1° LUGLIO È ORMAI AD UN PASSO;
Ø  Che partano immediatamente i lavori per le infrastrutture stradali  , ferroviarie e portuali ;
Ø  Che partano le bonifiche e che parta la formazione per i lavoratori da impiegare nelle stesse;
Ø  Che il TFR venga pagato a tutti i lavoratori, che si trovi un accordo affinché l’INPS lo anticipi  ai  lavoratori della ex-Lucchini Servizi.


 

Associazioni Coordinamento Art. 1 – Camping CIG, Lavoro Salute Dignità, Restiamo Umani
 

 

                                

 

Dal TG3 del 7 gennaio (video facebook di Roberto Squarci)

https://www.facebook.com/100009068598313/videos/1716393568672913/?autoplay_reason=ugc_default_allowed&video_container_type=1&video_creator_product_type=2&app_id=350685531728&live_video_guests=0

 

                                

 

Quel “progetto Piombino” madre di tutte le soluzioni

http://www.stileliberonews.org/quel-progetto-piombino-madre-tutte-le-soluzioni/

 

                                

 

AFERPI: «BASTA CON FALSI ANNUNCI E FALSE PROMESSE»

http://www.corriereetrusco.it/2016/12/17/aferpi-basta-con-falsi-annunci-e-false-promesse/

 

 

                                

 

Ex Lucchini Piombino, il piano degli algerini non decolla. Commissario straordinario: “Rischio blocco nel 2017”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/12/ex-lucchini-piombino-il-piano-degli-algerini-non-decolla-commissario-straordinario-rischio-blocco-nel-2017/3251965/

 

                                

 

 

 

                                

 

Piombino,“Comitato Per…”: “fino al 14 gennaio 2017 è possibile presentare osservazioni alla Variante Aferpi”

http://www.pisorno.it/piombinocomitato-per-fino-al-14-gennaio-2017-e-possibile-presentare-osservazioni-alla-variante-aferpi/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 

                                

 

Vicenda Aferpi, Piombino. L’ intervento di Claudio Gentili, nel corso del Consiglio comunale del 6 dicembre

http://www.pisorno.it/vicenda-aferpi-piombino-l-intervento-di-claudio-gentili-nel-corso-del-consiglio-comunale-del-6-dicembre/

 

Oggi si chiude l’era Cevital-Aferpi a Piombino

 

                                

 

VARIANTE AFERPI: CONVEGNO SU BONIFICHE, QUAGLIODROMO E SS398

SI è tenuto il 17 ottobre il secondo convegno organizzato dal "Comitato per..." che si è costituito a Piombino per informare la cittadinanza su cosa sta succedendo con la nuova "Variate Aferpi".

https://www.youtube.com/watch?v=OC4qylJjcmU&feature=youtu.be

 

                                

https://www.facebook.com/100009168392061/videos/1694153530900244/

 

                                

 

Sviluppo sostenibile della città, Piombino si mobilita

http://www.piombinonews.it/news/3341/Sviluppo_sostenibile_della_citta__Piombino_si_mobilita/#main-page-content

 

                                

 

 

Piombino prova a ripartire dall'acciaio, ma la strada è tutta in salita

http://www.repubblica.it/economia/2016/10/03/news/piombino_prova_a_ripartire_dall_acciaio_ma_la_strada_e_tutta_in_salita-148998645/

 

                                

 

IL 4 OTTOBRE ARRIVA IL DIBATTITO SU QUAGLIODROMO E SS398

http://www.corriereetrusco.it/2016/09/30/il-4-ottobre-arriva-il-dibattito-su-quagliodromo-e-ss398/

 

                             

Dal Camping CIG

http://www.letrusco.it/dal-camping-cig/

 

                       

 

E' stato positivamente firmato l'accordo per i contratti di solidarietà. Tuttavia, Cevital-Aferpi finora non ha davvero mostrato di essere affidabile, nel rispetto dei suoi impegni nei confronti dei lavoratori, dei sindacati, delle amministrazioni pubbliche. Però pretende di occupare l'intera area naturalistica del Quagliodromo, alle spalle della spiaggia, con una linea ferroviaria che in realtà gli serve per appropriarsi di altre aree prossime al porto, principale obbiettivo del suo arrivo a Piombino: altro che acciaio…
Invece, è perfettamente possibile costruire una ferrovia di servizio alla nuova acciaieria elettrica in maniera molto meno invasiva.
Aferpi pretende poi di far passare la strada 398 sotto le finestre delle famiglie del Cotone-Poggetto, di via Pisa e via Cavallotti, la quale corre a poche centinaia di metri da via Torino e dalle scuole di piazza Dante. Senza contare che via Pisacane sarebbe imbottigliata dal traffico.
Invece, la 398 deve seguire il tracciato lontano dalle abitazioni, tanto più praticabile adesso che le aree interessate non saranno più aree industriali attive.
Però, l'Amministrazione comunale di Piombino vuole fare approvare nei prossimi giorni al Consiglio comunale una Variante urbanistica, che dice di sì alle pretese di Aferpi.
Non siamo d'accordo. In questo modo, l'Amministrazione comunale si mostra debole con Aferpi. Questo atteggiamento subalterno indebolisce le ragioni di lavoratori e popolazioni e prepara un ulteriore cedimento della Regione Toscana, in sede di Valutazione di Impatto Ambientale dei progetti Aferpi, VIA che l'azienda pretende di evitare. Invece, la VIA è indispensabile pure allo scopo di tutelare la salute degli addetti allo stabilimento.
Altre scelte sono possibili e preferibili e servono a far vivere meglio gli abitanti di Piombino, senza sbarrare la strada alla creazione di posti di lavoro anche in settori diversi dall'industria, peraltro tuttora sospesa alla scarsa affidabilità della stessa azienda: nella migliore, auspicabile ipotesi, comunque la siderurgia non occuperà più la quantità di lavoratori di un tempo.
Affermiamo infine che, per rispetto delle generazioni future, perfino qualora le scelte migliori dovessero risultare più costose – cosa che andrebbe dimostrata carte. alla mano -, quelle sono le scelte da compiere, al pari delle indispensabili bonifiche e dei posti di lavoro ad esse collegati.

Di tutto questo si discuterà nell'incontro pubblico, organizzato per MARTEDI PROSSIMO 4 ottobre alle 16, presso il Centro Giovani di Piombino (via della Resistenza 4), dalle associazioni: Comitato antinquinamento; Coordinamento art.1-Camping CIG; Lavoro salute dignità; Legambiente; Restiamo umani; Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro

 

                                          

Camping CIG
(foto by Marco)

https://www.facebook.com/marco.brown.902/media_set?set=a.1187349431286893.1073741901.100000355419053&type=3

                                                    

 

Camping CIG 2016, intitolato alla memoria e in onore di ABD ELSALAM, operaio immigrato ucciso a Piacenza durante uno sciopero
foto

https://www.facebook.com/paolo.gianardi/posts/10208548056912789

                                             

 

SIDERURGIA: CAMPING CIG 2016 "PARLANO I TECNICI"

https://www.youtube.com/watch?v=pk0fwg8Oxx8

                                    

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà

http://www.stileliberonews.org/pessimismo-della-ragione-ottimismo-della-volonta/

 

                                     

 

Art. 1 – Camping CIG: settimana di mobilitazione

Al Parco 8 marzo, dal 23 al 30 settembre

http://www.letrusco.it/art-1-camping-cig-settimana-di-mobilitazione/

http://www.stileliberonews.org/pessimismo-della-ragione-ottimismo-della-volonta/

 

                                        

 

Piombino, Variante Aferpi. Intervento di Paolo Francini

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Modello Piombino: “Piano Industriale Aferpi, aggiornamenti sullo stato dell’arte”

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AFERPI: «LA TUTELA AMBIENTALE E’ UN DIRITTO DELLE GENERAZIONI FUTURE»

http://www.corriereetrusco.it/2016/08/30/aferpi-la-tutela-ambientale-e-un-diritto-delle-generazioni-future/

 

                                         

 

PIOMBINO 25 agosto 2016 – Presentare osservazioni, lo confermano il sindaco e il vicesindaco nella loro risposta, è legittimo. Ma lo è altrettanto, in caso di bocciatura, continuare a ritenere ingiustificato esentare Aferpi dall’obbligo di assoggettamento del suo piano alla Valutazione di impatto ambientale (Via).
Perchè le associazioni, con un obiettivo statutario legittimo, si confrontano – e lo abbiamo fatto rispettosamente e alla luce del sole – prima di tutto con quello.
Il nostro scopo non è e non è mai stato l’ostacolare la ripresa produttiva delle acciaierie.
Le nostre priorità, e le osservazioni vanno in questo senso, restano la difesa dei posti di lavoro di tutti i i dipendenti ex-Lucchini; la fattibilità della diversificazione; la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori che hanno pagato e chissà ancora per quanto pagheranno le conseguenze di vivere e operare in un Sito di Interesse Nazionale da bonificare.
E non si parli di allungamento dei tempi. Se Aferpi non avesse interrotto il procedimento della Via chiedendo di esserne esonerata, a quest’ora quel procedimento sarebbe concluso. E allora perché chiederla e perché concederla?
È quantomeno discutibile che si acquisti lo stabilimento ad assurde condizioni, oltre che nei rapporti con i lavoratori e i sindacati, con la ridefinizione del piano urbanistico e del piano strutturale d’area piegandolo alla logica del massimo risparmio per l’imprenditore, cedendogli per cinquanta anni aree strategiche sul porto e permettendo alla stessa impresa di controllarne l’accesso insieme a quello della rete ferroviaria.
Senza Via, nessuna verifica su impatto ambientale, sicurezza sul lavoro nei nuovi impianti. In ossequio, anche qui, ad uno spirito di sudditanza esteso.
Contemporaneamente il fatto che Aferpi non voglia sottoporsi alla Via infligge una ferita profonda alla sua stessa credibilità quando afferma di voler costruire uno stabilimento moderno e competitivo investendo capitali, per ripercorrere, invece, strade fallimentari: massimo sfruttamento del territorio e dei lavoratori in mancanza di capitali e idee. Fra dieci anni o prima l’acciaieria che nasce con queste premesse fallirebbe la gara con il mercato. La multinazionale si libererebbe dello stabilimento e ci ritroveremmo in una situazione di ulteriore degrado ambientale, mentre il porto nelle sue mani sarebbe solo un appoggio logistico per i prodotti provenienti da tutto il mondo, in particolare alimentari, settore che Rebrab tratta.
Dobbiamo uscire da questa crisi veramente e collettivamente.
E allora non possiamo accettare un imprenditore qualsiasi ma solo un imprenditore che dia garanzie attraverso un piano industriale moderno e rispettoso sia dell’ambiente che dei lavoratori. Uno stabilimento che non sia in contrasto con il possibile sviluppo di tutti gli altri settori: agricoltura, turismo, trasporti marittimi e commerciali, nautica, incrinando la monocultura a favore di un processo di diversificazione di cui si parla da decenni.
Qui sta la capacità della politica di proporre un nuovo modello di sviluppo. Qui sta la sua capacità di non presentarsi di fronte a qualsiasi proposta pronta sempre a dire sì a qualsiasi condizione. Così non si attraggono investimenti. Chi può investire nella nautica e nella crocieristica se nel nostro porto avremo la demolizione delle navi? Come può investire nel nostro porto la ditta che intende assemblarvi parti di centrali elettriche per poi spedirle via mare se l’accesso al porto e la sua gestione sarà nelle mani di Aferpi e senza una rete razionale di infrastrutture? Come si concilia l’agricoltura di qualità con una fabbrica in cui non si è voluto procedere alle verifiche di impatto ambientale?
Restiamo umani , Lavoro salute e dignità, “Ruggero Toffolutti” e Legambiente continueranno a chiedere risposte e propongono ai comitati e ai singoli cittadini che hanno firmato le loro osservazioni un incontro per il 6 settembre alle 17 nella sede dell’associazione Toffolutti (via XX Settembre 62).

Restiamo umani, Lavoro salute e dignità,
“Ruggero Toffolutti” e Legambiente

 

 

Aferpi, Piombino: “loquimur” e vedi come ti faccio fuori i sindacati. Avanti con il “Piano-Truffa”

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AFERPI: ALTRE TRE ASSOCIAZIONI PRESENTANO OSSERVAZIONI SU SS398 E QUAGLIODROMO

Piombino (LI) – Anche le associazioni  Associazioni “Lavoro salute dignità”, “Restiamo umani”, “Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro” hanno presentato le loro osservazioni alla  richiesta  di Aferpi di non assoggettabilità alla V.I.A., che riportiamo anche queste integralmente. Con l’occasione ricordiamo ai nostri lettori che oggi, 10 agosto 2016, è l’ultimo giorno per poter inviare le proprie osservazioni in Regione Toscana, e che tutte le informazioni sull’invio, compresa una lettera già precompilata, sono disponibili a QUESTO INDIRIZZO.

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Osservazioni alla richiesta  di Aferpi di non assoggettabilità alla V.I.A.

Un gruppo di cittadini e le associazioni Lavoro salute dignità, Restiamo umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro hanno presentato alla Regione Toscana cinque osservazioni in merito alla richiesta, avanzata da AFERPI, di non assoggettabilità dei propri progetti alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA).

Eccone i punti salienti.

La VIA è assolutamente necessaria. Il nuovo percorso avviato da AFERPI in merito all’assoggettabilità appare oggettivamente come un ulteriore tentativo di dilatare i tempi per la realizzazione degli impianti promessi (peraltro già ridimensionati da due a un solo forno proprio in occasione della richiesta di non assoggettabilità allaVIA): AFERPI non può non sapere, infatti, che il probabile rigetto della sua nuova istanza da parte della Regione riaprirebbe da capo la procedura di VIA, avviata a Gennaio 2016 e deliberatamente interrotta da AFERPI stessa il 27 giugno scorso. Se AFERPI avesse continuato, la procedura di VIA sarebbe oggi con moltissima probabilità già conclusa!

Il percorso della 398 verso il porto proposto da AFERPI risulta piu’ lungo, piu’ costoso, piu’ impattante sul traffico cittadino. Il tracciato di una strada attesa da 30 anni non può essere subordinato alle esigenze di AFERPI, senza tenere in alcun conto i punti di vista dei cittadini e le esigenze dell’intera comunità. Un’ottima ragione per sottoporre a VIA i progetti di AFERPI.

Il piano presentato da AFERPI è in contrasto sia con il Regolamento Urbanistico che con il Piano Strutturale d’Area in vari importanti punti.  In particolare, ad esempio, è prevista l’occupazione di nuove aree (Quagliodromo) che hanno caratteri propri delle aree umide e palustri costiere e sono individuate come invarianti strutturali nella pianificazione comunale. In tale area è prevista la realizzazione di linee ferroviarie funzionali alla logistica dello stabilimento. Pensiamo che le aree a disposizione di AFERPI siano più che sufficienti per una soluzione logistica alternativa.

L’applicazione della VIA è indispensabile per valutare compiutamente l’impatto dell’unico forno elettrico previsto da AFERPI, in difformità dai due inizialmente programmati, impatto da verificare in particolare sotto i seguenti profili: emissioni, rumore, scorie ecc….; impatto connesso pure ad un parco rottami di grandi dimensioni.  Le acciaierie elettriche possono causare inquinamento da PCB, diossine, ecc….a tal proposito basta guardare cosa succede nel Bresciano in aree limitrofe ai suddetti impianti. Questioni rilevanti pure in relazione alla notevolissima prossimità dell’impianto, non solo al Centro commerciale e turistico collegato all’Outlet, di cui è preannunciato l’insediamento nell’area occupata dalla Centrale Enel di Tor del sale (attualmente in dismissione); ma anche al Parco naturale della Sterpaia lungo la costa est del Comune di Piombino, vocata all’attività turistico-balneare, dove insistono numerosi stabilimenti balneari, ristoranti e villaggi turistici.

Questo territorio deve essere tutelato dai nuovi ricatti occupazionali esercitati da Aferpi: le istituzioni mostrino dunque di essere all’altezza. Applicare la VIA è un atto dovuto in ossequio allo Stato di diritto. E’ un modo fondamentale per prevenire ulteriori danni alla salute dei lavoratori e delle popolazioni. E’ un impegno ineludibile per evitare di ripetere gli errori e i favori del passato nei confronti delle aziende operanti a Piombino, i quali hanno condotto all’attuale situazione di inquinamento massiccio dell’area industriale: qui è sempre più necessario intervenire finalmente con le bonifiche, tanto indispensabili quanto costose. Applicare la VIA è necessario per non chiudere, prima ancora che si aprano, nuovi percorsi di diversificazione produttiva – e occupazionale! – in settori innovativi quali il turismo sociale culturale ambientale e l’agricoltura biologica e di qualità.

Associazioni Lavoro salute dignità,
Restiamo umani,
Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro

http://www.corriereetrusco.it/2016/08/10/aferpi-altre-tre-associazioni-presentano-osservazioni-su-ss398-e-quagliodromo/

 

 

AFERPI: «FATE RISPETTARE A CEVITAL GLI ACCORDI PRESI»

Piombino (LI) – Un comunicato stampa di Aferpi, apparso il  30 giugno 2016 unicamente su “Il Tirreno” edizione di Piombino, annunciava che Lunedì scorso Aferpi aveva presentato in Regione il procedimento di “verifica di assoggetabilità” per i nuovi impianti del polo siderurgico. Un procedimento che, di fatto, fa finalmente partire l’iter autorizzativo per la realizzazione del forno elettrico e del treno di laminazione.

http://www.corriereetrusco.it/2016/07/02/aferpi-fate-rispettare-a-cevital-gli-accordi-presi/

 


Libia, la grande spartizione  
Petrolio, immense riserve d’acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe
 
Manlio Dinucci
 

«L'Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia»: questo il comunicato diffuso della Farnesina il 1° agosto.  

Alla «pace e sicurezza in Libia» ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma gli stessi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la «missione di assistenza internazionale alla Libia». L’idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell’Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed è oggi vicepresidente della Banca Rothschild, ha dichiarato al Corriere della Sera che «occorre finirla con la finzione della Libia», «paese inventato» dal colonialismo italiano. Si deve «favorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi», spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto «ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche», presenti in Tripolitania e Cirenaica. 

È la vecchia politica del colonialismo ottocentesco, aggiornata in funzione neocoloniale dalla strategia Usa/Nato, che ha demolito interi Stati nazionali (Jugoslavia, Libia) e frazionato altri (Iraq, Siria), per controllare i loro territori e le loro risorse. La Libia possiede quasi il 40% del petrolio africano, prezioso per l’alta qualità e il basso costo di estrazione, e grosse riserve di gas naturale, dal cui sfruttamento le multinazionali statunitensi ed europee possono ricavare oggi profitti di gran lunga superiori a quelli che ottenevano prima dallo Stato libico. Per di più, eliminando lo Stato nazionale e trattando separatamente con gruppi al potere in Tripolitania e Cirenaica, possono ottenere la privatizzazione delle riserve energetiche statali e quindi il loro diretto controllo.  

Oltre che dell’oro nero, le multinazionali statunitensi ed europee vogliono impadronirsi dell’oro bianco: l’immensa riserva di acqua fossile della falda nubiana, che si estende sotto Libia, Egitto, Sudan e Ciad. Quali possibilità essa offra lo aveva dimostrato lo Stato libico, costruendo acquedotti che trasportavano acqua potabile e per l’irrigazione, milioni di metri cubi al giorno estratti da 1300 pozzi nel deserto, per 1600 km  fino alle città costiere, rendendo fertili terre desertiche. 

Agli odierni raid aerei Usa in Libia partecipano sia cacciabombardieri che decollano da portaerei nel Mediterraneo e probabilmente da basi in Giordania, sia droni Predator armati di missili Hellfire che decollano da Sigonella. Recitando la parte di Stato sovrano, il governo Renzi «autorizza caso per caso» la partenza di droni armati Usa da Sigonella, mentre il ministro degli esteri Gentiloni precisa che «l'utilizzo delle basi non richiede una specifica comunicazione al parlamento», assicurando che ciò «non è preludio a un intervento militare» in Libia. Quando in realtà l’intervento è già iniziato: forze speciali statunitensi, britanniche e francesi – confermano il Telegraph e Le Monde – operano da tempo segretamente in Libia per sostenere «il governo di unità nazionale del premier Sarraj». 

Sbarcando prima o poi ufficialmente in Libia con la motivazione di liberarla dalla presenza dell’Isis, gli Usa e le maggiori potenze europee possono anche riaprire le loro basi militari, chiuse da Gheddafi nel 1970, in una importante posizione geostrategica all’intersezione tra Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Infine, con la «missione di assistenza alla Libia», gli Usa e le maggiori potenze europee si spartiscono il bottino della più grande rapina del secolo: 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati nel 2011, che potrebbero quadruplicarsi se l’export energetico libico tornasse ai livelli precedenti. 

Parte dei fondi sovrani, all’epoca di Gheddafi, venne  investita per creare una moneta e organismi finanziari autonomi dell’Unione Africana. Usa e Francia – provano le mail di Hillary Clinton – decisero di bloccare «il piano di Gheddafi di creare una moneta africana», in alternativa al dollaro e al franco Cfa. Fu Hillary Clinton – documenta il New York Times – a convincere Obama a rompere gli indugi. «Il Presidente firmò un documento segreto, che autorizzava una operazione coperta in Libia e la fornitura di armi ai ribelli», compresi gruppi fino a poco prima classificati come terroristi, mentre il Dipartimento di stato diretto dalla Clinton li riconosceva come «legittimo governo della Libia». Contemporaneamente la Nato sotto comando Usa effettuava l’attacco aeronavale con decine di migliaia di bombe e missili, smantellando lo Stato libico, attaccato allo stesso tempo dall’interno con forze speciali anche del Qatar (grande amico dell’Italia). Il conseguente disastro sociale, che ha fatto più vittime della guerra stessa soprattutto tra i migranti, ha aperto la strada alla riconquista e spartizione della Libia. 
 
(il manifesto, 3 agosto 2016)

 


 

http://www.stileliberonews.org/1luglio-20151-luglio-2016-l-anno-che-non-ce/

 


Splendida serata e ottima cena organizzata per il COORDINAMENTO ARTICOLO 1 - CAMPING CIG.
18 giugno 2016

 



COMUNICATO STAMPA

Il 29 Gennaio 2016 l'ASIU SpA ha presentato alla Regione Toscana la domanda con cui iniziava il procedimento di VIA-AIA per l'avvio della ”4° variante alle opere di chiusura della discarica di Ischia di Crociano nel Comune di Piombino”. Il procedimento non si è concluso nei 150 giorni previsti, e si ha notizia che la conferenza dei servizi in merito è riconvocata per il 25 luglio. A breve la società ASIU SpA metterà in vendita le proprie azioni e confluirà in Rimateria SpA. Da notare che l'assetto societario di Rimateria prevede una larga presenza di capitale privato (60%, a fronte del 35% dei Comuni di Piombino, Campiglia e San Vincenzo); ancora "in sospeso" il 5% ex Lucchini A.S. I Comuni di Castagneto Sassetta e Suvereto restano fuori,  in modo che oggettivamente s'indebolisce la compagine pubblica. Sembra che finora si siano fatte avanti invece aziende tedesche operanti nel ciclo delle scorie industriali, ma nessun imprenditore locale, né SEI Toscana, né Sales, nè Aferpi. La sensazione è dunque che, con un tale assetto societario, Rimateria obbedirà a logiche prevalentemente di mercato e business, importando rifiuti - per risanare i 20 milioni di debito Asiu?  -, piuttosto che occuparsi delle indispensabili bonifiche del SIN piombinese (le quali creerebbero la prevista ricaduta in termini di posti di lavoro per gli operai dell'indotto) e del connesso riciclo di materiali.

Tali opere prevedevano: ampliamento del volume totale di 400.000 mc, da riempire entro il 2018, attraverso sia la sopraelevazione della discarica che appoggiandosi ad una ex discarica Lucchini. Dello spazio previsto 70000 mc saranno dedicato ai rifiuti pericolosi, 70000 mc all'amianto compatto. Il quarto rinvio delle opere di chiusura di una discarica che nel progetto iniziale era stata dimensionata a 10 metri di altezza e che con l'ampliamento supererà i 30 metri è giustificato dal voler mettere i nuovi spazi al servizio delle bonifiche dell'area industriale di Piombino e comunque, sostiene l'ASIU, le modifiche non cambieranno l'impatto ambientale della discarica. Alcuni cittadini ed associazioni hanno ritenuto queste affermazioni non sufficientemente dimostrate, da qui le nostre 11 osservazioni inviate a suo tempo alla Regione. Controllando sul sito web della Regione Toscana abbiamo potuto leggere le “Controdeduzioni” elaborate da ASIU alle osservazioni da noi avanzate. Premesso che la risposta alle osservazioni spettano alla Regione, con questo comunicato stampa vogliamo rilevare solo alcune delle affermazioni contenute nelle controdeduzioni ASIU che ci hanno allarmato.

Nella osservazione numero 2 sottolineavamo la pericolosità dell'amianto compatto (classificato dall'Europa tra i rifiuti pericolosi) e l'impatto negativo che poteva avere data la vicinanza della discarica ad abitazioni civili.  Asiu fa riferimento alle ventennali  "esperienze dei consulenti Asiu"  per rassicurare circa la pericolosità dell'amianto compatto. Facciamo rilevare che proprio il PRB approvato nel 2014 dalla Regione Toscana afferma (a pag. 10 dell'Allegato di Piano-4-) tra i criteri che escludono la possibilità di istallare una discarica come la nostra indica:

“26. Aree con presenza di centri abitati, secondo la definizione del vigente codice della strada, che non possono garantire il permanere di una fascia di rispetto di 500 metri fra il perimetro del centro abitato e il perimetro dell’impianto;”. Sempre nella stessa pagina, si individua tra i criteri penalizzanti l'essere in zona a pericolo idraulico medio. Ambedue questi aspetti negativi caratterizzano la nostra discarica! Ancora nella stessa legge troviamo:"Per le discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi che accettano rifiuti contenenti amianto, deve essere oggetto di specifico studio, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, la distanza dai centri abitati in relazione alla direttrice dei venti dominanti. Tale direttrice è stabilita sulla base di dati statistici significativi dell'intero arco dell'anno e relativi ad un periodo non inferiore a 5 anni". La legge Toscana PRB del 2014 è richiamata da ASIU SpA solo per le parti che giustificano il piano ed ignorata quando lo mettono fortemente in dubbio. 

Nella osservazione 6 facevamo riferimento alle norme indicate dalla Regione Lombardia in merito alle prescrizioni di sicurezza da adottare nelle discariche che hanno celle dedicate al cemento-amianto per tutelare l'ambientale e i lavoratori. Elencavamo alcuni accorgimenti tecnici ed impiantistici che tale legge indicava e che erano del tutto assenti nel progetto ASIU. Nella controdeduzione 6 ASIU  fa riferimento a norme Nazionali e evidenzia che la Legge Regionale da noi citata è stata abrogata dal Tar della Lombardia nel Marzo 2016, ASIU continua affermando che tali norme ed impianti avrebbero senso se si trattasse amianto friabile. Giova ricordare che tale legge varata nel 2014 e riportata nel Bollettino Ufficiale N41, Serie Ordinaria-Venerdì 10 Ottobre 2014 della Regione Lombardia da pag.28 a pag.30 riguardava:” discariche per rifiuti non pericolosi monorifiuto o con cella appositamente ed esclusivamente dedicata ai rifiuti costituiti da materiali da costruzione contenenti amianto (RCA) legato in matrice cementizia o resinoide identificati dal CER 170605* sotto forma di lastre, tubazioni, travi, isolanti, guarnizioni e altre forme commerciali meno frequenti derivanti da materiali contenenti amianto in matrice compatta.”. Riguardava quindi un discarica che intende creare una cella per amianto compatto proprio come la nostra!!E non è riferita ad amianto friabile. Abbiamo nuovamente una sottovalutazione del pericolo costituito dall'amianto anche in forma compatta. Ma quello che ci ha veramente sorpreso è che si faccia riferimento ad una sentenza del TAR lombardo per rifiutare di considerare le indicazioni contenute in una una legge fatta per garantire ambiente e lavoratori e prescriveva i requisiti tecnici minimi. Il TAR ha stabilito che non c'è un generale potere regionale di stabilire livelli di tutela più elevati di quelli dettati dalla normativa statale. Il ricorso era stato fatto da una ditta che gestisce e costruisce discariche per rifiutare le prescrizioni che la Regione Lombardia aveva indicato  relativamente alle caratteristiche costruttive di una discarica vicino a Brescia. In sostanza l'amministratore pubblico (ASIU) che dovrebbe avere interesse a tutelare la salute pubblica e quella dei propri lavoratori ha scelto il punto di vista del privato che tende sempre a risparmiare su investimenti che tutelano la salute dei lavoratori. Le controdeduzioni ASIU che non possiamo qui esaminare per esteso ci lasciano molto perplessi, la discarica la cui nascita è giustificata dalla necessità di mettersi al servizio delle bonifiche locali, se dovrà essere riempita entro il 2018 secondo il piano presentato alle banche, accoglierà materiali pericolosi provenienti da fuori zona, come già sta avvenendo, ed anche per la sicurezza ambientale, dei cittadini e dei lavoratori ASIU  permangono molti dubbi. Aspettiamo le risposte della Regione.

Associazioni: Lavoro salute dignità, Restiamo umani; Gruppo residenti Colmata

 

PIOMBINO, SABATO PROSSIMO, 28 MAGGIO, ORE 15, CENTRO GIO'

 
Bonifiche e discarica: perché e per che cosa? Parliamo di amianto, rifiuti pericolosi, lavoro, economia, salute

Siamo convinti che le bonifiche dell'area industriale di Piombino - dopo decenni di incuria da parte delle aziende titolari degli impianti e delle autorità responsabili dei controlli - siano assolutamente indispensabili. Sono indispensabili in primo luogo per la costruzione dei nuovi impianti Aferpi: senza bonifiche non potranno, infatti, partire nemmeno i lavori di reindustrializzazione. Sono indispensabili per salvaguardare gli operai che lavorano a contatto di sostanze non ancora neppure adeguatamente classificate, tra cui alcune sicuramente pericolose. Sono indispensabili per i lavoratori dell'indotto, ai quali è stato promesso che nelle bonifiche troveranno uno sbocco occupazionale. Sono indispensabili per la salute dei residenti di Piombino, a cominciare da quelli dei quartieri più prossimi all'area industriale (Colmata, Cotone, Poggetto...), e per la complessiva riqualificazione ambientale e diversificazione economica (agricoltura e turismo di qualità). Le bonifiche non possono quindi risolversi in una generica tombatura superficiale, come invece sembrano proporsi Aferpi, e lo stesso Comune di Piombino, per le aree di rispettiva competenza, in ossequio a una mera, inefficace logica economicista.

Siamo convinti, inoltre, che l'ampliamento della discarica di Ischia di Crociano debba essere al servizio delle bonifiche del nostro territorio e debba accogliere tutti quei materiali che non possono essere riciclati. Tale ampliamento inoltre non dovrà essere fonte di pericolo per l'ambiente e la salute: in questa logica abbiamo inviato alla Regione Toscana 11 "Osservazioni" sul progetto della discarica, a proposito delle quali siamo in attesa di risposta. Nello stesso tempo riteniamo che i volumi della  discarica debbano essere giustificati dalle esigenze del nostro territorio.

Per discutere di questo, e molto altro, stiamo organizzando un incontro pubblico, che si terrà nel pomeriggio del 28 maggio al Cantro Giovani di Piombino. Ad esso sono invitati i lavoratori e i cittadini; i Sindaci e i Capigruppo consiliari dei Comuni della Val di Cornia; l'Autorità portuale; i Presidenti di Rimateria e di Asiu; le Organizzazioni sindacali e le Associazioni; l'Arpat e l'ASL; affinché si esprimano e contribuiscano così ad operare le scelte migliori, anche attraverso questa occasione di democrazia partecipata. Fino ad ora hanno confermato la propria presenza il Sindaco di Suvereto, il Presidente di Rimateria, la Rsu Asiu, la Cisl, il WWF, Un'altra Piombino, Rifondazione comunista, Sinistra ecologia libertà, Udc. Minoranza sindacale-Camping CIG aderisce all'iniziativa.


organizzano: Un gruppo di Cittadini di Colmata; Associazioni: Lavoro Salute Dignità, Legambiente, Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro.
 

Saranno presenti anche: il Sindaco di Piombino Massimo Giuliani e l'assessore Marco Chiarei; Luciano Gabrielli e David Romagnani della segreteria provinciale Fiom-Cgil

 

 

http://www.stileliberonews.org/bonifiche-e-discarica-perche-e-per-che-cosa/

http://www.pisorno.it/bonifiche-e-discarica-perche-e-per-che-cosa-28-maggio-al-centro-giovani-di-piombino/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

http://www.pisorno.it/bonifiche-e-discarica-perche-per-che-cosa-lincontro-pubblico-del-28-maggio-a-piombino/

http://www.pisorno.it/variante-opere-chiusura-discarica-ischia-di-crociano-nel-comune-di-piombino-i-comitati-aspettiamo-le-risposte-della-regione/

 

TRACCE AUDIO

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Le mine atomiche del futuro, riprende la corsa al riarmo

 

Missili alianti e droni sottomarini: i nuovi arsenali di Stati Uniti,, Cina e Russia. Washington dice di reagire all’aggressività di Pechino e a Mosca che viola gli accordi

 

 


 

 

 


 

 

 

 

Domenica 24 aprile alle 23, troviamoci a cantare Bella ciao in piazza Cappelletti..Per i bimbi che le guerre continuano a strappare al girotondo del mondo. Per le persone coraggiose che c'hanno lasciato una grande eredità che spesso non sappiamo coltivare.
Salutiamo insieme la festa della Liiberazione. Perchè non è e non deve essere un giorno come un altro.
Alla seconda edizione dell'incontro proposto dalle associazioni Ruggero Toffolutti e Restiamo umani, hanno aderito finora Uisp, Arci, Spirito Libero, Fiom, Centro soci Coop, Associazione Mazziniani italiani e i musicisti Lisa Cini, Massimo Panicucci e Federico Botti.
Letture di Mauro Carrara, Francesca Palla e Claudio Valacchi.

 

 

 

 


L’arte della guerra
I predatori della Libia

Manlio Dinucci
 

«La Libia deve tornare a essere un paese stabile e solido», twitta da Washington il premier Renzi, assicurando il massimo sostegno al «premier Sarraj, finalmente a Tripoli». Ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma gli stessi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la «missione di assistenza internazionale alla Libia».

L’idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell’Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed è oggi vicepresidente della Banca Rothschild, dichiara al Corriere della Sera che «occorre finirla con la finzione della Libia», «paese inventato» dal colonialismo italiano. Si deve «favorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi», spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto «ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche», presenti in Tripolitania e Cirenaica.

Analoga l’idea esposta su Avvenire da Ernesto Preziosi, deputato Pd di area cattolica: «Formare una Unione libica di tre Stati – Cirenaica, Tripolitania e Fezzan – che hanno in comune la Comunità del petrolio e del gas», sostenuta da «una forza militare europea ad hoc».

 È
la vecchia politica del colonialismo ottocentesco, aggiornata in funzione neocoloniale dalla strategia Usa/Nato, che ha demolito interi Stati nazionali (Jugoslavia, Libia) e frazionato altri (Iraq, Siria), per controllare i loro territori e le loro risorse.

La Libia possiede quasi il 40% del petrolio africano, prezioso per l’alta qualità e il basso costo di estrazione, e grosse riserve di gas naturale, dal cui sfruttamento le multinazionali statunitensi ed europee possono ricavare oggi profitti di gran lunga superiori a quelli che ottenevano prima dallo Stato libico. Per di più, eliminando lo Stato nazionale e trattando separatamente con gruppi al potere in Tripolitania e Cirenaica, possono ottenere la privatizzazione delle riserve energetiche statali e quindi il loro diretto controllo.  

Oltre che dell’oro nero, le multinazionali statunitensi ed europee vogliono impadronirsi dell’oro bianco: l’immensa riserva di acqua fossile della falda nubiana, che si estende sotto Libia, Egitto, Sudan e Ciad. Quali possibilità essa offra lo aveva dimostrato lo Stato libico, costruendo acquedotti che trasportavano acqua potabile e per l’irrigazione, milioni di metri cubi al giorno estratti da 1300 pozzi nel deserto, per 1600 km  fino alle città costiere, rendendo fertili terre desertiche.

Sbarcando in Libia con la motivazione ufficiale di assisterla e liberarla dalla presenza dell’Isis, gli Usa e le maggiori potenze europee possono anche riaprire le loro basi militari, chiuse da Gheddafi nel 1970, in una importante posizione geostrategica all’intersezione tra Mediterraneo, Africa e Medio Oriente.

Infine, con la «missione di assistenza alla Libia», gli Usa e le maggiori potenze europee si spartiscono il bottino della più grande rapina del secolo: 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati nel 2011, che potrebbero quadruplicarsi se l’export energetico libico tornasse ai livelli precedenti. I fondi sovrani, all’epoca di Gheddafi investiti per creare una moneta e organismi finanziari autonomi dell’Unione Africana (ragione per cui fu deciso di abbattere Gheddafi, come risulta dalle mail della Clinton), saranno usati per smantellare ciò che rimane dello Stato libico.

Stato «mai esistito» perché in Libia c’era solo una «moltitudine di tribù», dichiara Giorgio Napolitano, convinto di essere al Senato del Regno d’Italia.
 
(il manifesto, 5 aprile 2016)

Sullo stesso argomento vedi “La notizia” su Pandora TV  http://www.pandoratv.it/?p=7166

 



Il 22 marzo abbiamo inviato alla Regione Toscana undici osservazioni (ALLEGATE) relative al progetto di ampliamento della discarica di Ischia di Crociano presentato da ASIU Spa. La discarica non sarà più utilizzata per i rifiuti urbani ma per accogliere rifiuti industriali e quelli derivati dalle bonifiche del nostro territorio.
Nelle nostre domande abbiamo inteso sottolineare innanzi tutto il forte nesso, che individuiamo come indispensabile, fra la discarica e le bonifiche dell'area industriale piombinese, individuata in sede ministeriale quale sito di interesse nazionale (Sin). Conosciamo la difficilissima situazione debitoria di Asiu, eredità della gestione fin qui perseguita. Riteniamo tuttavia che il progetto discarica debba essere funzionale in via assolutamente prioritaria alle bonifiche locali, non già al business dei rifiuti provenienti da altre zone, magari al fine di risanare il bilancio deficitario.  
Abbiamo segnalato inoltre le rilevanti problematiche concernenti il trattamento di tali rifiuti, fra i quali spicca ovviamente l'amianto, sulla cui estrema pericolosità esistono studi scientifici incontrovertibili. La nostra convinzione è che, se sarà accolto nella nostra discarica, provocherà danni alla salute ed al futuro del nostro territorio.

Associazioni Lavoro salute dignità, Legambiente, Restiamo umani, Ruggero Toffolutti; Comitati Familiari vittime amianto, Residenti Colmata.

         

Le associazioni Legambiente, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro , Restiamo Umani e Lavoro Salute Dignità, in previsione del prossimo incontro in merito al progetto proposto da ASIU inerente la discarica di Ischia di Crociano, che si terrà DOMANI 7 marzo 2016 alle ore 17:00 presso il quartiere del Perticale, invitano i cittadini tutti, lavoratori, giovani, studenti alla massima partecipazione possibile.
La problematica della discarica e della tipologia di materiali da collocare nella stessa, tra i quali anche l'amianto, e della loro provenienza, è sicuramente di fondamentale importanza per il nostro territorio, soprattutto in un momento come questo, che auspica a livello globale una profonda trasformazione volta ad una "green economy". Come tutti ormai sanno, siamo un Sito di Interesse Nazionale (SIN), ovvero ad elevatissimo rischio ambientale per l'inquinamento dovuto anche alle enormi quantità di rifiuti industriali pericolosi presenti, e la già avviata procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) merita di certo un approfondimento. L'argomento discarica perciò deve essere per noi necessariamente correlato alla bonifica, in particolare di tutta l'area ex-Lucchini. Per tale motivo riteniamo imprescindibile all'incontro una presenza istituzionale, che sia garante dei tempi e degli impegni finanziari che saranno necessari per l'intero territorio da bonificare. Sempre le istituzioni riteniamo dover essere garanti per la salute di tutti i cittadini e per quei lavoratori che andranno ad operare direttamente con materiali pericolosi e subdoli come appunto, ma non solo, l'amianto.

Piombino: tra bonifiche, progetto discarica proposto da ASIU e "Lavoro Salute Dignità" - Pisorno.it

La nuova discarica sia per le esigenze del territorio - Stile Libero 5 mag


http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2016/06/13/news/i-nodi-da-sciogliere-su-aferpi-la-denuncia-della-minoranza-sindacale-i-soldi-bastano-solo-per-tre-mesi-1.13655094?ref=hftipeea-1

http://www.pisorno.it/bonifiche-e-discarica-perche-per-che-cosa-lincontro-pubblico-del-28-maggio-a-piombino/

Aferpi sappia che si puo' solo lavorare in sicurezza.- Stileliberonews

Piombino, nono mese era Cevital e il mondo dell’assurdo. Minoranza Sindacale: “si convochino subito le assemblee in fabbrica”

Promesse promesse ma senza idee e nè soldi. - Stile Libero

 

E' LA FINE !!!!
PIOMBINO DIVENTI UN'EMERGENZA NAZIONALE !!!!
(continua a leggere il documento)

 

 

 

Articolo ed alcune fotografie dell'occasione..

 

COMUNICATO STAMPA

Nel 2015 alcune associazioni piombinesi e il comitato Verità su Eurathlon e Nato denunciarono il peloso interesse del Cmre, centro studi della Nato alla Spezia, per la "innocua gara " di droni svoltasi in settembre a Tor del Sale.
Oggi il Governo di Roma autorizza l'uso della base di Sigonella, affinché la Nato da lì faccia decollare i suoi droni di guerra verso la Libia. Non è bastato il disastro provocato dall'operazione bellica del 2011, che ha aperto le porte della Libia ai terroristi del cosiddetto califfato: ci si sta avviando ad un nuovo intervento militare "a guida italiana". Così aumenterà pure il numero dei profughi che bussano disperati alle porte della fortezza Europa...
La vicenda di Sigonella dimostra che avevamo ragione di preoccuparci a proposito di Eurathlon e Nato, nonostante le assicurazioni delle istituzioni che della Nato si mostrano succubi, così come degli interessi neocoloniali, tutti concentrati sul petrolio libico.

(Per ripercorrere la vicenda di Eurathlon&Nato:
www.restiamoumani.it ; v. anche PeaceLink - Homepage )
Associazioni: Lavoro Salute Dignità, Legambiente, Restiamo Umani

Anche Piombino si organizza - Pisorno.it

Interventi pacifici per sconfiggere il terrorismo - Stlile Libero

La grande spartizione della Libia: un bottino da almeno 130 miliardi - Il Sole 24 ore

Toscana contro la guerra - Su Facebook

 

 

 

http://www.stileliberonews.org/a-proposito-di-eurathlon-e-nato/

 

                                                    

SABATO 12-3-2016 PRESIDIO DI FRONTE ALLA BASE DI CAMP DARBY

LISTA APERTA PROMOTORI LOCALI

Rete dei Comunisti - Partito Comunista dei Lavoratori - Partito della Rifondazione Comunista - Eurostop Toscana - Ross@ Pisa - Circolo agorà - La Rossa Lari - USB federazione di Pisa - Progetto Rebeldìa - Una Citta' in Comune Pisa - Giovani Comunisti Prc Pisa - Il Sindacato e' un' altra cosa Pisa - Cobas Pisa - Comitato livornese No guerra No Nato - Laboratorio per un futuro senza guerre Viareggio - Unione Inquilini Pisa - Movimento Liberazione Popolare programma 101 - CSOA Casa Rossa Massa - Comitato Fermiamo la guerra Firenze - Assemblea fiorentina contro la guerra e la Nato - Statunitensi contro la guerra Firenze - RS
U Ateneo fiorentino -FLC CGIL Università di Firenze - Coordinamento Basta morti nel Mediterraneo Firenze - Archivi della Resistenza Circolo Edoardo Bassignani- Coordinamento antifascista antirazzista aretino- Collettivo Licio Nencetti Arezzo; ...

Invitiamo tutte le realtà pacifiste, antimperialiste e antifasciste a comunicare la propria adesione all'indirizzo toscanacontrolaguerra@gmai
l.com o ai numeri di telefono 3384014989 - 3460126412

Di seguito l'appello nazionale che lancia la mobilitazione del 12 marzo di fronte alle basi militari:

MOBILITIAMOCI IL 12 MARZO IN TUTTO IL PAESE

Il nostro paese è in guerra. Questo è il primo fatto chiaro che va denunciato e su cui vogliamo chiamare alla mobilitazione per rompere il muro di bugie della propaganda del circo mediatico di regime.

Siamo in guerra, assieme alla NATO e a tutto il cosiddetto Occidente, da 25 anni. Nonostante i milioni di morti, le devastazioni e le migrazioni bibliche provocate da questi interventi, il nostro come gli altri governi progettano e organizzano nuove imprese militari. Queste nuove imprese sono però inserite in un quadro diverso, nella Grande Crisi che attraversa il mondo da quasi dieci anni, nelle crescenti frizioni che questa crisi sta determinando tra poli e blocchi mondiali. Non sono più semplicemente guerre neocoloniali di espansione e stabilizzazione, ma si stanno trasformando in guerre di egemonia e sopravvivenza. In questo contesto, in questa competizione tra potenze, si determinano le guerre per procura successive alle primavere arabe: il massacro siriano, l’espansione dell’IS, la frammentazione della Libia, con i suoi fronti confusi e sempre in cambiamento.

La loro guerra, come dimostrano i fatti di Parigi, torna anche nelle nostre città, nella nostre strade, nei nostri luoghi di ritrovo. Le loro guerre non solo producono miseria, morte e sconvolgimenti sociali che sono la causa dell'esodo migratorio, ma stanno rendendo l'Europa e il nostro paese una caserma autoritaria, dove gli spazi di libertà e di agibilità democratica vengono drasticamente ridotti. La Francia ha costituzionalizzato uno stato d'emergenza che colpisce libertà fondamentali, nate in quel paese. Paese ove ora per legge si toglie la cittadinanza a chi è accusato di terrorismo e ha origini etniche e religione diverse da quelle dei cittadini "puri". Torna in Europa così il razzismo di stato, mentre in Danimarca per legge si rapinano i profughi scesi dai barconi e la Svezia si prepara ad espellere, cioè a deportare verso fame e morte, 80000 Migranti.

L'Unione Europea in guerra produce orrore e lo usa per giustificare sia la distruzione della democrazia sia le politiche di austerità. Si possono sforare i criminali vincoli del fiscal compact per comprare armi, ma non per costruire ospedali o scuole. UE e Nato, austerità e guerra sono oramai la stessa cosa.

Noi esprimiamo solidarietà e sostegno a tutti i popoli oppressi in lotta, a partire da quello curdo e palestinese, ma rifiutiamo la guerra e il coinvolgimento del nostro paese in essa.

Invece la decisione del governo Renzi di preparare e prima o poi fare la guerra in Libia ci espone a tutti i rischi terribili che abbiamo visto realizzarsi in altri paesi. Sempre più pesanti e costose sono le nostre missioni militari all'estero, da ultima quella di 1000 militari in Iraq, anche a protezione di affari privati. Intanto il nostro territorio viene militarizzato e avvelenato dagli strumenti di guerra. Si installano nuove terribili bombe termonucleari, si installano radar nocivi, si inquinano intere aree, si organizzano esercitazioni che mettono in prima linea intere città. Si comprano bombardieri e altre armi di distruzioni di massa mentre le si commercia in tutto il mondo.

Tutto il nostro paese è sempre più coinvolto nei danni, nei costi e nei nuovi crescenti rischi della guerra. Per questo bisogna mobilitarsi prima che si troppo tardi, per fermare la guerra e le politiche di distruzione della democrazia e dei diritti sociali che l'accompagnano. Bisogna farlo con tutta la forza e la determinazione possibili nel caso in cui l'Italia fosse per la quinta volta nella sua storia trascinata in una sciagurata guerra in Libia. Ma in ogni caso bisogna costruire una resistenza che risponda all'assuefazione alla guerra che ci stanno somministrando.

È necessaria una mobilitazione diffusa e permanente contro la guerra esterna e contro la guerra sociale interna che banche, multinazionali, interessi industrial militari vogliono imporci. Bisogna che l'Italia esca dalla NATO, alleanza che oggi non ha più alcuna giustificazione politica e morale.

Manifestiamo per :

-La fine immediata di ogni partecipazione italiana alle guerre in corso, con il ritiro delle truppe da esse e il ripristino dell'articolo 11 della Costituzione.

-Lo smantellamento delle basi e delle servitù militari, il rispetto del trattato di non proliferazione nucleare, la fine del commercio delle armi.

-L'uscita dell'Italia dalla Nato e da ogni alleanza di guerra. L'Italia deve diventare un paese neutrale per contribuire alla pace.

-La fine delle politiche persecutorie e xenofobe contro i migranti.

-La fine delle politiche di austerità e del sistema di potere UE che le impone.

-La cancellazione delle leggi sicuritarie che in tutta Europa nel nome della guerra al terrorismo stan costruendo uno stato di polizia.

IL 12 MARZO IN TUTTA ITALIA MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA DI FRONTE ALLE BASI E ALLE SEDI DELLA GUERRA

COORDINAMENTO CONTRO LA GUERRA, LE LEGGI DI GUERRA, LA NATO

PROMOTORI

Aldo Silvano Giai , Nicoletta Dosio, Fulvio Perini, Alberto Perino, Bianca Riva, Cellerina Cometto, Mira Mondo, Eugenio Cantore, Eleonora Cane, Claudio Cancelli, Valentina Cancelli, Domenico Bruno, Franco Olivero Fugera, Italo Di Sabato, Valentina Colletta, Emanuele D'Amico, Danilo Ruggieri, Manuela Palermi, Ernesto Screpanti, Nella Ginatempo, Fabio Frati, Fabrizio Tomaselli, Stefano Zai, Giorgio Cremaschi, Gianpietro Simonetto, Emiddia Papi, Mauro Casadio, Aldo Romaro, Paola Palmieri, Francesco Olivo, Michele Franco, Sergio Cararo, luigi Marinelli, Franco Russo, Ugo Boghetta, Sandro Targetti, Bruno Steri, Leonardo Mazzei, Francesco Piccioni, Marco Santopadre, Selena Difrancescoantonio, Marco Tangocci, Giovanni Bacciardi, Vasapollo Luciano, Valter Lorenzi, Antonio Allegra, Dino Greco, Beppe Corioni, Moreno Pasquinelli, Guido Lutrario, Loretta Napoleoni, Gualtiero Alunni, Anastasi Dafne, Nico Vox, Carlo Formenti, Dario Filippini, Antonella Stirati, Maria Pia Zanni, Lorenzo Giustolisi, Sabino Derazza, Enzo Miccoli, Loredana Signorile, Mara Manzari, Roberto Vallocchia, Monica Natali, Luca Massimo Climati, Laura Scappaticci, Patrick Boylan, Sergio Bellavita, Ezio Gallori,

Movimento NO TAV, Piattaforma Sociale Eurostop, Unione sindacale di Base, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Ross@, Campagna Noi Restiamo, Fronte Popolare, Noi Saremo Tutto, City Strike Genova NST, Collettivo Putilov Firenze, Rete NoWar, Economia per i Cittadini, Contropiano, Partito Comunista d’Italia, Rifondazione comunista Molfetta, Programma 101, Rete dei Comunisti, Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, NO MUOS Milano, Comitato Difesa Sociale Cesena, Circolo agorà di Pisa, Comitato NO GUERRA NO NATO Brescia, Area Opposizione Cgil, Sinistra Anticapitalista, Carc.

                                                    

L'Associazione Restiamo Umani invita a partecipare alla riunione contro la nuova guerra di Libia in preparazione anche da parte del governo italiano, riunione che si svolgerà martedì prossimo, 16 febbraio alle 17 presso il Centro Giò, Piombino. 


Sono invitate tutte le persone, le realtà associative e culturali, le forze sociali e politiche, le comunità dei migranti e quelle religiose, che condividono il nostro pensiero contro la guerra del terrorismo e contro il terrorismo della guerra, per la solidarietà con i migranti e la pace disarmata nella giustizia fra i popoli. 

Scopo della riunione, costruire insieme una iniziativa pubblica su questi temi a Piombino.

Associazione Restiamo Umani
 
www.restiamoumani.it 

 

GIORGIO CREMASCHI - Fuori dalla quinta guerra di Libia, fuori dalla NATO
http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/02/02/giorgio-cremaschi-fuori-dalla-quinta-guerra-di-libia-fuori-dalla-nato/

 

LIBIA. UN INTERVENTO MILITARE RINFORZEREBBE L’ORGANIZZAZIONE DELLO STATO ISLAMICO
http://anticapitalista.org/2016/02/11/libia-un-intervento-militare-rinforzerebbe-lorganizzazione-dello-stato-islamico/

Tredici anni fa, il 15 febbraio 2003, alla vigilia dell’attacco all’Iraq, più di venti milioni di persone inondarono le piazze di molte città del mondo per dire no alla guerra, no a tutte le guerre. Roma vide la manifestazione più grande, tre milioni di persone. Ancora una volta i governi, compreso quello italiano, non ascoltarono la voce dei cittadini. Per tredici anni abbiamo visto la guerra, il terrorismo, la violenza crescere nel mondo in una spirale che sembra senza fine. I cittadini dovrebbero oggi far sentire ancora più forte la voce della pace, e imporre ai governi di rispettare questa volontà. E’ possibile un mondo in cui gli uomini smettano di uccidersi, sta a tutti e ciascuno di noi costruirlo, certo non ci verrà regalato dai mercanti di morte né dalla politica che ne segue gli interessi.
Gino Strada.

 

 


Ea questo punto è impensabile che le promesse fatte dall'imprenditore algerino nella primavera scorsa si realizzino nella tempistica prevista. Sono queste le conclusioni di un'inchiesta de II Sole 24 Ore, che ha preso in considerazione la situazione della ex Lucchini a Piombino ma anche quella in Algeria del suo attuale proprietario. I problemi di Piombino II primo campanello di allarme è suonato a novembre con la "Quinta relazione" del Commissario straordinario Giampiero Nardi, il quale ha spiegato che «i primi mesi del 2016 si prospettano assai critici sul piano della gestione corrente sia industriale sia finanziaria», manifestando preoccupazione per la debolezza delle «competenze manageriali siderurgiche» di Aferpi, la società costituita da Rebrab dalle ceneri della ex Lucchini. Il riferimento era chiaramente alle dimissioni di Adriano Zambon, il top manager assunto da Rebrab a maggio 2015 per dirigere l'azienda, che si era sorprendentemente dimesso a settembre e al cui posto è oggi Fausto Azzi, l'ex responsabile dell'area finanziaria di Piombino.

Al Sole 24 Ore, la direzione di Aferpi ha dichiarato che «il progetto di diversificazione e reindustrializzazione, con il rilancio del siderurgico e la diversificazione mediante piattaforma logistica e industria agroalimentare, è sicuramente articolato, complesso e impegnativo. Le difficoltà non mancano e il lavoro da fare è notevole. Tuttavia molto si è fatto e si sta facendo su tutti i fronti». Le «difficoltà del momento» vengono definite da Aferpi «fìsiologiche in progetti così complessi». Al nostro giornale risulta invece che sono in buona parte legate alla difficile situazione finanziaria in cui versa l'azienda. «E in corso il dialogo con varie banche per completare la copertura del fabbisogno legato all'incremento dei volumi produttivi richiesti dal mercato», sostiene la direzione Aferpi. Ma da mesi il management sembra far fatica a finanziare il circolante.

Con la conseguenza che gli unici impianti attivi, i laminatoi, procedono a rilento. Mentre il laminatoio "rotaie" funziona quasi sempre, gli altri due - il "barre" e il "vergella" - vanno avanti a spizzichi e bocconi, anche perché il "vergella" avrebbe dovuto beneficiare di uno sbocco verso l'Algeria finora mai concretizzatosi. In verità i problemi di liquidità sono emersi fin da subito. Per acquistare materie prima all'estero, con i fornitori che chiedevano di essere pagati a vista. Aferpi aveva bisogno di lettere di credito, e per aprirle necessitava di garanzie. Ma per un'azienda che veniva dall'amministrazione controllata non era facile trovarle. In un primo momento è stato usato il capitale sociale. Ma quando la necessità è cresciuta, le banche non sono state disposte a fornirle senza ulteriori garanzie. Rebrab ha pensato di rimediare temporaneamente usando il cash della sua attività algerina, quella del gruppo Cevital.

La sua speranza era quella di avviare un circolo virtuoso: i fornitori avrebbero visto che l'azienda si stava riprendendo e avrebbero quindi accettato tempi di pagamenti più ampi e ad Aferpi sarebbe stato dato un maggiore respiro finanziario che le avrebbe permesso di rendersi indipendente dalle garanzie di Cevital. Rebrab ha contattato vari istituti di credito, ma alla fine ha capito di poter contare solo su Bnp-Paribas, la banca di riferimento del gruppo algerino, sulla cui sussidiaria italiana (Bnl) aveva peraltro depositato il capitale sociale di Aferpi. Alla Bnp sono stati chiesti 30/40 milioni, una cifra irrisoria visto che il gruppo Cevital fa girare almeno un miliardo all'anno. A il Sole 24 Ore risulta però che, dopo aver nicchiato per mesi, Bnp si sia tirata indietro mettendo in difficoltà Rebrab.

La ripercussione più evidente è stata la mancata acquisizione del nuovo forno elettrico. Da Piombino ci fanno sapere che «Aferpi sta attendendo, a breve, l'offerta dei fornitori, in base alla quale poter iniziare la negoziazione finale e scegliere il fornitore o i fornitori per l'acciaieria». Odiando chiediamo i tempi, ci viene risposto che «non sono regolabili da Aferpi». Il Commissario Nardi ci spiega che «Aferpi sta impegnandosi, per quanto a mia conoscenza, con tutti i suoi tecnici e consulenti per comprimere quei tempi e risolvere i punti ancora aperti, compresi il business pian e la relativa ipotesi di finanziamento». Ma al nostro giornale risulta invece che i tempi tecnici siano abbondantemente esauriti. E che l'acquisto non sia stato ancora fatto pervia dei problemi liquidità. Gli altri fronti Gli stessi problemi stanno avendo ripercussioni anche sugli altri fronti del progetto di Rebrab. «La singolarità e la forza del progetto industriale di Cevital risiedevano nella volontà di integrare le attività siderurgiche con importanti iniziative nei spiega il Commissario Nardi.

«I ritardi sulla parte siderurgica, a mio giudizio fisiologici data l'involuzione dei mercati siderurgici e finanziari, sarebbero percepiti con meno fibrillazione se fossero compensati da una forte accelerazione delle nuove attività nei settori della logistica e dell'agroalimentare». In altre parole, anche su quei fronti si procede a rilento. E sempre per lo stesso motivo: mancano i soldi. Di fronte allo scetticismo del mondo bancario, l'imprenditore algerino ha a questo punto una sola opzione: aprire il proprio portafoglio. Vista la cifra contenuta, e la potenza di fuoco finanziario di Cevital, non dovrebbe essere difficile. Se non fosse Protesta. Uno degli operai della ex Lucchini per un altro problema, ancora più grave: pervia dei recenti sviluppi politici, Rebrab non solo è impossibilitato a trasferire i suoi capitali all'estero, ma ha perso le coperture politiche che avevano determinato il suo successo imprenditoriale nel suo Paese.

«La classe imprenditoriale algerina è assolutamente parassitaria. Gestisce per lo più soldi fatti grazie a contatti o appalti statali. Sono imprenditori da economia di rendita, un'elite predatoria che ha imparato a fare soldi in uno Stato arbitrario. È una dinamica completamente diversa da quella delle economie di mercato avanzate», ci spiega Riccardo Fabiani, analista esperto di Algeria della società di consulenza americana Eurasia Group. «Rebrab rientra a pieno in questo modello: non si è mai confrontato con forze di libero mercato. Si è semplicemente legato al potere politico-militare locale. Ma se fino a uno o due anni fa aveva il vento in poppa grazie a queste sue coperture, con la nuova fase politica si trova a pagare il prezzo del legame con una fazione in fase declinante.

Al comando in Algeria oggi è Said Bouteflika, il fratello del ySenne presidente Abdelaziz Bouteflika, il quale ha approfittato della malattia del capo di Stato per prendere le redini del potere e far fuori la fazione guidata dall'ex capo dei servizi segreti Mohamed Mediène. Questi aveva creato una rete di persone - politici e uomini di affari - che dipendevano da lui, clientes che avevano trovato potere e denaro grazie alla sua protezione. Rebrab era uno di loro. Ma a settembre, quando Mediène è stato esautorato, è partita una purga contro i suoi clientes, Rebrab incluso». Geoff Porter di North Africa Risk Consulting, probabilmente il più rispettato analista economico occidentale esperto di Algeria, concorda con Fabiani: « Quello algerino è un sistema socialista dominato da aziende statali con pessime performance.

Probabilmente nessuna di loro sarebbe in grado di reggere sul mercato. Sopravvivono solo grazie al supporto delle banche pubbliche». II problema è che l'intero sistema algerino sta vacillando. A il Sole 24 Ore risulta che il Dipartimento di Stato e l'intelligence americana temono che la situazione stia per diventare insostenibile. Con un presidente malato,che non si vede in pubblico da mesi, un'economia brutalmente colpita dal crollo del prezzo del petrolio, e un vuoto di potere finora colmato da una persona, Said Bouteflika, che nessuno ha mai eletto. Tutto questo si è ripercosso su Rebrab, che è stato chiaramente preso di mira. Lo scorso settembre il ministro dell'industria Abdeslam Bouchouareb lo ha accusato di aver illegalmente esportato capitali quando ha truffato la Banca centrale dichiarando un prezzo esagerato nell'acquisto di un im pianto industriale francese.

Rebrab ha prontamente smentito, e 3000 dei suoi dipendenti hanno marciato in suo supporto nelle strade della città portuale di Bedj ace, dove Cevital ha gli stabilimenti. Ma la fondatezza dell'accusa del ministro è quasi irrilevante. Quello che conta è il segnale inviato dal Governo: i tuoi soldi è bene rimangano nelle casse delle banche nazionali. Un esperto da noi contattato, che ci ha chiesto l'anonimato, sostiene addirittura che pervia dei suoi legami politici con la fazione perdente e la sua capacità di portare gente in piazza, Rebrab potrebbe essere ritenuto da Said Bouteflika una minaccia più di altri imprenditori. E che per questo, «se non fa attenzione è a rischio di diventare il Khodorkovsky dell'Algeria». Il riferimento è a Mikhail Khodorkovsky, l'ex proprietario del colosso petrolifero Yukos, prima grande foraggiatore e poi acerrimo nemico di Vladimir Putin arrestato nell'ottobre 2003 per evasione fiscale e rimasto in carcere per io anni.

Gli esperti ci hanno aiutato a rispondere a un grande interrogativo finora rimasto senza risposta: cosa può aver spinto un industriale agroalimentare algerino a investire centinaia di milioni in un'acciaieria italiana che da anni è in chiara difficoltà e nella quale occorre impiegare centinaia di milioni «Rebrab aveva chiaramente fiutato l'aria da tempo. E volendo esportare i suoi capitali all'estero a me pare palese che quella di Piombino sia una manovra per sostiene Fabiani. «Dovendo esportare capitali per metterli a riparo normalmente non si penserebbe a investimenti in attività industriali, dove rimarrebbero bloccati.

Ma se i capitali non te li fanno esportare altrimenti, cosa c'è di meglio di un investimento in un'azienda in difficoltà che giustifica grosse iniezioni di denaro di cui magari si possono perdere in parte le tracce? Qui c'è anche un vantaggio aggiuntivo: quello di poter sperare sul supporto delle autorità italiane, che avrebbero interesse a fare pressione su Algeri perché venisse concesso l'ok all'invio di capitali per investimenti in Italia. Direi che è quella la maggiore attrattiva di Piombino per Rebrab». Ora comunque l'imprenditore algerino non ha scelta: deve trovare i soldi per far andare avanti i laminatoi. Altrimenti salta tutto. Difficilmente i fondi potranno venire dalla vendita in Brasile dei vecchi impianti Lucchini. Quindi Rebrab sarà costretto a usare fondi già fuori dall'Algeria.

A II Sole 24 Ore risulta che si sia impegnato a farlo. Ma non serviranno a procedere con i nuovi investimenti bensì a finanziare il circolante. E poi? Inshallah.

 

11 febbraio di nuovo al mise ma senza risposte e senza mobilitazione sindacale le rivendicazioni di minoranza sindacale Camping Cig

 

 

Minoranza Sindacale – Camping CIG: “Progetto Piombino? Senza atti concreti, solo una bufala”. Videointerventi su siderurgia del 9 gennaio

 

Tracce Audio

1 Luppoli.m4a

2 Bruschi.m4a

3 Gentili.m4a

4 Ciompi.m4a

5 Elena.m4a

6 MRossi Bellavita Sozzi.m4a

7 Martinelli.m4a

8 Parodi.m4a

9 Mezzacapo.m4a

10 Francescangeli.m4a

11 Ferrrari.m4a

12 Pappalardo.m4a

13 Callaioli.m4a

14 Gchiarei.m4a

15 Pasquinelli.m4a

16 Parra.m4a

17 Coppola.m4a

18 Checcoli.m4a

19 Mancuso.m4a

20 Gelichi Francini.m4a

 


 

System Change NOT Climate Change

 

 


Guerra utile?

Riprendiamo qui il testo integrale dell'articolo di Rossana Rossanda "Una guerra ingiusta ma utile?" pubblicato il 28 novembre 2015 su «Sbilanciamoci.info» (www.sbilanciamoci.info)

Vedo che la «guerra giusta» di Norberto Bobbio, contro la quale ci eravamo battuti, riappare travestita da guerra «utile», ma non è una gran trovata. Utile per chi? Ogni guerra è sempre utile a una delle due parti in causa, almeno a breve termine, quindi il giudizio di valore va sempre spostato sulla causa del conflitto, mentre il metodo di risolverlo con una guerra va sempre rifiutato.

Ricordiamoci di come apparve la seconda guerra mondiale a Gandhi e a molte parti del mondo non occidentale; se si è contro la guerra, non è possibile una guerra giusta, la guerra va misurata non nei termini dei rapporti di forza che ha prodotto, ma va rifiutata sempre per la quantità di vittime che produce.

Non è semplice, perché - per esempio - io non tendo a definire «ingiusta» la seconda guerra mondiale perché i milioni di morti da ambedue le parti l'hanno subita; eppure, per la mia generazione, sulla vita dei cittadini i governi non dovrebbero aver potere di vita o di morte (come nel caso della soppressione della pena di morte).

In verità, per le guerre questo potere gli è lasciato - e non dovrebbe esserlo con l'argomento per cui Daesh non si potrebbe danneggiare o sconfiggere in altro modo, anche perché si tratta di un nemico diffuso e meno esposto di quanto non sia un paese con il suo stato, con un territorio preciso dove si dispiegano eserciti, fortificazioni, industrie militari, sistemi di trasporto. In realtà, anche Daesh è più presente e concentrato in certi territori e, soprattutto, i mezzi militari gli sono forniti nientemeno che dall'Occidente, al più attraverso la mediazione di un altro paese. Nel caso della Turchia questa mediazione non è necessaria perché nella coalizione internazionale contro Daesh nessun altro stato partecipa alla guerra contro i curdi, che per Ankara sono il principale nemico. Il lancio di un missile turco contro l'aereo militare della Russia, che è in guerra contro Daesh ma non contro i curdi, ne è un segnale minaccioso, tranquillamente sopportato dall'Occidente.

In verità, la guerra nel Medio Oriente ha presentato e presenta sovente, a partire dall'Afghanistan, diversi fronti, anche in parte nascosti, aspetto che non è l'ultima delle sue specificità; essa mette in rilievo le ragioni per cui il più vasto movimento pacifista dei tempi recenti le è nato contro. E non solo i civili ne sono regolarmente le vittime (a ogni attacco, specie aereo) ma, come in tutti i conflitti con una forte componente ideologica, le parti non corrispondono nettamente a un territorio ben definito. Insomma, il carattere particolarmente brutale e non giustificabile delle guerre è qui singolarmente evidente.

La Francia, non contenta del disastro senza via di uscita provocato in Libia dall'ignoranza di Sarkozy, reitera errore e vittime in Siria attirandosi addosso - a proposito di guerre «utili» - l'attacco di quella parte del Daesh come movimento che filtra anche sul territorio dell'Europa occidentale, figlio non soltanto (anche se in buona parte) del disagio sociale, ma di una disperazione più interiorizzata e profonda che ha portato sinora giovani francesi e belgi a concludere le azioni omicide attivando le cinture esplosive e togliendosi la vita. Non ci si racconti che attendevano di essere accolti nell'aldilà da centinaia di vergini vogliose; disperavano della vita in terra, senza nulla che le dia un senso umano o sovrumano. Manca nel nostro mondo il solo elemento in grado di sconfiggere Daesh, cioè un senso umano o oltre umano che non sia il successo nel denaro, che non a caso essi bruciano, o lo spettacolo inteso in senso proprio come distrazione dal reale.

 

Amici e nemici (veri e finti) dello Stato islamico

Dal sito di «Limes», che anticipa alcuni contenuti del nuovo numero in edicola dal 4 dicembre (La strategia della paura), segnaliamo l'ottima cartina che permette di visualizzare chi combatte davvero lo Stato islamico, chi lo sostiene e lo foraggia e chi lo combatte (per finta) oggi, mentre fino a ieri lo ha a vario titolo «sponsorizzato»:

http://www.limesonline.com/amici-e-nemici-dello-stato-islamico/88229

 



 

Convegno sulla siderurgia

Lettera ai sindacati di categoria..

Da Piombino News

Il consigliere Pd Barsotti sembra proprio dimenticare le ripetute, acritiche dichiarazioni di assoluta fiducia in Cevital, espresse dal presidente Pd della Regione Toscana, nonché dal sindaco Pd di Piombino. Vale la pena invece di ricordare che furono proprio il Gruppo di minoranza sindacale-Camping CIG e alcune associazioni, fra le quali la nostra, a porre, fin dalla partecipatissima assemblea del Perticale il 6 marzo scorso, sia il problema del Tfr non disponibile per i lavoratori che ne sono titolari; sia la questione decisiva, non solo della credibilità del discusso piano industriale di Cevital-Aferpi, ma anche della sua strategia di lungo periodo, la sola capace di evitare un nuovo fallimento, dopo quelli della precedente "manna dal cielo", di nome Lucchini e Severstal...

Ecco perchè suona decisamente paternalistico il penoso richiamo di Barsotti ai lavoratori che invece hanno espresso lucidamente le loro posizioni in consiglio comunale il 16 dicembre (no acciaio? no porto): come si fa a ripetere lo stantio ritornello, secondo il quale essi non sarebbero altro che truppe cammellate, strumentalizzate dai "provocatori di zizzania"? Stia tranquillo il consigliere Barsotti, queste persone sono abituate a pensare con la propria testa, per meglio impegnarsi collettivamente. Proprio come noi di Restiamo Umani.

Associazione RESTIAMO UMANI

 

 

http://www.pisorno.it/consiglio-comunale-piombino-il-pd-continua-la-narrazione-felice-ma-nulla-del-programma-solo-sacrifici-chiesti-ai-lavoratori/

La votazione e il dibattito del Consiglio Comunale il 3 novembre, sul documento che 4 associazioni piombinesi

http://www.pisorno.it/consiglio-comunale-piombino-il-pd-continua-la-narrazione-felice-ma-nulla-del-programma-solo-sacrifici-chiesti-ai-lavoratori/

 hanno proposto, richiedono riflessioni e chiarimenti. Le associazioni hanno inteso proporre un documento alle forze politiche e all'amministrazione comunale, maturato nelle due iniziative, peraltro molto partecipate, del Perticale e di Palazzo Appiani. I temi ritenuti dalle 4 associazioni importantissimi, sono stati bocciati o meglio, il documento è stato bocciato e, temi fondamentali come la tutela della sicurezza e dell’ambiente, i sostegni alle famiglie in difficoltà, le prospettive per un territorio che per anni, ormai è certo, dovrà sostenere enormi sacrifici, non sono stati ripresi nel documento di maggioranza, neppure per negarli.


 
Per chiarire sui contenuti: PD e Amministrazione comunale ritengono che il Governo non debba intervenire nella siderurgia nazionale con una politica industriale? Non vanno ricercati interessi comuni fra i vari siti produttivi e con i numerosi utilizzatori, coinvolgendo il mondo della ricerca, spezzando la rivalità fra territori ricercando le sinergie e ricollegando le filiere produttive dalle materie prime fino alla commercializzazione e i servizi collegati? Noi riteniamo che ogni realtà non debba viaggiare per conto suo, affidandosi ciecamente ai vari salvatori della patria.

 
Poniamo anche in prima evidenza la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro in questa fase di trasformazione radicale e di "efficientamento" dell'apparato produttivo.
Il governo deve varare misure straordinarie, oltre a quelle vigenti, per sostenere il reddito, di chi ha perso il lavoro e si trova in condizioni di forte difficoltà. Dal voto della maggioranza si deduce invece che non interessa allargare l'istituto dei lavori socialmente utili, adeguatamente retribuiti, a favore del territorio, soprattutto dopo il nubifragio. E poi è o non è indispensabile la riconversione ecologica della nostra industria, accompagnata dalle bonifiche, a salvaguardia sia del posto di lavoro che della salute di tutti lavoratori e cittadini ? 
 
Peccato che nessun membro delle forze di maggioranza del nostro Consiglio Comunale sia riuscito a cogliere e a condividere, magari solo in parte, le nostre proposte scambiando il nostro per un documento a cui contrapporsi. Ringraziamo invece le minoranze che hanno colto lo spirito propositivo con cui ci siamo mossi. La nostra iniziativa è forse stata vista come un'indebita ingerenza o addirittura, in modo del tutto strumentale, come un attacco politico all'amministrazione, oppure siamo di fronte ad un rifiuto dei temi proposti? In entrambi i casi niente di più sbagliato. La trasparenza e la partecipazione non sono valori a corrente alternata.
 
Ai sindacati: già il 5 ottobre non esitarono ad accusare le nostre associazioni di essersi schierate contro l'altoforno, ma dimenticarono di averlo loro stessi accantonato in favore del preridotto, e di avere subito per mesi le devastanti oscillazioni di Cevital in materia.

 
 
Le associazioni: Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Restiamo Umani, Lavoro Salute Dignità, Legambiente

 

 

 


 

La necessità di riformare la realtà sanitaria italiana ed anche toscana trova unanimità di consensi, sia tra i cittadini, sia tra gli operatori. La legge che istituì il sistema sanitario nazionale è stata sempre più disattesa in quelle che erano alcune delle sue principali prerogative: prevenzione; equità delle prestazioni verso tutti i cittadini; cura e rieducazione:

  • la prevenzione non trova applicazione sul piano di una vera educazione comportamentale, lasciata ad  iniziative sporadiche e non programmate, per cui alimentazione, alcool, fumo, vita sessuale, uso di sostanze psicotrope , dei farmaci, sempre più spesso sono alla mercé delle mode pubblicitarie; peggio ancora se guardiamo ambiente e salute negli ambienti di lavoro.
     
  • a proposito di equità, con l'introduzione dei tickets, vera tassa sulla malattia, si è di fatto discriminato il malato dal sano, rendendo il primo ....becco e bastonato. E, pure in Toscana, ciò ha dato una notevole spinta a suddividere la sanità pubblica dalla privata , a tutto vantaggio dei privati, dove sempre più è conveniente rivolgersi per chi può permetterselo, soprattutto per abbreviare i tempi biblici degli appuntamenti per visite ed esami presso le strutture pubbliche.
     
  • cura e riabilitazione sono diventati una chimera.


I vari tentativi della Giunta Rossi hanno prodotto solo cortine fumogene. Società della salute , casa della salute, aggregazioni funzionali territoriali, ospedale per intensità di cure, cronic care model, se in alcune realtà regionali hanno mosso qualche passo ed ottenuto dei successi, per la gran parte del territorio sono rimaste sigle sulla carta, specialmente in Val di Cornia. In tale ottica si inserisce l'attuale riforma, la legge regionale n. 28/2015, tesa a ridurre le ASL  a 3 macrozone , senza un reale piano di ristrutturazione che comporti una revisione del rapporto ospedale-territorio, dell'intero percorso che il cittadino ha i diritto di aspettarsi, da quando vuole preservare la sua salute a quando deve prendersene cura perché ammalato.


 
Per non contribuire ad un'ulteriore perdita di tempo, per dire no ad una riforma che non riforma e cominciare invece a ridare centralità alla sanità pubblica, l'associazione Restiamo Umani invita tutti a firmare al più presto la richiesta di referendum per abolire la legge 28/2015  e far sì che abbia successo. Ognuno può farlo presso i banchetti organizzati in città dai promotori, cui va il ringraziamento convinto di Restiamo Umani.

 
Associazione Restiamo Umani www.restiamoumani.it

 


AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA ENRICO ROSSI;
 

AL SINDACO DI PIOMBINO MASSIMO GIULIANI


 

Siamo un gruppo di lavoratori delle industrie di Piombino e dell'indotto, alcuni in CIG, altri in mobilita' ed altri ancora in CDS o licenziati. Siamo fortemente preoccupati per cio' che sta avvenendo nel nostro territorio in cui il "modello Piombino" sembra, ad oggi, non risolvere i gravi disagi sociali ed economici  ben presenti. Ciò' che si prospetta, infatti, e' un piano industriale, inerente la ex Lucchini, lacunoso e di difficile realizzazione, sottoposto alle decisioni del gruppo Cevital. E' logico attenderci anni di CIG o, peggio ancora, di assenza totale di reddito e garanzia del lavoro solo per poco tempo, magari di fronte ad un salario ridotto al minimo e a ritmi di lavoro sempre più' stressanti.
In queste condizioni il nostro territorio rischia di esplodere, se non verranno adottati i necessari provvedimenti : 1) Chiediamo innanzitutto, per le prossime assunzioni, il rientro in fabbrica dei lavoratori e delle lavoratrici monoreddito, con figli a carico, con mutuo o prestiti da onorare. Occorre poi, da subito, un piano straordinario di sostegno economico che innalzi del 20%, 30 % le misere buste paga dei cassintegrati e di coloro che sono in mobilita'. Va ripristinato, anche, il contributo regionale del 15% che implementava i salari dei lavoratori in cds: ricordiamo tutti le promesse del presidente Rossi. Vanno approvate anche misure di aiuto, non simbolico, per i lavoratori già licenziati. Se i provvedimenti di sostegno saranno della misura sopra indicata potranno essere attivate forme di lavori socialmente utili - comunque aggiuntivi e non sostitutivi di posti di lavoro in essere -, dove impiegare i beneficiari di tali contributi. Non serve, invece, il sostegno di poche decine di euro, elargito ( come sembra prospettarsi ) dalle istituzioni locali. Tale misura suonerebbe come un elemosina, umiliante per i lavoratori. 2) E' indispensabile che venga trovata una soluzione per permettere l'erogazione immediata del TFR ai lavoratori che ne hanno diritto. Queste somme sono, per i lavoratori l'unico salvagente di fronte ad un lungo periodo di CIG .3) Devono essere rispettati i tempi delle bonifiche , degli investimenti per la parte siderurgica e per quella agroindustriale , per la quale , va ricordato , manca qualsiasi progetto definito, salvo la prospettiva ambientalmente poco rassicurante del biodiesel. Il 6 Novembre 2016 deve essere la data ultima di rientro al lavoro per tutti ,lavoratori diretti e dell'indotto,  facendo cessare  definitivamente la CIG. 4) Se gli investimenti non proseguissero come concordato il governo dovra' riprendere in mano la situazione e costruire soluzioni alternative per Piombino . 5) Occorre , poi, che sia approvato un piano straordinario relativo alla sicurezza dei lavoratori per evitare che " l'efficientamento " ( gia' annunciato ) si trasformi in tragedie sul lavoro , che Piombino ha gia' conosciuto. 6 ) La trasparenza e la partecipazione dell'intera comunita' al processo di rinascita industriale sono valori imprescindibili, per questo occorre che ogni 2-3 mesi le istituzioni organizzino un confronto pubblico per fare il punto della situazione. A questo scopo e' prioritario, in tempi brevissimi, la convocazione  del consiglio comunale aperto, chiesto dalle associazioni Restiamo UmaniRuggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Lavoro Salute Dignità e Legambiente, su cui il sindaco di Piombino si e' pubblicamente impegnato.
Queste sono le questioni che poniamo a governo, regione e  comune. Attenderemo le risposte di Renzi, Rossi e Giuliani in un presidio, che sara' organizzato a Piombino, alla rotatoria stradale di fronte allo stabilimento della Sol. Meteo permettendo, il presidio incomincera' il giorno lunedì 14 Settembre, alle ore 18.00, e proseguira' non stop almeno fino a  Venerdì 18 Settembre, alle ore 24.00. Il presidio sara' denominato "Camping CIG ": il campeggio dei cassintegrati, dei disoccupati, dei giovani che un lavoro non lo hanno mai avuto, comunque a disposizione di tutti i lavoratori e le lavoratrici e di quanti si sentono a loro vicini. Sara' un luogo-simbolo per dimostrare che coloro i quali riscuotono, quando va bene, 800 euro  al mese si possono permettere solo le ferie in mezzo ad una strada. Invitiamo tutti i lavoratori a partecipare al presidio portando la loro tuta da lavoro, che sara' esposta, per dire che vogliamo indossare di nuovo quelle tute, tornando al lavoro. Invitiamo commercianti e artigiani a fare altrettanto, in nome del comune interesse per il futuro del territorio. Invitiamo, altresì, tutta la comunità e i sindacati ad unirsi alle nostre richieste e alla nostra iniziativa. Solo insieme e con la mobilitazione potremo costruire un " modello Piombino" capace davvero di ridare certezze e dignità ai lavoratori e ai cittadini del nostro territorio, in un'Italia e in un'Europa degne del loro patrimonio di civiltà.

 

Gruppo di minoranza sindacale e altri lavoratori e lavoratrici

tel. 3341474905  3311084743     

email campingcig1@gmail.com 

 

E' cominciata l'avventura del Camping CIG, dove decine di cassintegrati e disoccupati dell'indotto e dell'ex- Lucchini si sono dati appuntamento, grazie all'invito rivolto a tutta la cittadinanza dal Gruppo di minoranza sindacale.
Già nella prima, concitata serata dell'insediamento alla rotatoria antistante lo stabilimento SOL, sono venuti a portare la propria solidarietà delegazioni delle ragazze e dei giovani del gruppo Stato di Emergenza, che hanno animato la serata con la loro chitarra e le loro canzoni; delle associazioni Lavoro Salute Dignità e Restiamo Umani; dell'Ugl e dello Slai Cobas, oltre a numerosi cittadini che hanno portato pure cibi e bevande, consumati poi nella cena, prolungatasi fino a tarda sera in un clima di bella socialità.
Sono arrivati anche Daniele Pasquinelli del Movimento 5 Stelle; Massimo Lami di Rifondazione comunista; Aldo Montalti del Partito comunista dei lavoratori. A discutere a lungo e animatamente con i numerosi lavoratori e lavoratrici presenti sono giunti il Sindaco di Piombino Massimo Giuliani e l'Assessore Paola Pellegrini. Il Camping CIG prosegue fino alle ore 24 del 18 settembre.

 

 


 

Il Comitato Verità su Eurathlon e NATO organizza per sabato 5 settembre alle 17.30 nella sala di Palazzo Appiani, in piazza Bovio, un incontro pubblico con Maurizio Gubbiotti di Legambiente, i portavoce di Emergency e di Stato d'Emergenza. Era stato invitato pure il deputato piombinese Andrea Manciullinella sua veste di Presidente della delegazione italiana in seno all'Assemblea parlamentare della Nato: Manciulli ha però declinato l'invito.

 
Il Comitato ringrazia per i generosi contributi, che hanno reso possibile l'iniziativa del 5, sia i privati cittadini; sia le realtà organizzate che hanno fatto altrettanto: fino a questo momento, sono pervenuti contributi da Lavoro Salute Dignità, Legambiente, Restiamo Umani, Rifondazione comunista di Follonica, Sinistra per Castagneto.

 
Scopo dell'iniziativa è demistificare l'ipocrisia che circonda Eurathlon, evento in calendario in città e a Tor del sale a metà settembre. Infatti, gli organizzatori e l'Amministrazione comunale hanno fatto di tutto per nascondere il ruolo che in Eurathlon gioca il Cmre, il quale non è altro che il centro di ricerca della NATO con sede alla Spezia, oltre che organizzatore principale di Eurathlon (http://www.cmre.nato.int/ ). E la NATO è una potente e aggressiva alleanza militare, che agisce sotto comando militare, in Afghanistan come in Libia. Di qui la necessità del dubbio, da portare alla superficie delle coscienze, per la pace disarmata nella giustizia fra i popoli.

 
Il Comitato non contesta la ricerca sui robot, ma non si fida del fatto che, dentro Eurathlon, a guidarla ci sia un centro di ricerca militare come il Cmre, sicuramente interessato a impiegare ai propri fini militari il lavoro creativo dei giovani ingegneri, costruttori di droni e robot, che parteciperanno al concorso di idee.Senza dimenticare che l'Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in circa 72 milioni di euro al giorno la spesa militare sostenuta dall'Italia in quanto paese membro della Nato, a danno della spesa per sanità e servizi sociali pubblici.

 
Altro che “marketing territoriale”, vantato dall'Amministrazione comunale: qui siamo di fronte alla mentalità militare che pervade la società e rende ipocritamente subalterni le istituzioni e i territori disponibili; il Vicesindaco non ha esitato a sostenere pubblicamente che “se si ragionasse come il Comitato, dovremmo rifiutarci di utilizzare internet perché di origine militare”. Come se fosse un bene che i finanziamenti e le scoperte maggiori siano militari e usati per le guerre, e invece non fosse infinitamente più ragionevole favorire la ricerca scientifica civile senza aspettare che le scoperte dei militari, comunque rivolte alla guerra, arrivino all'uso di tutti quando risultano superate per i militari stessi.

 
 
Il Comitato Verità su Eurathlon & NATO

 

Verità su Eurathlon e Nato, la necessità del dubbio: “sul significato del ruolo Cmre nel progetto, risposte evasive”.
5 settembre iniziativa pubblica

PISORNO.IT

 

Tracce Audio:

01 Gianardi Mazzinghi Gentiloni

02 Gubbiotti
03 Giuliani
04 Callaioli
05 Francini
06 Chiarei
07 Fabiana (Stato di Emergenza)
08 Bruschi
09 Gubbiotti Gianardi
 

Dall’assemblea su Eurathlon nasce un impegno pacifista | Pisorno

 



 

Piombino, continua il confronto sulle misure a sostegno dei lavoratori e per il monitoraggio delle condizioni di sicurezza e ambientali.
31 agosto 2015 alle ore 21 le associazioni Legambiente, Lavoro, salute e dignità, Restiamo umani e "Ruggero Toffolutti" incontrano i capigruppo consiliari.
Nella sede dell'associazione "Ruggero Toffolutti" , via XX Settembre, 62. All'angolo per il Castello.

 

 

Agevolazioni e sgravi per i lavoratori in difficoltà: il sindaco Giuliani risponde alla lettera aperta di 4 associazioni

Prima una lettera aperta al sindaco Giuliani da parte delle associazioni Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Lavoro, salute e dignità e Legambiente che sollecitano misure a tutela dei lavoratori in difficoltà.
Poi la risposta dello stesso sindaco che ha spiegato il lavoro, tuttora in corso, da parte dell’amministrazione con gli altri livelli istituzionali e le misure già attive o in discussione.

“Mi sono sempre dimostrato vicino ai lavoratori, impegnandomi anche in prima persona, per sollecitare i vari livelli di governo, perché il processo di reindustrializzazione dell'area di Piombino venisse affrontato direttamente nella nostra Città. Non è un caso che la cabina di regia, che vede la partecipazione attiva anche di sindacati e associazioni di categoria, abbia qui il suo centro e si stia attivando da mesi per assicurare il rispetto dei tempi in questo processo e per assicurare, in questa fase di passaggio, l'erogazione degli ammortizzatori sociali a tutte le imprese, comprese quelle dell'indotto. Rimane alta la nostra attenzione sulle vertenze aperte nel nostro territorio”.
La giunta sta valutando in questi giorni la possibilità di stabilire un programma di riduzione delle tasse quali Tari e Tasi per i lavoratori in mobilità e i cassaintegrati.
“L’idea che sta alla base della proposta –afferma il sindaco – è quella di permettere, per quanto ci è possibile, un abbassamento della pressione fiscale nei confronti delle fasce di reddito medio basse. I nostri uffici stanno già calcolando i costi di queste misure in modo da permetterci una valutazione complessiva”.

Anche altre iniziative erano state intraprese nei mesi scorsi. Con le banche del territorio, era stato avviato un confronto per valutare la possibilità di sospendere i mutui in corso per cassaintegrati e disoccupati.
"Già a partire dallo scorso ottobre abbiamo lanciato un appello alle banche del nostro territorio affinché venissero adottate misure anche a favore dei lavoratori in difficoltà, richiedendo quella del blocco dei mutui per coloro che hanno perso il lavoro o che sono in cassa integrazione. Dopo le prime risposte positive da parte del mondo bancario, auspico che la richiesta sia rilanciata a breve nell'ambito di un protocollo d'intesa”.

“Altra tipologia di intervento – prosegue il primo cittadino – è quella relativa alla nostra adesione al costituito fondo sociale di 600mila euro (che può arrivare fino a 800mila euro) assegnato ai distretti sociali del nostro Ambito, l'Ato5 - Toscana Costa. In questo modo i cittadini meno abbienti hanno potuto fare domanda per il pagamento delle bollette del servizio idrico. Le domande, da parte di 23 famiglie, sono state accolte. Sarà Asa ad erogare loro l’importo. Aggiungo che il fondo sarà riconfermato anche il prossimo anno".

Il sindaco ribadisce poi l’impegno dell’amministrazione sul versante dei contributi agli affitti e del blocca sfratti. “Per entrambe le misure ho sollecitato la Regione Toscana assieme ai sindaci dei comuni di San Vincenzo e di Cecina per l’invio dell’importo restante per l’anno 2014, ottenendo risposta positiva. In merito ai contributi al canone di locazione relativi allo scorso anno, sono stati spesi oltre 334mila euro di cui 98 mila erogati dal Comune e il resto con contributi regionali. Per il blocca sfratti 2015, oltre ai 43 mila euro erogati dalla Regione il Comune ha deciso di anticipare 17 mila euro, in attesa dei contributi statali non ancora pervenuti”.
Misure che vanno a sommarsi ai 17mila euro del fondo “Comunità Educante”, riconfermato nel 2015, e che consiste nei rimborsi spese dati alle madri lavoratrici per la partecipazione dei figli ai campi solari. A queste si aggiungono gli assegni di maternità, solo per le madri lavoratrici, e quelli per i tre figli minori, erogati dall’Inps tramite il Comune per le famiglie in condizioni di disagio economico.
Prevista inoltre la convocazione a breve di un consiglio comunale aperto ai cittadini, con la partecipazione dei sindaci della Val di Cornia, come momento di confronto su queste tematiche.

Piombino, lì 21 agosto 2015
 

DOCUMENTO 24 luglio 2015

Con l’acquisizione dello stabilimento, non è superata la necessità di una politica industriale e lo Stato deve comunque dotarsi di strumenti, come fanno altri Paesi europei, per governare i territori  indirizzando le aziende private. Il caso Piombino non è affatto risolto.
Se vogliamo che riprenda la produzione di acciaio a Piombino occorre che si creino le condizioni. Una politica industriale che  leghi le varie parti della siderurgia italiana, almeno le filiere dei vari settori, in cui si individuano degli interessi comuni, con investimenti in ricerca e innovazione, il mercato delle materie prime, l’energia, i servizi agli utilizzatori, la sicurezza della qualità, l’allargamento dei mercati. Su questo i comuni della Val di Cornia, di concerto con la regione Toscana devono chiedere impegni al governo.
Preoccupazione per l’ipotesi aziendale di “efficientamento” che può significare maggiore sfruttamento del personale e minore sicurezza sul lavoro, per questo la richiesta dell’istituzione di un protocollo tra Azienda, Consorzio delle imprese che interverranno, istituzioni (Regione, Comune, Asl, Arpat, Ispettorato del lavoro, Inail ), Rls,  sindacati e un soggetto in rappresentanza delle quattro associazioni promotrici di questo incontro,  per il monitoraggio costante dei lavori di bonifica ambientale e di attivazione dei tre blocchi  economici annunciati nel piano Cevital (acciaio, agroalimentare e porto). Una specifica azione di vigilanza dovrà riguardare i tentativi di camuffamento di eventuali infortuni con la malattia.
Del settore agro – industriale non sappiamo praticamente niente; il piano industriale non dice quali impianti saranno costruiti ma da relazioni del Commissario Nardi leggiamo di un’ipotesi di industria della distillazione di prodotti vegetali per fare biodiesel e bioalcool. In nome dell'indispensabile alleanza fra ambiente e lavoro, fra lavoratori e popolazioni parimenti vittime dell'inquinamento, su questo
(come su tutti gli altri aspetti del futuro produttivo del territorio) occorrerà approfondire l'impatto dell'industria in relazione alle reali prospettive occupazionali complessive, per il presente e per l'avvenire.
Il nostro territorio conta anche altre aziende dal futuro incerto; oggi, si “sopravvive” solo grazie agli ammortizzatori sociali, che non possono essere visti come una soluzione, ma solo come un modo per tamponare e rinviare il problema.

Vogliamo pertanto chiedere un piano straordinario a sostegno di tutti i lavoratori in difficoltà tra cui:

la riduzione delle tasse e delle tariffe, in modo sostanziale e non simbolico (TARI, IMU, TASI, Consorzio Toscana Costa, ecc..);
– l’ applicazione di pagamenti rateizzati a lungo termine per utenze e servizi;
– l’erogazione sollecita di agevolazioni e contributi  (contributi per affitto, canoni di locazione ecc..);
– lo studio di nuove modalità per rinegoziare scadenze e tassi di interesse per mutui e prestiti, nonché per sospenderne il pagamento delle rate;
–  la riduzione delle tasse scolastiche, dei costi di trasporto per i ragazzi e dei costi per l’acquisto dei libri scolastici;
– la possibilità di disporre del proprio TFR.

Chiediamo infine la convocazione di un Consiglio Comunale aperto in forma congiunta con gli altri Consigli comunali della Val di Cornia nel quale venga illustrato alla cittadinanza il presente documento con le indicazioni/proposte sopra indicate, affinché venga discusso e votato.

Associazione Restiamo Umani, Associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro,
Lavoro Salute Dignità, Legambiente

 

Tracce Audio:

1 Adriano Bruschi, Legambiente

2 Elena Pasquini, Ass. Ruggero Toffolutti
3 Monica Frosini, Lavoro Salute Dignità
4 Paolo Gianardi, Ass. Restiamo Umani
5 Paolo Luppoli, Gruppo Minoranza Sindacale
6 Sabrina Nigro, Ugl Terziario Regionale Toscano
7 Paolo Francini, Gruppo Minoranza Sindacale
8 Daniele Pasquinelli, M5S
9 Luciano Guerrieri, Commissario Autorità Portuale
10 Marco Chiarei, Assessore Comune Piombino
11 Valeria Parrini, Ass. Ruggero Toffolutti
12 Fabrizio Callaioli, PRC
13 Claudio Capuano, Assessore Comune Piombino
14 Maurizio Rossi, Gruppo Minoranza Sindacale
15 Lorenzo Cillario
16 Alessandro Masoni, Sinistra per Castagneto
17 Ilio Benifei, Un'altra Piombino; Adriano Bruschi

 


NOI SIAMO SOLIDALI CON IL POPOLO GRECO
per l'Europa dei popoli, contro il potere antidemocratico del capitale finanziario (Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Banca centrale europea...) e i governi europei ad esso asserviti (v. Merkel e non solo): costoro temono il contagio greco! La loro politica ci conduce inesorabilmente alla miseria (vedi privatizzazione di sanità pensioni scuola, di beni comuni come l'acqua...) e alla guerra (vedi Libia, F35... ).

Vogliamo aiutare politicamente e materialmente il popolo greco , che a tutti i popoli d'Europa ha regalato il fondamentale messaggio di democrazia con il suo referendum.

SABATO 18 LUGLIO DALLA 9.30 ALLA 12 PRESSO COOP SALIVOLI, PIOMBINO
RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI E DI BASE, FARMACI DI BASE ECCETERA,
nel quadro della Campagna Internazionale Solidarity4All.

SEL, PRC, STATO D'EMERGENZA, UN'ALTRA PIOMBINO, SÌ-TOSCANA A SINISTRA, L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS, LEGAMBIENTE, ASS. RESTIAMO UMANI, ASS. ITALIA-CUBA
 


Occupazione Ambiente Salute Sicurezza a Piombino
UNA FASE NUOVA, UN NUOVO PUNTO SULLA SITUAZIONE

PIOMBINO, 24 luglio 2015, ore 21
Sala Palazzo Appiani, piazza Bovio

INCONTRO PUBBLICO
a questa occasione di confronto democratico sono invitati:
Lavoratrici e Lavoratori, Cittadini e Cittadine,
Associazioni, Sindacati, Sindaco, Rappresentanti istituzionali, Autorità portuale



Dopo l'acquisto delle acciaierie da parte di Cevital - Aferpi ci poniamo delle domande sul presente e sul futuro. Eccone alcune :
• quale impatto si registra sul reddito e le condizioni di lavoro dei dipendenti diretti e dell'indotto? quali divisioni si stanno generando fra "chi è dentro" e "chi è fuori"? quali ammortizzatori sociali saranno attivi, per chi e per quanto tempo?
• quale piano straordinario di sostegno per disoccupati, cassintegrati, lavoratori in mobilità?
• quali criteri di scelta per le assunzioni, passate e future, in Aferpi, nell'agroindustria, sul porto?
• quanto ci vorrà realisticamente perchè le nuove acciaierie funzionino a regime? quale sarà la qualità produttiva e ambientale dei nuovi impianti? quale strategia industriale a lungo termine ha in mente Cevital nel dettaglio per l'acciaio, il porto, l'agroindustria?
• quale politica industriale dovrà attuare il Governo per aggregare gli interessi delle varie industrie siderurgiche e filiere produttive dell'acciaio, in un quadro moderno della siderurgia italiana?
• quali bonifiche ambientali saranno attuate, con quali tempi, e quali costi, a carico di quali soggetti? chi ci verrà impiegato?
• in questo nuovo scenario, quale ruolo per i lavoratori e il sindacato, le istituzioni, le forze politiche, le aziende? quali proposte sono in campo?

Associazione Restiamo Umani, Associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Lavoro Salute Dignità, Legambiente

 


FERMIAMO LA STRAGE SUBITO !

SALVARE VITE UMANE, PROTEGGERE LE PERSONE, NON I CONFINI!

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/fermiamo-strage-subito-mobilitazione-internazionale/

 


Riteniamo positivo che il sindacato ( come avevamo richiesto anche noi) abbia intenzione di firmare con gli Enti Locali un accordo per la riduzione drastica di tasse e tariffe per i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, siano essi dipendenti diretti o indiretti. Chiediamo che i contenuti di questo accordo vengano discussi con i lavoratori in un’ assemblea unica, prima di iniziare la trattativa con gli EELL. L’ importante è che tali accordi non siano meramente simbolici, ma stabiliscano sgravi reali per i lavoratori.

 
Proponiamo che si valuti in modo approfondito la possibilità di impiegare, con conseguente integrazione del reddito, i lavoratori e le lavoratrici posti in cig o in mobilità, nelle attività socialmente utili - ovviamente non sostitutive di altri posti di lavoro.

 
Poniamo la questione del recupero delle ferie non ancora maturate, forzatamente consumate da alcuni lavoratori, e utilizzate per attivare il contratto di solidarietà: tale recupero è una questione di equità.
 
Per quanto sopra ricordiamo che dal primo di luglio più di 1000 (mille) lavoratori , della Lucchini SpA, Lucchini Servizi srl  e indotto, saranno posti in cigs a zero ore con riduzione drastica degli stipendi (vedi prospetto allegato ), ciò non permetterà alle famiglie di vivere una vita dignitosa , specialmente quelle monoreddito e con figli a carico , magari con un mutuo o un affitto da pagare. Chiediamo alle istituzioni che hanno sbandierato trionfalmente il modello Piombino ed  ai politici che predicano e pontificano, con i loro stipendi garantiti, di attivarsi con i fatti  per assicurare il diritto al lavoro , sancito dalla costituzione , e il diritto alla dignità delle persone; vorremmo dire loro, per capire il dramma dei lavoratori , e delle loro famiglie , posti in cigs di provare a vivere con poco più di 1000 euro al mese.
 

Attendiamo risposte immediate per i lavoratori e le loro famiglie  che stanno vivendo il  " Dramma Piombino", a causa delle 
responsabilità aziendali e delle politiche fallimentari di chi ha governato negli anni il nostro territorio e l'Italia.
LAVORATORE CON MOGLIE E UN FIGLIO A CARICO
 
 
LAVORATORE  SENZA FAMILIARI A CARICO
 
 
 
 
 
 
1° MASSIMALE
 
 
1° MASSIMALE
 
 
 
 
 
 
INDENNITA MENSILE LORDA
971,71
 
INDENNITA MENSILE LORDA
971,71
INDENNITA MENSILE  AL NETTO DEI CONTRIBUTI (5,84%)
914,96
 
INDENNITA MENSILE  AL NETTO DEI CONTRIBUTI (5,84%)
914,96
IRPEF ( 23 % )
210,00
 
IRPEF ( 23 % )
210,00
DETRAZIONE LAVORO DIPENDENTE
145,00
 
DETRAZIONE LAVORO DIPENDENTE
145,00
DETRAZIONE CONIUGE A CARICO
59,00
 
 
 
DETRAZIONE  PER UN FIGLIO A CARICO
70,00
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                                              IMPORTO NETTO CIG   €
914,86
 
                                                                              IMPORTO NETTO CIG   €
849,96
Bonus 80
65,00
 
Bonus 80
65,00
                                                             IMPORTO TOTALE NETTO    €
979,86
 
                                                             IMPORTO TOTALE NETTO    €
914,96
2° MASSIMALE
 
 
2° MASSIMALE
 
Retribuzione mensile lorda superiore a € 2.102,24
 
 
Retribuzione mensile lorda superiore a € 2.102,24
 
INDENNITA MENSILE LORDA
1167,91
 
INDENNITA MENSILE LORDA
1167,91
INDENNITA MENSILE  AL NETTO DEI CONTRIBUTI (5,84%)
1099,70
 
INDENNITA MENSILE  AL NETTO DEI CONTRIBUTI (5,84%)
1099,70
IRPEF ( 23 % )
252,00
 
IRPEF ( 23 % )
252,00
DETRAZIONE LAVORO DIPENDENTE
137,00
 
DETRAZIONE LAVORO DIPENDENTE
137,00
DETRAZIONE CONIUGE A CARICO
58,00
 
 
 
DETRAZIONE  PER UN FIGLIO A CARICO
68,00
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                                   IMPORTO NETTO CIG    €
1099,70
 
                                                                              IMPORTO NETTO CIG   €
984,70
Bonus 80
80,00
 
 Bonus 80
80
                                                             IMPORTO TOTALE NETTO    €
1179,70
 
                                                             IMPORTO TOTALE NETTO    €
1064,70

 

 

 

 

 

 

 

 


Comunicato Stampa

Dopo il referendum adesso rischia di scatenarsi la corsa tra i lavoratori per essere inclusi nella lista dei 1080 che saranno assunti subito. Nell’ accordo il sindacato ha concesso all’ azienda la possibilità di scegliere “in modo insindacabile” i lavoratori che rientreranno, dividendoli da coloro (più di mille) che resteranno in amministrazione straordinaria. Questi ultimi non usufruiranno più del contratto di solidarietà, ma solo della cassa integrazione guadagni (CIG) vedendo così drasticamente ridotto il proprio salario. Le voci che si levano dalla fabbrica parlano già di una ricerca disperata di ognuno per salvarsi individualmente, evitando la CIG. Se questa tendenza non venisse fermata, si arriverebbe in pochi giorni alla classica guerra tra poveri, al “ mors tua vita mea.”

Cosa ancora più grave sarebbe se il sindacato si trasformasse, come qualcuno sta già dicendo, in una specie di ufficio di ri- collocamento in cui alcuni (non certo per meriti professionali) potrebbero godere di corsie privilegiate. A nostro parere il sindacato doveva far includere nell’ accordo anche il criterio della oggettiva necessità, in modo da far rientrare subito in fabbrica anche quei lavoratori che per motivi economici possono sopportare meno di altri anni di cassa integrazione. In particolare chiediamo a Sindaco, Presidente della Regione e Sindacati di chiedere con forza all'azienda di priviligiare il rientro in fabbrica dei lavoratore monoreddito con figli a carico e magari il mutuo da pagare.

Occorre che il sindacato si faccia carico di questi problemi e ristabilisca, per ora e per il futuro, criteri di equità e solidarietà tra i lavoratori, includendo quelli dell'indotto.
Chiediamo , infine, al sindacato di fare accordi con gli Enti Locali perché i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità non siano lasciati soli, ma possano usufruire di sgravi consistenti sulle tariffe e tassi locale e si valuti la possibilità che possano accedere ai lavori socialmente utili.

10 giugno 2015

Gruppo di minoranza sindacale

http://www.pisorno.it/piombino-laccordo-con-il-sindacato-ha-concesso-allazienda-la-possibilita-di-scegliere-in-modo-insindacabile-mors-tua-vita-mea/

 


 

 

 

Comunicato Stampa

Chi oggi esulta per il risultato del referendum sa fin troppo bene che l'esito era fin troppo scontato . Infatti

nonostante una crisi che dura da sette anni, non è mai stata presa in considerazione , da parte del Governo e del sindacato ,   una ristrutturazione e rilancio complessivo del comparto siderurgico , comparto strategico,   a livello nazionale con  un programma  a sostegno dell' occupazione e rilancio industriale  . Questo ha portato alla fine, anche a Piombino ,  a non creare alternative ma ad arrivare a scelte ultimative di "prendere o lasciare".  Dove ogni realtà produttiva del nostro Paese è in competizione con l'altra è si teme che" uno schiacci l'altro " . Invece un progetto nazionale  condiviso  permetterebbe maggiore ricerca della qualità , unico sbocco per competere nel mercato internazionale .
L'esito del  referendum è stato condizionato anche dai seguenti elementi : 
1.  il testo dell'accordo non è stato diffuso, come ammesso anche dai coordinatori metalmeccanici nazionali  durante l'assemblea ;
2. chi ha partecipato non è stato sufficientemente informato sui contenuti, mentre questo  avrebbe invece meritato un approfondimento, visto che andrà a cambiare la nostra vita e quella delle generazioni  future;
3. non e' stato detto chi rimarrà  in amministrazione straordinaria usufruendo non più della solidarietà ma solo della cigs a zero ore .
4. Ai lavoratori delle ditte dell'indotto, non è stato consentito  di partecipare al voto
 Se  tutte queste cose fossero state rispettate l'esito del referendum ,probabilmente , sarebbe stato diverso.
Proprio perché  siamo stati condotti ad un punto di non ritorno 800 persone hanno scelto di non votare e 115 hanno deciso di votare no .
Accettando la moratoria ( cioè la sospensione di qualsiasi tipo di contrattazione di secondo livello con l"Azienda ) nella realtà dei fatti il sindacato ha deciso di abbandonare   i  lavoratori e non solo per tre anni e neanche fino a quando riprenderà la produzione di acciaio, ma fino a quando l'azienda produrrà  utili; il che ci auspichiamo  avvenga molto presto, ma certo rende molto più fragile l'obiettivo.
Il sindacato ha scelto di lasciare mano libera all'Azienda per la scelta dei lavoratori che saranno subito riassunti rispetto a coloro che saranno collocati in amministrazione straordinaria. L'Azienda potrà fare così scelte "insindacabili " .
Il "modello Piombino" che oggi viene cosi tanto decantato, nei fatti  è un salto “all’indietro” di qualità nelle relazioni industriali è un precedente pericoloso per noi e per tutte le realtà di crisi italiana .
Sulla moratoria  la soluzione adottata per non far perdere la faccia al sindacato nazionale ,contrario alla moratoria stessa ,è stata di sottoscrivere due accordi distinti uno per il  sindacato territoriale e l'acquirente   (quello appunto Sulla   moratoria) e l'altro l' accordo difensivo principale   sottoscritto dal sindacato nazionale e territoriale e l'acquirente, , come se questa "genialata" mettesse al riparo altri territori dal ripetere il "modello Piombino" o modello Giuditta per dirla alla Benigni .

Inoltre , per chiarezza ,  informiamo tutti i lavoratori  , che il Dlgs n.270 del 8 luglio 1999  , ai sensi  del quale  è stato sottoscritto l’accordo , recita all’ articolo 63 comma 2 “ ai fini della vendita di aziende o rami di aziende in esercizio, l’acquirente deve obbligarsi a proseguire per almeno un biennio le attività imprenditoriali e a mantenere i livelli occupazionali stabiliti all’ atto della vendita “ , infatti in data 02.12.14  è stato sottoscritto il  contratto preliminare di vendita e l’acquirente si è impegnato per un  biennio, di fatto tutti i lavoratori potrebbero essere dei precari.
Speriamo e ci auguriamo che gli accordi sottoscritti tra le parti siano rispettati . Di  questo siamo preoccupati soprattutto   perché, anche nel verbale di accordo, non ci sono garanzie, vincoli o penalità. In pratica se la nuova proprietà non realizzasse completamente il piano industriale non avremmo nessuno strumento per difenderci .
inoltre non  è chiaro se le persone che saranno assunte andranno a lavorare o andranno in solidarietà nel momento in cui rientreranno a lavoro .
 Non c'è garanzia che si torni a lavoro, data anche la sfasatura della promessa di riassunzione a novembre 2016 e il crono programma che prevede una parte degli investimenti nel 2019.Cioè si potrebbe correre il rischio di continuare a fare cigs anche una volta riassunti .
Per i lavoratori delle ditte dell'indotto, non solo sono stati esclusi dalle decisioni, ma ad oggi non è stato preso nessun accordo preciso e neanche un accenno del loro eventuale futuro .

Secondo nostri calcoli sulla retribuzione , di un lavoratore di livello 5 con anzianità di servizio aziendale  di 18 anni , questo accordo porta ad una perdita di 6000 euro l'anno circa lordi di retribuzione complessiva e, siccome altre stime sicuramente saranno state fatte, vorremmo che chi mette in dubbio i nostri conteggi  faccia smentite circostanziate
Le istituzioni e i sindacati si prendono l'intera responsabilità del percorso che è stato scelto, della situazione senza alternativa a cui siamo arrivati e delle conclusioni che andranno a verificarsi. Dovranno vigilare ed operare per il rispetto delle promesse di Cevital. Le verifiche del rispetto degli impegni, quelle sindacali, dovranno essere condivise e ci dovrà  essere il coinvolgimento di tutti : i lavoratori in fabbrica e anche  fuori di essa.


 
Dal canto nostro continueremo a manifestare la nostra opinione, pur essendo pienamente consapevoli di essere una minoranza e ci batteremo per recuperare il lavoro, la dignità ed i diritti dei lavoratori.
Per i lavoratori che volessero contattarci tel. 3341474905
0565-777409 
Gruppo Minoranza Sindacale

 

Lacune e conseguenze del verbale di riunione

Esprimiamo apprezzamento nei confronti delle OO.SS che , da quanto risulta, non hanno ceduto alle pretese aziendali sotto il pesante ricatto occupazionale e hanno cercato di raggiungere un'intesa che dovrebbe salvaguardare parte dei diritti acquisiti . Ciò dimostra che, come da sempre noi abbiamo sostenuto, quando il sindacato svolge il proprio ruolo riesce ad ottenere risultati .

Ma c'è una novità di queste ultime ore, che sono anche le ultimissime ore della campagna elettorale, impossibile non rilevarlo. Abbiamo appena appreso che nella notte è stato firmato un verbale e che l'incontro è stato aggiornato al 3 giugno a Piombino per la stesura definitiva dell' accordo e che le assemblee e il referendum saranno svolti subito dopo. Non capiamo perché sia stato di nuovo cambiato il percorso che era stato illustrato alla stampa dai rappresentanti sindacali, i quali si impegnavano per il 3 a fare un primo passaggio tramite assemblee informative ai lavoratori, e dopo il ritorno al Mise le assemblee finali, seguite dal referendum alla presenza dei segretari nazionali. Ciò avrebbe permesso ai lavoratori di approfondire i contenuti dell'accordo e di votare con cognizione di causa .

Se tutto viene schiacciato nelle giornate del 3/4 giugno, ribadiamo che invece occorre che sia dato il tempo necessario affinché i lavoratori abbiano la possibilità di decidere avendo chiaro tutti i dettagli dell'accordo e del piano industriale. In caso contrario si svuoterebbe il senso di democrazia diretta del referendum e lo si ridurrebbe a un mero plebiscito (prendere o lasciare), poiché verrebbe a mancare la possibilità per i lavoratori di esprimere consenso o dissenso visto che il pronunciamento non cambierebbe l'esito oramai raggiunto e sottoscritto da tutti : organizzazioni sindacali e istituzioni .

Pertanto proponiamo che:
• si svolga, al più presto e comunque prima della firma definitiva, un'Assemblea unica dei lavoratori diretti e dell'indotto, con il supporto di tecnici per agevolare la comprensione del piano industriale;.
• sia definito e reso pubblico il cronoprogramma con i numeri effettivi dei lavoratori diretti e indotto e relativi steps del loro reingresso lavorativo;
• si cominci a parlare nello specifico delle bonifiche dicendo quante persone potranno essere formate adeguatamente per esservi reimpiegate, pur sapendo che occorreranno professionalità specifiche;.
• si dettaglino le garanzie chieste e ottenute dal sindacato e dalle istituzioni nel caso in cui il progetto siderurgico Cevital venisse abbandonato prima della completa realizzazione del piano industriale; la storia di Piombino e delle scelte del passato insegnano molto a questo territorio, come pure i numerosi fallimenti dei patti territoriali
• referendum e assemblee siano aperte a tutti, dipendenti diretti e dell'indotto, in nome dell'unità dei lavoratori.

Occorre poi un protocollo di intesa con i comuni del territorio per consistenti agevolazioni su tasse e tariffe locali. Bisogna infatti tenere conto che tutti i lavoratori stanno subendo da lungo tempo una situazione pesantissima, e segnatamente quelli dell'indotto non hanno neppure coperture come la cassa integrazione, mentre si stima che 300 persone sono già in mobilità
e cioè a tutti gli effetti licenziati. Proponiamo infine che si valuti in modo approfondito la possibilità di impiegare, con conseguente integrazione del reddito, i lavoratori e le lavoratrici posti in cig o in mobilità, nelle attività socialmente utili - ovviamente non sostitutive di altri posti di lavoro.

Gruppo di Minoranza Sindacale
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Comunicato Stampa:

Esprimiamo apprezzamento nei confronti delle OO.SS che , da quanto risulta, non hanno ceduto alle pretese aziendali sotto il pesante ricatto occupazionale e hanno cercato di raggiungere un'intesa che dovrebbe salvaguardare parte dei diritti acquisiti . Ciò dimostra che, come da sempre noi abbiamo sostenuto, quando il sindacato svolge il proprio ruolo riesce ad ottenere risultati .

Ma c'è una novità di queste ultime ore, che sono anche le ultimissime ore della campagna elettorale, impossibile non rilevarlo. Abbiamo appena appreso che nella notte è stato firmato un verbale e che l'incontro è stato aggiornato al 3 giugno a Piombino per la stesura definitiva dell' accordo e che le assemblee e il referendum saranno svolti subito dopo. Non capiamo perché sia stato di nuovo cambiato il percorso che era stato illustrato alla stampa dai rappresentanti sindacali, i quali si impegnavano per il 3 a fare un primo passaggio tramite assemblee informative ai lavoratori, e dopo il ritorno al Mise le assemblee finali, seguite dal referendum alla presenza dei segretari nazionali. Ciò avrebbe permesso ai lavoratori di approfondire i contenuti dell'accordo e di votare con cognizione di causa .

Se tutto viene schiacciato nelle giornate del 3/4 giugno, ribadiamo che invece occorre che sia dato il tempo necessario affinché i lavoratori abbiano la possibilità di decidere avendo chiaro tutti i dettagli dell'accordo e del piano industriale. In caso contrario si svuoterebbe il senso di democrazia diretta del referendum e lo si ridurrebbe a un mero plebiscito (prendere o lasciare), poiché verrebbe a mancare la possibilità per i lavoratori di esprimere consenso o dissenso visto che il pronunciamento non cambierebbe l'esito oramai raggiunto e sottoscritto da tutti : organizzazioni sindacali e istituzioni .

Pertanto proponiamo che:
• si svolga, al più presto e comunque prima della firma definitiva, un'Assemblea unica dei lavoratori diretti e dell'indotto, con il supporto di tecnici per agevolare la comprensione del piano industriale;.
• sia definito e reso pubblico il cronoprogramma con i numeri effettivi dei lavoratori diretti e indotto e relativi steps del loro reingresso lavorativo;
• si cominci a parlare nello specifico delle bonifiche dicendo quante persone potranno essere formate adeguatamente per esservi reimpiegate, pur sapendo che occorreranno professionalità specifiche;.
• si dettaglino le garanzie chieste e ottenute dal sindacato e dalle istituzioni nel caso in cui il progetto siderurgico Cevital venisse abbandonato prima della completa realizzazione del piano industriale; la storia di Piombino e delle scelte del passato insegnano molto a questo territorio, come pure i numerosi fallimenti dei patti territoriali
• referendum e assemblee siano aperte a tutti, dipendenti diretti e dell'indotto, in nome dell'unità dei lavoratori.

Occorre poi un protocollo di intesa con i comuni del territorio per consistenti agevolazioni su tasse e tariffe locali. Bisogna infatti tenere conto che tutti i lavoratori stanno subendo da lungo tempo una situazione pesantissima, e segnatamente quelli dell'indotto non hanno neppure coperture come la cassa integrazione, mentre si stima che 300 persone sono già in mobilità
e cioè a tutti gli effetti licenziati. Proponiamo infine che si valuti in modo approfondito la possibilità di impiegare, con conseguente integrazione del reddito, i lavoratori e le lavoratrici posti in cig o in mobilità, nelle attività socialmente utili - ovviamente non sostitutive di altri posti di lavoro.

Gruppo di Minoranza Sindacale
 

 

LETTERA APERTA AI SINDACATI CONFEDERALI E ALLE ISTITUZIONI LOCALI
Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

A seguito della presentazione del piano industriale Cevital vorremmo porre alcune domande precise alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali alle quali chiediamo una risposta pubblica prima dell’incontro al MISE previsto per il 21 maggio p.v. per capire e chiarire quali siano i limiti invalicabili della trattativa.

Vi impegnate a:

1- pubblicare, appena in vostro possesso, il piano industriale nella sua interezza per permettere ai lavoratori di analizzarlo in modo approfondito?
2 .far vagliare, prima dell’ assemblea , il suddetto piano ai lavoratori con il contributo di alcuni tecnici per consentire una piena comprensione dello stesso , concedendo un tempo sufficiente per un corretto approfondimento visto che sono in ballo i destini di migliaia di famiglie e il futuro di un intero territorio.
3. non esprimere nessun giudizio al momento della presentazione del piano, che dovrà essere invece formulato solo dopo la consultazione dei lavoratori convocati in assemblea unica, sentito anche il parere dei sopramenzionati tecnici.
4. far partecipare alle assemblee i lavoratori dell’indotto, anche appartenti ad altre categorie operanti nello stabilimento, a farli valere, nella conclusione della vertenza, alla stregua dei lavoratori della Lucchini facendoli partecipare anche al referendum finale.
5. Pretendere il crono programma che sia “chiaro e verificabile” con il quale i lavoratori dovranno rientrare in fabbrica e che preveda scadenze precise degli investimenti, quantità delle risorse impegnate e date certe per il rientro in fabbrica anche per i lavoratori dell’ indotto.
7. ampliare la platea dei lavoratori che potranno godere del contratto di solidarietà e a trovare altri sostegni economici, anche tramite un accordo con gli enti locali per limitare e/o decurtare tasse e tariffe, per tutti coloro che dovranno essere collocati in cassa integrazione per alcuni anni.
Questo tipo di interventi dovrà essere esteso anche ai lavoratori dell’ indotto e della SOL che si trovano in gravi difficoltà.
8. difendere “in toto” i contenuti degli accordi aziendali precedenti che riguardano i salari e i diritti dei lavoratori.
9. considerare imprescindibile la garanzia della continuità produttiva e il mantenimento del livello occupazionale per un periodo ben superiore a due anni sapendo che se non verrà ampliata tale scadenza i lavoratori, anche se saranno assunti formalmente a tempo indeterminato, nei fatti saranno tutti precari.
Al Sindaco chiediamo se intenda onorare l’impegno assunto in occasione dell’ assemblea pubblica del Perticale riguardante la convocazione, in seduta aperta e congiunta dei Consigli comunali della Val di Cornia così da spiegare e approfondire Le motivazioni che lo hanno spinto ad esprimersi positivamente e con entusias

mo sulla stampa relativamente al piano industriale di Cevital.

Firmato: Paolo Luppoli Lucchini Servizi, Daniele Lugli Lucchini Servizi, Maurizio Rossi Arcelor Mittal, Massimo Matteuzzi Lucchini Servizi, Paolo Francini Lucchini, Fabio Venturi Lucchini Servizi, Riccardo Serni Lucchini, Sandro Massai Lucchini Servizi, Maurizio Cerboneschi Lucchini Servizi, Barbara Gurieri Acli Labor, Laura Mazzola Acli Labor, Patrizia Vitiello Acli Labor, Lucia Gargiulo Elior, Cristina Ciompi Elior, Gloria Lonzi Elior, Cristina Moratto Elior, Teona Donosa Acli Labor, Daniele Giorgerini Deca, Sofia Cieslelczyk Acli Labor, Iuri Giubilato Harsco.

www.corriereetrusco.it/2015/05/16/notizia-dalla-costa-etrusca-del-16-maggio-2015/

www.pressreader.com/italy/il-sole-24-ore/20150517/281509339766127/TextView

www.stileliberonews.org/perche-i-lavoratori-sappiano-e-decidano/

iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2015/05/19/news/il-piano-cevital-nero-su-bianco-1.11452571?ref=fbftipm


 

 

Tracce Audio dell'incontro:

Bosoni3.mp4
Bruschi Busoni.mp4
BusoniConclusioni.mp4
BusoniEmergency.mp4

 

www.stileliberonews.org/se-eurathlon-e-uniniziativa-pacifica-e-benefica/

http://www.pisorno.it/buona-la-partecipazione-allassemblea-pubblica-su-eurathlon-a-piombino/

 

 

Buona la partecipazione all'assemblea pubblica su Eurathlon di venerdì 15 maggio, organizzata da Legambiente e Restiamo Umani, in collaborazione con il Gruppo Emergency Costa Etrusca. Significativo il contributo scientifico di analisi fornito da Paolo Busoni, esperto di sistemi d'arma, che del direttivo nazionale di Emergency fa parte. Una decina gli interventi, non tutti consonanti. Al termine si è costituito il Comitato ad adesione individuale, provvisoriamente denominato Verità su Eurathlon.

E' stato sottolineato, fra l'altro, che lo stesso Sindaco Giuliani sulla stampa, pur con tono pacato e rispettoso, non fa che riproporre le tesi degli organizzatori di Eurathlon. Ma neppure lui risponde alla domanda che pongono le associazioni promotrici: se Eurathlon è un'iniziativa pacifica e benefica, perché mai del consorzio Eurathlon fa parte il CMRE, articolazione spezzina della NATO, che è la più potente e aggressiva alleanza militare al mondo (vedi Afghanistan, Kosovo, Irak, Libia…, dove gli interventi della NATO hanno puntualmente aggravato le situazioni preesistenti)? E' davvero questo il marketing territoriale di cui ha bisogno la Val di Cornia?

Nella sua lettera aperta a Legambiente e Restiamo Umani, l'Università di Bristol, coordinatrice di Eurathlon, conferma puntualmente che "il CMRE, Centre for Maritime Research and Experimentation, centro di ricerche della Science and Technology Organization, l’organizzazione della NATO per la scienza e la tecnologia... è organizzatore dell’evento a Piombino... Il Centro ha anche alle spalle una lunga esperienza nell’organizzazione di gare tra robot costruiti da studenti universitari...". Non sarà per caso che il CMRE, attraverso Eurathlon, invita a giocare ai modellini i giovani studenti universitari per ricavarne soluzioni tecniche innovative (i giovani sono molto creativi!), che poi potrà utilizzare nei propri robot prodotti per scopi militari? Di tutto questo si tornerà a discutere nella prossima riunione del Comitato Verità su Eurathlon il 28 maggio alle 21, presso il centro Giò, a Piombino.

Associazione Restiamo Umani
Legambiente
 

 

 

L'associazione Restiamo umani e Legambiente organizzano un'assemblea pubblica per il 15 maggio alle 21, a Piombino, presso la sala del quartiere, in via dell'Arsenale 4, a pochi passi dal cinema Metropolitan. Parteciperà Paolo Busoni, membro del direttivo nazionale di Emergency, esperto di sistemi d'arma. Verranno analizzati le modalità e il significato delle esercitazioni dei droni della NATO, in programma per settembre a Tor del Sale, nei confronti delle quali le associazioni promotrici esprimono un giudizio nettamente negativo. L'assemblea sarà anche l'occasione per costruire un collegamento fra quanti, singoli e organizzazioni, condividono tale giudizio.

Quelle esercitazioni e le altre iniziative collegate, infatti, si inseriscono a pieno titolo nei programmi dell'Alleanza atlantica, comunque rivolti con ogni evidenza a scopi bellici: v. Afghanistan, Kosovo, Irak, Libia..., dove gli interventi della NATO hanno puntualmente aggravato le situazioni preesistenti, oltre a provocare migliaia di morti, nonché centinaia di migliaia di profughi: questi chiedono asilo anche all'Italia, lasciata praticamente sola da UE e NATO, di fronte alla necessità inderogabile di salvataggi e accoglienza umanamente dignitosa..

Le associazioni riproporranno invece le ragioni del disarmo e della pace nella giustizia, strumenti fondamentali anche per sconfiggere i terroristi del cosiddetto califfato, i quali affondano le radici negli affari internazionali (petrolio e non solo). Fu così pure per Osama bin Laden, facoltoso rampollo di una ricca famiglia ben collegata alla casa reale saudita e alla Casa Bianca di Bush, tolto di mezzo dalle potenze occidentali forse anche per metterlo a tacere, non diversamente dal colonnello Gheddafi e da Saddam Hussein.

30 aprile 2015

Associazione Restiamo umani
 

Legambiente

 

Giochi di guerra.pdf

 


 

SOS-STERMINIO IN MARE

Oltre 900 morti nel Mediterraneo nella notte tra sabato 18 aprile e domenica, a 60 miglia dalle coste libiche. È il più grande sterminio in mare dal dopoguerra. Questo è un giorno di svolta. A partire da oggi occorre mettere la parola urgenza, al posto di emergenza. Bisogna dare alla realtà il nome che merita: siamo di fronte a crimini di guerra e sterminio in tempo di pace.
Il crimine non è episodico ma ormai sistemico, e va messo sullo stesso piano delle guerre e delle carestie acute e prolungate. Il Mar Mediterraneo non smette di riempirsi di morti: cominciò con il naufragio di Porto Palo, il giorno di Natale del 1996, con 283 vittime, seguito tre mesi più tardi dal naufragio della Katër i Radës, in cui oltre cento profughi albanesi annegarono nel canale di Otranto. Lo sterminio dura da almeno 18 anni: più delle due guerre mondiali messe insieme, più della guerra in Vietnam. È indecenza parlare di “cimitero Mediterraneo”. Parliamo piuttosto di 
fossa comune: non c’è lapide che riporti i nomi dei fuggitivi che abbiamo lasciato morire.
Le azioni di massima urgenza che vanno intraprese devono essere, tutte, all’altezza di questo crimine, e della memoria del mancato soccorso nella prima parte del secolo scorso. Non sono all’altezza le missioni diplomatiche o militari in Libia, dove – anche per colpa dell’Unione, dei suoi governi, degli Stati Uniti – non c’è più interlocutore statale. Ancor meno lo sono i blocchi navali, gli aiuti alle dittature da cui scappano i richiedenti asilo, il silenzio sulla vasta destabilizzazione nel Mediterraneo – dalla Siria e l’Iraq  alla Palestina, dall'Egitto al Marocco – di cui l’Occidente è responsabile da anni.

 Le azioni necessarie nell’immediato, eccole:
1. Urge togliere alle mafie e ai trafficanti il monopolio sulle vite e le morti dei fuggitivi, e di conseguenza predisporre vie legali di fuga presidiate dall’Unione europea e dall’Onu. I trafficanti non sono la radice del male, ma un suo sintomo.
2. Urge organizzare e finanziare interventi di ricerca e salvataggio non solo lungo le coste europee ma anche in alto mare, come faceva Mare Nostrum e come ha l’ordine di non fare Triton - anche se rifinanziata. Questo, nella consapevolezza che la stabilizzazione del caos libico non è ottenibile nel breve-medio periodo.
3. Urge che gli Stati europei collaborino lealmente a tale scopo (art. 4 del Trattato dell’Unione), smentendo quanto dichiarato da Natasha Bertaud, portavoce della Commissione di Bruxelles: “Al momento attuale, la Commissione non ha né il denaro né l’appoggio politico per predisporre un sistema di tutela delle frontiere, capace di impegnarsi in operazioni di search and rescue”. Risorse che invece si trovano per operazioni di polizia europea (Mos Maiorum, Amber Light,Jot Mare)  e per le spese militari. Una frase che ha il cupo suono dell’omissione di soccorso: un reato contro la persona, nei nostri ordinamenti giuridici.
4. Occorre che l’Onu stessa decida azioni d’urgenza, e che il Consiglio di sicurezza fronteggi il dramma con una risoluzione. Se i crimini in mare somigliano a una guerra o a carestie nate dal tracollo diffuso di strutture statali nei paesi di transito o di origine, non vanno esclusi interventi dei caschi blu, addestrati per il search and rescue. I soccorsi e gli aiuti agli affamati e sfollati sono una prassi sperimentata delle Nazioni Unite. Sia oggi applicata al Mediterraneo.
5. Occorre rivedere al più presto i regolamenti di Dublino. Con una sentenza del 21 dicembre 2011, la Corte di giustizia europea a Lussemburgo e la Corte europea dei Diritti dell’uomo (Ricorso Sharifi contro Italia e Grecia) pongono come condizione essenziale per procedere al trasferimento l’aver positivamente verificato se il migrante corra il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. Si tratta di un vero e proprio obbligo di derogare ai criteri di competenza enumerati nelle norme di Dublino.
6. Con la medesima tempestività, occorre tener conto che i paesi più esposti ai flussi migratori sono oggi quelli del Sud Europa (Grecia, Italia, Cipro, Malta, Spagna): gli stessi a esser più colpiti, dopo la crisi iniziata nel 2007-2008, da politiche di drastica riduzione delle spese sociali (che  includono l’assistenza e il salvataggio di migranti e richiedenti asilo). Il peso che ingiustamente grava sulle loro spalle va immediatamente alleviato.
7. Occorre pensare a un sistema di accoglienza in Europa che garantisca il diritto fondamentale all’asilo, con prospettive di reinsediamento nei Paesi disponibili, nel rispetto della volontà dei rifugiati.
8. Infine, la questione tempo. È finito il tempo della procrastinazione, e delle ambiguità che essa consente. È dall’ecatombe di Lampedusa che Governi e Parlamenti in Europa preconizzano un’organica cooperazione con i paesi di origine e di transito dei fuggitivi, al fine di “esternalizzare” le politiche di search and rescue e di asilo. Il Commissario all’immigrazione Avramopoulos ha addirittura auspicato una “cooperazione con le dittature”, dunque il ricorso ai respingimenti collettivi (vietati dalla Convenzione di Ginevra sullo statuto dei Rifugiati del 1951, art. 33, e dagli articoli 18 e 19 della Carta europea dei diritti fondamentali). Non c’è tempo per costruire dubbie relazioni diplomatiche – nei cosiddetti processi di Rabat e Khartoum – perché i fuggitivi sono in mare qui e ora, e qui e ora vanno salvati: sia dalla morte, sia dalle mafie che fanno soldi sulla loro pelle e riempiono un vuoto di legalità che l’Unione deve colmare senza più rinvii. È adesso, subito, che bisogna organizzare un’operazione di salvataggio dell’umanità in fuga verso l’Europa. 
 
Primi firmatari: 
Barbara Spinelli, eurodeputato, gruppo GUE-Ngl, Alessandra Ballerini, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Erri De Luca, Roberta De Monticelli, Maurizio Ferraris, Stefano Galieni, Domenico Gallo, Paul Ginsborg, Daniela Padoan, Francesco Piobbichi, Marta Pirozzi, Annamaria Rivera, Alberto Vannucci, Fulvio Vassallo Paleologo, Guido Viale, Gustavo Zagrebelsky, Libertà e Giustizia

 


L'Associazione Restiamo Umani partecipa alla festa del 1° maggio 2015 promossa dall'Associazione “Ruggero Toffolutti” contro le morti sul lavoro



Lettera a una madre (1968)


Mamma, 
comprendimi 
fin d'ora: 
dovrai ben comprendermi, 
un giorno, 
anche gli altri dovranno.

M'avresti capita 
di certo 
se fossi fuggita con un amante: 
sei una sentimentale, 
e all'età mia queste fughe 
finiscono in marcia nuziale.

Avresti compreso 
se me ne fossi andata 
perché volevo diventare
una stella 
della televisione 
pagata un milione per sera:

Non me ne sono andata
per guadagnare molti soldi 
né per vivere un romanzo 
rosa: 
ti ho lasciata 
per qualcosa che credo 
sia giusto.
Ascoltami, madre 
della mia infanzia, 
il tuo volto ansioso 
presso il mio letto, 
madre sfinita, madre 
di guai, 
e di commissioni, 
madre piena di preoccupazioni, 
madre di quattro figli 
lunghi da portare, 
madre straniera a tutto 
quello che ero, eppure 
madre che mi capiva 
senza capire.

Non essere dalla parte della polizia, 
dalla parte della borghesia, 
non è la tua parte, quella, 
madre dalla sporta 
pesante, 
dal portamonete 
leggero, 
dalle mani che emanano 
decenni di rigovernatura, 
di spazzatura, di minestra di verdura, 
con le tue paure di moglie 
d'impiegato 
che può essere licenziato 
da un giorno all'altro.


 

Mamma, vorrei parlarti 
come ti parlo di lontano. 
Ti voglio bene, lo sai, 
anche se non tornerò 
mai, mai più, a casa.

Mamma, perdonami 
di non aver sposato 
il ragazzo del quarto piano 
che aveva un bell'avvenire assicurato 
all'Esattoria Comunale. 
Perdonami per la veste nuziale 
che non potrai 
comperarmi. 
Non sono quella 
che sognavi, 
ma non sono nemmeno 
quella che tu piangi.

Sono una figlia 
come tante altre: 
una sconosciuta 
che ti somiglia 
e fa una vita 
che non ti piace.

Siamo tutti così, 
per i genitori, 
ma per ogni figlio 
la propria madre 
è una madre straordinaria.

Mamma, addio, o arrivederci, 
come vorrai. 
Puoi sempre chiamarmi 
da Marion: lei sa 
dove trovarmi. 
Ti voglio bene, mamma, 
come possiamo amare 
oggi: senza commozione 
e senza pietà.
Alba De Cespedes
 

 

I colori dei mestieri

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno la mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
Gianni Rodari


Le associazioni Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro e Restiamo Umani invitano cittadini e associazioni a ritrovarsi in piazza Verdi a Piombino venerdì 24 aprile per salutare la Liberazione cantando insieme Bella Ciao. Appuntamento intorno alle 22,30, al termine dello spettacolo sulla vita della partigiana Norma Parenti, realizzato da Lotus e organizzato dal Comune al Rivellino. Due iniziative distinte, ma in qualche maniera complementari. Cantare insieme Bella ciao sarà pure il modo per “connettersi” idealmente con tante altre persone in giro per l'Italia, che stanno raccogliendo l'invito lanciato sul web da Maso Notarianni.


 
21 aprile 2015

 
Associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro
 
Associazione Restiamo Umani

 

 


Comunicato 8 maggio 2015

La vicenda della ex Lucchini si sta avviando alla fasi finali. Nonostante l'impegno generico di Cevital di riassorbire tutto il personale, la vertenza è ben lontana dal dirsi conclusa felicemente. I motivi di questo giudizio sono i seguenti:
1. Occorre innanzi tutto che il piano industriale (che pare sarà presentato nella prossima settimana) sia reso immediatamente pubblico in modo integrale. Solo così i lavoratori avranno gli strumenti per esprimere un giudizio con cognizione di causa. Non potrà essere tollerato nessun segreto di Stato come è avvenuto per il preliminare di acquisto . Occorrerà un tempo sufficiente per fare esaminare il suddetto piano ai lavoratori e ai cittadini senza chiudere l'approfondimento in pochissimi giorni, come si paventa. I rappresentanti sindacali, al momento della presentazione del piano, non dovranno esprimere nessun giudizio che dovrà essere formulato solo dopo la consultazione dei lavoratori convocati in assemblea unica.
2. I lavoratori dell'indotto dovranno avere la stessa possibilità dei dipendenti Lucchini di partecipare alle assemblee e di contare nelle decisioni finali.
3. Il Sindaco di Piombino dovrà, prima di esprimere qualsiasi giudizio sul piano, ottemperare all'impegno assunto nell'assemblea del Perticale relativo alla convocazione, in seduta aperta e congiunta, dei consigli comunali della Val di Cornia.
4. Insieme con il piano industriale l'accordo dovrà esplicitare in modo chiaro e verificabile il cronoprogramma con il quale i lavoratori rientreranno in fabbrica, con scadenze precise degli investimenti, quantità delle risorse impegnate e date certe per il rientro in fabbrica. Per esempio, il primo forno elettrico si costruisce entro questo periodo, le risorse impegnate sono le seguenti, i lavoratori che tornano in fabbrica sono tot.. lo stesso deve valere per i lavoratori dell'indotto.
5. Non si potranno accettare soluzioni che prevedono (come sembra di capire) circa 800/1000 lavoratori subito in fabbrica, altri 1200 in cassa integrazione per anni e quelli dell'indotto senza nessuna sistemazione certa. Così facendo si dividerebbero i lavoratori, costruendo situazioni molto diverse tra gli uni e gli altri, conducendo alla disperazione migliaia di famiglie . A questo scopo va allargato molto di più il numero di coloro che potranno godere dei contratti di solidarietà.
6. La promessa della riassunzione di tutti non può andare a discapito delle condizioni salariali che derivano dagli accordi aziendali precedenti. Quei diritti vanno difesi nella loro interezza perché solo con essi si ottengono delle buste paga che permettono ai lavoratori almeno di sopravvivere.
7. Cevital dopo l'acquisto, deve garantire la continuità produttiva ed impegnarsi ad occupare la totalità dei lavoratori per un periodo ben superiore ai due anni. Se non verrà ampliata questa scadenza, i lavoratori, anche se saranno assunti formalmente a tempo indeterminato, nei fatti saranno tutti precari.

Paolo Luppoli Lucchini Servizi
Daniele Lugli Lucchini Servizi
Maurizio Rossi Arcelor Mittal
Massimo Matteuzzi Lucchini Servizi
Paolo Francini Lucchini
Fabio Venturi Lucchini Servizi
Riccardo Serni Lucchini
Adriano Carli Lucchini
Sandro Massai Lucchini Servizi
Maurizio Cerboneschi Lucchini Servizi
Barbara Gurieri Acli Labor
Debora Gurieri Acli Labor
Laura Mazzola Acli Labor
Patrizia Vitiello Acli Labor
Lucia Gargiulo Elior
Cristina Ciompi Elior
Gloria Lonzi Elior
Cristina Moratto Elior
Paola Turini Elior
Teona Donosa Acli Labor
Daniele Giorgerini Deca
Roberto Squarci Lucchini
Sofia Cieslelczyk Acli Labor
Giovanni Bottausci Lucchini
Adriano Carli Lucchini
Roberta Borselli Cooplat
Valter Mazzei Lucchini
Sandro Massai Lucchini Servizi
Iuri Giubilato Harsco Metal
 

                                                                                                                                                                                                                                        

LETTERA APERTA AL SINDACO DI PIOMBINO


 

Caro Sindaco Giuliani,

la vicenda dei lavoratori e delle lavoratrici di Lucchini e indotto si sta avviando a svolte decisive. Tale vicenda si intreccia con un quadro della siderurgia nazionale e internazionale denso di preoccupazioni. Nel convegno del 28 marzo emerse che siamo di fronte a una bassa redditività e una sovraccapacità produttiva mondiale di acciaio pari a 300 milioni di tonnellate; si prevede dunque una costrizione a ridurre le produzioni nei prossimi anni, soprattutto in Europa. Questo comporta che, proprio in Europa e in Italia, avrà un futuro solo chi saprà produrre acciaio di altissima qualità: cosa molto incerta per quanto concerne il piano industriale di Cevital, tuttora assai lacunoso.


 

Ciò ha implicazioni serissime per il diritto al lavoro, e i diritti nel lavoro, così come per la qualità della vita nel territorio (v. salario, salute, sicurezza, dignità, così come ambiente, reddito, coesione sociale e democratica...). Ecco perché le chiediamo nuovamente di promuovere al più presto la riunione congiunta dei Consigli comunali almeno della Val di Cornia, aperta ai cittadini, comunque prima delle scelte definitive.


 

Questo fu l'impegno che lei si assunse nel corso dell'assemblea del 6 marzo al Perticale, alla quale partecipò con pronta disponibilità, gliene diamo di nuovo atto volentieri. Ovviamente rivolgiamo la stessa richiesta agli altri Sindaci della zona.


 
Un saluto cordiale.

 
Piombino, 17 aprile 2015

 
Associazione Restiamo umani
Associazione “Ruggero Toffolutti” contro le morti sul lavoro
Lavoro salute dignità
Legambiente

 

 


 

 

Cevital, si tratta sugli organici

Piombino, via al confronto azienda-sindacati. E 4 associazioni chiedono a Giuliani un consiglio comunale aperto

da Il Tirreno 19 aprile

 
  

 
Le puzzle mondial d'Issad Rebrab
De la côte italienne aux rives du fleuve Amazone, Cevital ne cesse d'étendre ses activités. Dans quel but ? 'Jeune Afrique' reconstitue le schéma méthodiquement éla...




Scarica il file audio mp4

 

 

 

Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) fu un pastore e teologo cristiano protestante tedesco, animatore della chiesa confessante di base antinazista, poeta e scrittore; Bonhoeffer fu impiccato dalla Gestapo per avere partecipato ad uno dei tentativi della Resistenza volto ad eliminare Hitler. Uno dei più limpidi e profondi testimoni del Vangelo nel Novecento.

Ferrario insegna teologia sistematica alla Facoltà teologica valdese di Roma, ne è l'attuale decano. E' un esperto di livello europeo, non solo sulla figura di Bonhoeffer, impegnato pure nel movimento ecumenico per l'unità dei cristiani.

Laura Gusella è una monaca cattolica, attenta e innovativa biblista, spesso chiamata a sostenere varie comunità di fede nello studio della Scrittura. Fa parte della Fraternità monastica Marànathà, che opera da tempo a Piombino, sensibile anch'essa alle relazioni ecumeniche.

Link Correlato

 

 


https://www.facebook.com/events/1648676512026816/

 

 

Per ricordare , insieme alla sua famiglia, l'operaio Giuseppe Pecoraro, morto dieci anni fa sul porto di Piombino. E tutti gli eroi-non eroi che hanno subìto e subiscono la stessa sorte. Qua come altrove.
La mostra ideata da Yuri Leoncini per ricordare lo zio Giorgio, politico e amministratore di Sinistra, è stata realizzata dall'associazione Ruggero Toffolutti con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno, dei Comuni della Val di Cornia e di Unicoop Tirreno.
Questo allestimento è patrocinato dal Comune di Follonica.
Inaugurazione venerdì 27 alle 15,30
Sabato 28 e domenica 29 apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 19.
Dal settembre 2009 ad oggi, la mostra è stata allestita circa 60 volte in varie regioni.

 


Apprezziamo la decisione sindacale di svolgere un’assemblea unica e pubblica il 10 aprile: ci saremo. Siamo preoccupati per i vari cambi di progetto, contraddittori, presentati da Cevital. Chiediamo a sindacati e istituzioni che nell’incontro del 9 rivendichino, non già un qualsiasi piano industriale, bensì un moderno progetto per i prossimi decenni: non la prospettiva minimale di due anni (quelli coperti dalla... misteriosa fidejussione), ma investimenti che garantiscano una produzione di qualità, rispetto ambientale, salute e sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza. Questo rimane l'oggetto della vertenza Piombino, che non va certo chiusa ma rilanciata pure su tutte le altre situazioni, quali Magona, Dalmine eccetera.

Nell'immediato, chiediamo a sindacati e istituzioni di rivendicare il 9 a Roma la riassunzione di tutti i lavoratori diretti e la certezza del reimpiego in tempi brevissimi per i lavoratori dell’ indotto. Non potrà essere accettata nessuna “lista nera” né lavoratori che restino senza nessuna sistemazione immediata. I lavoratori dovranno rientrare con i diritti ed i salari derivanti anche dalla contrattazione aziendale pregressa. Va fatta chiarezza sul TFR che appartiene ai lavoratori e deve tornare nella loro piena disponibilità, sia il TFR al passivo, sia il TFR maturato dal 2007 ad oggi da pagare al momento del passaggio dei lavoratori al cessionario (vedi sentenza Corte Cassazione n. 19291 del 22.09.2011).

Nell’immediato, è prioritario riconquistare gli ammortizzatori sociali per tutti, in particolare prolungando i contratti di solidarietà per i dipendenti diretti come per gli altri. Solo con nuovi contratti di solidarietà si potrà fronteggiare il dramma sociale che si sta abbattendo su Piombino e dintorni. E per questo è fondamentale garantire la continuità produttiva, assicurando l’ acquisto dei semiprodotti per la laminazione: bisogna garantire che tutti gli ex dipendenti Lucchini vengano assunti e che subito tutti tornino al lavoro, al limite ruotando con i contratti di solidarietà. Si tratta di impedire che alcuni (o molti) vengano messi in cassa integrazione per un periodo più o meno lungo.

I lavoratori dell’ indotto hanno pari dignità: la soluzione deve essere unica e contemplare da subito una risposta soddisfacente anche per loro. Il loro reimpiego nelle bonifiche implica che la necessaria formazione decolli subito. Va applicata la clausola sociale secondo cui chi subentra in un appalto ne assume gli addetti senza manomettere salari e diritti.

Se il 9 aprile non ci sarà una svolta vera e verificabile – da valutare in una nuova assemblea generale tutti insieme - , bisognerà intraprendere una energica mobilitazione locale con collegamenti nazionali (futuro della siderurgia italiana) e chiamare in causa la Confederazione europea dei sindacati. Se Cevital non mostrerà finalmente serietà d'intenti, va rimessa nel conto la riacquisizione da parte dello Stato della ex Lucchini di Piombino (V. Ilva di Taranto): non un semplice salvataggio, ma una moderna prospettiva di qualità produttiva ambientale sociale.

Ribadiamo la richiesta di non giungere al referendum finale nella forma del “prendere o lasciare” senza alternative, perché equivarrebbe a un ricatto.

Ricordiamo, infine, l’ impegno che il Sindaco di Piombino si è assunto nell’assemblea del Perticale, cioè quello di organizzare, prima di assumere qualsiasi posizione sul futuro piano industriale, una seduta congiunta e in forma aperta, dei consigli comunali della Val di Cornia, e sollecitiamo gli altri Sindaci a esprimersi in merito.

3 aprile 2015



Roberta Borselli (operaia Cooplat)
Adriano Carli (Lucchini)
Maurizio Cerboneschi (Lucchini Servizi)
Massimiliano Di Napoli ((Lucchini)
Paolo Francini (Lucchini)
Barbara Gurieri (Acli Labor)
Debora Gurieri (Acli Labor)
Gloria Lonzi (Elior)
Paolo Luppoli (Lucchini Servizi)
Daniele Lugli (Lucchini Servizi)
Sandro Massai (Lucchini servizi)
Matteuzzi Massimo (Lucchini Servizi)
Valter Mazzei (Lucchini)
Laura Mazzola (Acli Labor)
Riccardo Serni (Lucchini)
Roberto Squarci (Lucchini)
Donosa Teona (Acli Labor)
Fabio Venturi (Lucchini Servizi)
Patrizia Vitiello (Acli Labor)
 

 

Piombino (LI) – Lavoro, ambiente, salute e sicurezza: dopo l’incontro pubblico del 6 marzo scorso al Perticale e i recenti sviluppi, le associazioni promotrici tornano sull’argomento per produrre un ulteriore contributo di riflessione.

Continua a leggere dal Corriere Etrusco

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Nuovi investimenti a Piombino, contributo di riflessione: “bonifiche ambientali mai avviate e non emerge ancora il piano industriale di Cevital”

Lavoro, ambiente, salute e sicurezza: dopo l’incontro pubblico del 6 marzo scorso al Perticale e i recenti sviluppi, le associazioni promotrici tornano sull’argomento per produrre un ulteriore contributo di riflessione.

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Comunicato Stampa
del 21 marzo 2015

Lavoro, ambiente, salute e sicurezza: dopo l’incontro pubblico del 6 marzo scorso al Perticale e i recenti sviluppi, le associazioni promotrici tornano sull’argomento per produrre un ulteriore contributo di riflessione.
Rileviamo che dall'incontro del 19 marzo al Mise, non solo non emerge ancora il piano industriale di Cevital, con numeri e tempi definiti, ma tanto meno il progetto industriale strategico. E cioè con quali nuove produzioni di elevata qualità, e quali moderni “pacchetti” di servizi connessi alle forniture dei propri prodotti, l'azienda intenda, ben oltre il periodo di prova, rientrare sul mercato, senza ripiombare a breve nella spirale di perdite milionarie che ha travolto la gestione Lucchini prima, e quella Severstal poi.

Da questo dipende il futuro dei posti di lavoro. Rendere pubblico finalmente da parte delle istituzioni (Governo, Regione, Comune ) almeno l'ordine di grandezza della fideiussione, versata da Cevital per opzionare le acciaierie, rappresenterebbe un elemento di chiarezza per capire se e in quale misura l'azienda faccia sul serio; oppure se, per esempio, non punti furbescamente soprattutto a stabilire a Piombino un avamposto portuale e logistico per commercializzare in Europa i prodotti agroalimentari algerini e le proprie attività marittime, senza un vero impegno di lungo termine nel polo siderurgico. Anche sull’investimento agroalimentare prospettato a Piombino, permane un'analoga indeterminatezza, che non fa ben sperare per l'agricoltura di qualità che si va facendo faticosamente strada in Val di Cornia.
Solo alla luce di tutto ciò si può realmente valutare che cosa aspetta i dipendenti diretti e quelli dell'indotto, molti dei quali stanno già precipitando nel vuoto di prospettive (per esempio, lavoratori Harsco, mense e pulizie). Chiarezza e trasparenza indispensabili anche sul numero
delle persone riassorbite tra i diretti su contratto, retribuzione, diritti e tutele poiché non è affatto fugata la minaccia di una qualche lista di proscrizione contenente nomi di indesiderabili. E ancora, con quale percorso e tempistica i lavoratori dell'indotto, in base all'accordo di programma, verranno reimpiegati nelle bonifiche ambientali, sempre invocate ma mai avviate?
Dunque, il prolungamento degli ammortizzatori sociali (contratti di solidarietà soprattutto), in questa fase di transizione verso una concreta e qualificata ripresa delle attività industriali, è uno strumento indispensabile per dare respiro ai lavoratori, alle loro famiglie, alle altre attività economiche. In questo clima, le associazioni ritengono negativo il mancato coinvolgimento dei sindacati sia nell'incontro al Mise, sia nel convegno del 28 marzo prossimo, quantomeno in qualità di relatori.
Rispetto allo stato degli impianti e al prolungato fermo produttivo, le associazioni chiedono che siano messe nero su bianco le garanzie di controlli stringenti sulla sicurezza e sul rispetto dei parametri di tutela ambientale.
Infine, rilanciano la proposta, emersa nell'assemblea del 6 marzo, che i passaggi cruciali della vicenda siano discussi in assemblea generale di tutti i lavoratori interessati. Analogamente, ricordano al sindaco di Piombino l'impegno assunto nella stessa sede di promuovere la riunione congiunta dei consigli comunali almeno della Val di Cornia, aperti ai lavoratori e ai cittadini, e invitano gli altri sindaci a manifestare la propria disponibilità.


Associazione Restiamo umani
Associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro
Lavoro salute dignità
Legambiente




 

COMUNICATO STAMPA

Un punto sulle Acciaierie e l’indotto, sulle implicazioni della situazione del polo siderurgico e delle sue prospettive in fatto di occupazione, ambiente, salute e sicurezza. Questo è il tema individuato dalle associazioni «Restiamo Umani», «Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro», «Lavoro,salute e dignità» e Legambiente per l'incontro pubblico fissato per venerdì 6 marzo alle 21 nella sala del quartiere al Perticale, in via Lerario.

Sono stati invitati ad intervenire il Sindaco di Piombino e i capigruppo consiliari, le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e dei servizi, i rappresentanti del lavoro autonomo (Cna, Confesercenti, Confcommercio), il collettivo studentesco «Tre passi avanti». Introdurrà Adriano Bruschi, mentre il giornalista del Tirreno, Cristiano Lozito, stimolerà il dibattito con le sue domande.

Hanno già confermato la propria partecipazione il Sindaco Massimo Giuliani, il presidente provinciale Cna (Diego Nocenti),Vincenzo Renda (Uilm), Luciano Gabrielli (Fiom) Giancarlo Chiarei (Slai Cobas), Sabrina Nigro (Ugl), i capigruppo di Rifondazione (Fabrizio Callaioli), Pd (Ilvio Camberini), Ascolta Piombino (Riccardo Gelichi), Movimento Cinque stelle (Daniele Pasquinelli), Un'Altra Piombino (Marina Riccucci), Francesco Ferrari (Lista Ferrari-Forza Italia). Ci sarà anche il Sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi.
 


 

 

 

le associazioni promotrici

Associazione Restiamo umani
Associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro
Lavoro salute dignità
Legambiente

 

 

Dal Tirreno del 7 marzo 2025


Da Stile Libero News

 

 


 

 

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